Il Tirreno

Livorno

MARIDA BOLOGNESI

«No, non entrerò in giunta E voglio un congresso unitario»

Luciano De Majo
Marida Bolognesi
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Marida Bolognesi

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 LIVORNO. «Io assessore a Livorno? No, non se ne parla». Marida Bolognesi è categorica. Si dice «onorata della stima e dell'amicizia del sindaco, ma non è questo il momento per un impegno del genere». L'ex deputata livornese, che adesso fa parte dell'Agenzia nazionale per il terzo settore e della Commissione per le adozioni internazionali presso la presidenza del Consiglio, non esclude che un giorno, in futuro, possa anche arrivare a «dare un contributo in questo senso». Ma non è questo il tempo. Marida Bolognesi disegna il suo impegno su un altro fronte. «Per me è il momento di riprendere il filo del rilancio di un progetto politico», dice da coordinatrice della cosiddetta Area democratica, la parte di Pd che appoggiò Franceschini in occasione delle ultime primarie.  «Ho partecipato all'iniziativa di Cortona di qualche giorno fa - dice Marida Bolognesi - e anche da lì è giunta un'indicazione molto precisa, quella di dedicare le nostre energie a un progetto politico che non ha mai avuto il tempo per radicarsi e svilupparsi. Siamo stati molto ripiegati in noi stessi, forse troppo. E non abbiamo permesso di dispiegare le potenzialità del progetto».  Dal nazionale al locale, il passo è breve: «Anche qui dovremmo utilizzare la prossima fase più come un'opportunità che una resa dei conti. Io auspico un congresso unitario, nel quale cioè non ci sia una parte che afferma di essere il Pd. Il Pd è un insieme di tante energie e di tante idee». E i tempi? «Prima si fa il congresso e meglio è - conclude Marida Bolognesi - se c'è il tempo, anche prima di giugno, per costruire le condizioni politiche dell'unità, tanto meglio. Se questo dovesse venire più tardi, non sarebbe un dramma».

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