Il presidio
«Giusto consentire la trasferta»
Fabrizio Pucci
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Lo striscione apparso ieri mattina al cimitero della Misericordia Gli ultrà amaranto: la passione non va repressa Oggi tutti in curva, nessuna intenzione bellicosa
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LIVORNO. «Andiamo allo stadio a fare il tifo per la maglia. Non per questa squadra mediocre e senza carattere dalla quale non ci sentiamo minimamente rappresentati. Andiamo allo stadio perché quella è casa nostra e non vogliamo lasciarla in mano ai tifosi della Lazio». Il messaggio proviene da uno degli esponenti più autorevoli della curva Nord. Non ci sono, però intenzioni bellicose, perché nel codice degli ultrà ci sono regole ben precise che vengono rispettate e accomunano tutti i gruppi a prescindere dalle idee politiche: «Siamo contenti che sia stata permessa la trasferta ai laziali, perché siamo contro i decreti che reprimono la passione. Non è giusto vietare ai tifosi di seguire la loro squadra. Oggi ci sono quelli della Lazio. Domani possono esserci quelli del Pisa o del Genoa. Tutti hanno il diritto di fare il tifo per i loro colori nella partite che si giocano lontano da casa. Semmai c'è riflettere su un'altra questione: perché a noi è stato impedito di andare a Roma? Purtroppo la legge non è uguale per tutti. Il due pesi e due misure è mortificante». Curva piena, quindi, nel giorno dell'arrivederci all'anno prossimo. Nel giorne anche dei probabili addii. Lucarelli indosserà la maglia amaranto per l'ultima volta davanti alla sua gente. Il bomber ha espresso il desiderio di riconsegnare ai tifosi della curva la fascia di capitano ereditata da loro e da Igor Protti. Idea originale, in perfetto stile-Cristiano: «Sarebbe un bel gesto. Noi sappiamo quanto Lucarelli tenga al Livorno. Però aspetterei a mettere via la fascia. Va a finire che quanti dicono che a fine anno se ne andranno, resteranno. A cominciare dal numero 99 che se Spinelli dovesse cedere, potrebbe ripartire in B con la maglia amaranto sulla pelle».
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