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LIVORNO-LAZIO 1-2

Tensione allo stadio, due feritiSegui il match in diretta sul web

Tensione allo stadio, due feritiSegui il match in diretta sul web

Tensione e cori politici durante la partita Livorno-Lazio. Due steward sono rimasti feriti durante una carica della polizia. La partita per il resto non ha più niente da dire: il Livorno è retrocesso, la Lazio praticamente salva. Segui la partita in diretta sul web

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LIVORNO. Livorno-Lazio è una partita che non ha più niente da dire: il Livorno è retrocesso, la Lazio praticamente salva. Eppure farà palpitare, per quello che potrà succedere fuori dal campo. Oggi saliranno a Livorno ottocento, forse mille tifosi laziali.

Il Casms (Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive) ha sdoganato la trasferta, che all’andata a Roma non era stata consentita ai livornesi. E i tifosi biancocelesti non troveranno il gran pavese ad aspettarli. «Per non tacere di fronte ai fascisti e per non rendere Livorno terra di conquista invitiamo il popolo della Curva Nord a riempire il settore» è il grido di battaglia degli ultrà livornesi, che due domeniche fa avevano disertato lo stadio in polemica con la squadra già retrocessa. Le forze dell’ordine sono preparate al peggio: centinaia di agenti blinderanno lo stadio e i quartieri intorno per il timore di incidenti fra le tifoserie.

Livornesi e laziali sono divisi da un’accesa rivalità politica. Rossi contro neri, comunisti contro fascisti. La vera partita rischia di essere quella sugli spalti e fuori dal “Picchi”. Domanda agli osservatori del Casms, gli stessi che in passato hanno vietato le trasferte per Pontedera-Ponsacco e Pistoiese-Grassina: si poteva evitare tutto ciò?.

Il 10 novembre 2004 seicento ultrà laziali scatenarono l’inferno a Livorno. E al termine della partita, in notturna e infrasettimanale, si contarono decine di feriti tra poliziotti, carabinieri e tifosi. Al ritorno a Roma fu addirittura peggio: i tifosi amaranto fermano il treno e scendono alla stazione di Roma San Pietro. Vengono identificati per danni e portati in commissariato dove rimangono un giorno e mezzo. Fu Cristiano Lucarelli, il bomber amaranto, a pagare i pullman per riportarli a Livorno. Ma tra saluti romani e inni comunisti, non si contano le provocazioni tra le due tifoserie. Quando il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, qualche mese fa, ha polemizzato per gli aiuti dei politici romani alla Lazio - in lotta per la salvezza come il Livorno - il suo blog è stato invaso dagli ultrà biancocelesti: «Caro sindaco, pensa a educare i tuoi tifosi a non inneggiare a Nassiriya» è stata la risposta più carina.

Ecco, non bastavano qualche centinaio di teste calde da ambo le parti. Nella generale sorpresa, il Casms ha consentito la trasferta creando dal nulla una domenica ad altissimo rischio. I quartieri intorno allo stadio, oggi, saranno blindati, l’azienda di smaltimento rifiuti ha tolto sessanta cassonetti dalle strade - pensate un po’- per il timore che potessero essere usati per le barricate.

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