Il Tirreno

Livorno

Accoltella l'ex dipendente

Una pattuglia di carabinieri in piazza della Repubblica
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Una pattuglia di carabinieri in piazza della Repubblica

Lo ferisce alla gola dopo la lite: giovane arrestato

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 LIVORNO. Lo aveva licenziato e lui gli aveva fatto vertenza. Quando mercoledì sera se lo è trovato di fronte in centro, tra i due è scoppiato un violento alterco che si è trasformato in lite. La situazione è degenerata al punto che il datore di lavoro ha estratto un coltello e ha ferito gravemente al volto e alla gola l'ex dipendente.  Ecco il motivo che ha scatenato la lite, conclusa con l'accoltellamento, mercoledì sera intorno alle 23 in piazza della Repubblica.  Uno dei due pakistani - entrambi da tempo residenti a Livorno - ha sferrato diverse coltellate al volto dell'altro e probabilmente riteneva di aver addirittura ucciso il contendente. Quindi si è dato alla fuga cercando di far predere le proprie tracce. Ma l'aggressore, dopo un giorno di latitanza, è stato ritrovato e arrestato dai carabinieri della compagnia di Livorno.  Erano circa le 23 di mercoledì, quando la vittima e Abrar Hussein, rispettivamente di 30 e 28 anni, si sono incontrati all'esterno di un bar di piazza della Repubblica. I due immigrati erano amici fino a poco tempo fa, e, oltre all'amicizia, li legava anche un rapporto di lavoro, perché il più giovane gestiva un negozio di articoli di argento nella zona del mercato e l'altro lavorava per lui come commesso. Il rapporto si è però incrinato in modo irreparabile, al punto che il commesso, dopo essere stato licenziato dal connazionale, ha aperto una vertenza sindacale nei confronti dell'ex datore di lavoro.  Non è ancora chiaro come sia avvenuto l'incontro di mercoledì sera, forse favorito da alcuni amici comuni nella speranza che i due immigrati si riappacificassero, ma sta di fatto che i pakistani, dopo essersi visti, hanno subito cominciato a rinfacciarsi vecchi torti. I toni della discussione sono diventati sempre più accesi e alla fine Abrar Hussein, l'ex datore di lavoro, ha estratto un coltello ed ha sferrato una serie di colpi all'avversario, colpendolo prima al volto e poi alla gola.  L'altro pakistano è così stamazzato a terra sanguinante, cercando di fermare con le mani il sangue che usciva copiosamente dalla ferita alla gola.  A quel punto l'accoltellatore, pensando di aver ucciso il connazionale, è fuggito a piedi, mentre il ferito veniva portato in ospedale in ambulanza.  L'uomo è stato operato d'urgenza e per fortuna il taglio non ha reciso vasi importanti. In ogni caso il pakistano è stato ricoverato in prognosi riservata. Intanto i carabinieri si sono messi in cerca del feritore, riconosciuto da alcuni testimoni e del quale i militari avevano il numero di cellulare. Proprio attraverso il telefonino sono stati seguiti i suoi spostamenti seguendolo attraverso le varie celle telefoniche che venivano attivate dal cellulare, nonostante l'uomo accendesse il telefonino solo per pochi secondi, probabilmente proprio per timore di essere localizzato. Un primo tentativo di blocare il feritore è andato avuoto per questione di secondi prima in zona San Marco e poi nel quartiere di Venezia, ma alle 19 di ieri i carabineri hanno finalmente bloccato l'Hussein in piazza Cavallotti.  L'uomo non ha opposto resistenza e si è lasciato portare via dai militari, e anzi ha dimostrato un certo sollievo quando i carabinieri gli hanno spiegato che il connazionale che aveva ferito non era più in pericolo di vita.

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