Il Tirreno

Livorno

Circonvenzione d’incapace

Notaio a giudizio per una casa venduta

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 LIVORNO. Sono due i processi per circonvenzione d'incapace ai danni della stessa persona, in corso al tribunale di Livorno. Del primo c'è stata un'udienza ieri: davanti al giudice Beatrice Dani, la sola imputata era Marisa Betti, la donna che ha assistito per molto tempo Lorenzo Bargagna, morto a 73 anni il 20 marzo del 2004. Secondo l'accusa, la donna avrebbe indotto Bargagna a cointestare due conti correnti bancari aperti alla banca Unicredit dai quali avrebbe preso 43mila euro e anche una polizza vita della Credit Ras, da cui avrebbe ottenuto 40mila euro. A testimoniare ieri sono stati Nedo Bargagna, 81enne fratello di Lorenzo, e il maresciallo della finanza Claudio Vallati, che ha effettuato accertamenti bancari.  Nel secondo processo che inizierà a giugno, insieme alla stessa Betti, sono imputati Carlo Cantini, altro "badante" di Bargagna, e il notaio Valerio Vignoli. Al centro del processo c'è la vendita della casa di via Aspromonte dove viveva Bargagna. La comprò Cantini, un mese prima che Bargagna morisse, a 31 mila euro. E l'atto fu redatto dal notaio Vignoli, che andò direttamente nella casa di Corea per eseguire questa operazione, dal momento che il venditore non poteva muoversi.

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