Il Tirreno

Livorno

Ora tutto dipende dalla scelta che sarà presa a livello politico

Nuovo ospedale: «Siamo pronti La città decida se lo vuole»

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 LIVORNO. «Noi siamo pronti ad affrontare la gara per il nuovo ospedale». Sulla struttura sanitaria che secondo le intenzioni del Comune dovrebbe sorgere a Montenero, Monica Calami taglia corto. Anche perché a questo punto del percorso, quando il Comitato contro l'ospedale a Montenero già la settimana scorsa ha tagliato il traguardo delle 5.000 firme per ottenere il referendum popolare - la riflessione e la decisione finale sul nuovo ospedale sono cosa esclusivamente politica. È il Comune adesso a dover affrontare il "nuovo scoglio" del referendum - che il sindaco Alessandro Cosimi dice di vivere con estrema tranquillità, nella convinzione di poter essere in grado di "convincere" i cittadini della validità di un presidio ospedaliero a Montenero.  L'Asl, dal canto suo, è pronta. Lo ha confermato ieri, a latere dell'incontro con la quinta commissione consiliare, la direttrice generale dell'Asl. Un incontro dove, per dire la verità, la questione del nuovo ospedale è stata marginale. A chiedere con insistenza perché Asl e Comune dimostrino una così marcata caparbietà a trasferire l'ospedale a Montenero quando migliaia di cittadini hanno espresso parare sfavorevole è stata la consigliera del Pdl Marcella Amadio.  Sulla decisone finale di realizzare l'ospedale in quell'area la dottoressa Calamai ha rimandato alle istituzioni competenti, ma ha ribadito che l'idea di riorganizzare la sanità livornese secondo il modello per intensità di cure «non è un'opzione o una decisione a discrezione del direttore generale. È il tipo di organizzazione che la medicina sta assumendo ovunque da tempo. Noi siamo indietro e dobbiamo recuperare questo gep». Come a dire che l'azienda è pronta ad affrontare la gara. Quello che doveva fare, cioè stabilire le caratteristiche strutturali e funzionali (numero di posti letto, tipo di struttura, di macchinari e tecnologie necessari) richieste al nuovo ospedale, Asl lo ha portato a termine in modo sereno. «Abbiamo ultimato le procedure di nostra competenza - dice Calamai - e siamo in grado di affrontare una gara». Adesso la disquisizione è squisitamente politica e spetterà al Comune portarla avanti e semmai, a decisione presa, trasferire le competenze per il bando di appalto agli enti provinciali e regionali.

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