Asl-sindacati, è braccio di ferro
Cgil, Cisl e Uil: cambio di rotta o sarà battaglia
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LIVORNO. E' ancora braccio di ferro fra Asl e sindacati. Da Cgil, Cisl e Uil arrivano bordate nei confronti del direttore generale Monica Calamai, l'azienda risponde puntualmente. La Cgil. Stefania Nunes della funzione pubblica Cgil non usa mezzi termini. «Non abbiamo certo bisogno di lezioni dal direttore generale della Asl», dice. E poi rivolge una domanda alla stessa Calamai: «Se il personale c'è, allora perché all'ospedale sono programmate decine di ore di straordinario ogni giorno per garantire i minimi essenziali come in un giorno di sciopero? Come può chiederci di sottoscrivere un nuovo accordo, che troviamo insufficiente nei numeri e nel metodo, quando aspettiamo da un anno l'applicazione di quello del giugno 2009?». Cisl. «La Cisl Fps è disposta, dati alla mano - afferma il segretario Lando Del Pia - a dimostrare la mancanza di personale in molte realtà ospedaliere e territoriali della Asl 6. Le assunzioni del personale proposte per il comparto a tempo indeterminato non sono 82, ma 40, pari al 30% del turn over». Del Pia ricorda anche che «la contrattazione, le rivendicazioni, le azioni di lotta e di tutela messe in campo dalla Cisl non sono certo dettate da paure o convenienze, da scambi, baratti, e meno ancora dall'accodarsi ad azioni di altri, perché la nostra forza deriva dai lavoratori che a livello nazionale, regionale e territoriale, sono associati alla nostra organizzazione sindacale sapendo ben valutare le nostre idee, i nostri valori che fanno della Cisl un punto di riferimento al servizio del paese e del territorio». Uil. Quella che sta arrivando sarà, a parere di Paolo Camelli della Uil, «un'estate difficile per la sanità». Questo perché «in assenza di un significativo cambiamento di rotta della direzione Asl sarà inevitabile una stagione di forte conflitto sindacale». «Tra il 2009 ed il 2010 - continua Camelli - circa 200 dipendenti della Asl hanno lasciato e lasceranno il loro posto di lavoro per pensionamento o trasferimento ad altre Asl. La direzione aziendale intende sostituirne solo 42 con nuove assunzioni, quindi un taglio di oltre 150 unità» La replica. La direzione aziendale ritiene «poco compensibile uno sciopero per chiedere nuove assunzioni». Replicando ai tre sindacati, i vertici dell'Asl spiegano così la loro idea: «Nel corso del 2010, abbiamo proposto un recupero sui costi del personale di 1,5 milioni di euro (e non di 7 milioni come è stato detto), a fronte di una spesa complessiva per il personale nel 2009 che è stata pari a circa 220 milioni. Si tratta quindi di un impatto che non raggiunge neppure l'1 per cento e che, vista la situazione di disastro che soffrono tante realtà del mondo privato e tante famiglie, è persino difficile chiamare sacrificio». «Mentre altrove si discute di licenziamenti e di mobilità - conclude la direzione aziendale - nella Asl 6 si è proposto, al contrario, di assumere o mantenere al lavoro, allo stato attuale, 96 persone su 108 cessazioni su un totale di 4300 dipendenti circa».
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