Il Tirreno

Livorno

L'ammiraglio Donolo gravissimo

L.L.
L’ammiraglio Luigi Donolo
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L’ammiraglio Luigi Donolo

Colto da arresto cardiaco mentre era all'associazione Reduci

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 LIVORNO. Si trovava con amici e colleghi nella sede dell'Associazione nazionale combattenti e reduci, in via Borsi 39, quando si è sentito male. L'ammiraglio Luigi Donolo, 75 anni, ieri pomeriggio ha avuto un malore e s'è accasciato.  A coglierlo di sorpresa un infarto molto serio, che ha determinato un arresto cardiaco. Ora è ricoverato in coma, in gravissime condizioni, nel reparto di Rianimazione.  La mattina aveva preso parte tranquillamente, ai Quattro Mori, alla premiazione agli studenti che hanno partecipato al concorso sul tricolore, lanciata dal Comitato per la promozione dei valori risorgimentali, di cui lui è fondatore.  Erano circa le 18.30 e l'ammiraglio, che negli anni passati è stato anche comandante dell'Accademia, stava partecipando a una riunione. Improvvisamente ha sentito un forte dolore al petto e poco dopo si è accasciato. Immediatamente le persone che si trovavano con lui si sono precipitate per vedere cosa gli fosse accaduto. E contemporaneamente è scattato l'allarme al 118. In pochi minuti nella sede del circolo sono arrivati i volontari della Misericordia di via Verdi insieme alla dottoressa del 118. A quel punto l'ammiraglio era andato in arresto cardiaco. I soccorritori hanno fatto di tutto per rianimarlo, e dopo varie pratiche ci sono riusciti. Nel corso del delicato tragitto urgente al pronto soccorso, i volontari e la dottoressa hanno continuato a fare il massaggio cardiaco.  Una volta in ospedale, l'ammiraglio è stato assistito da tutto lo staff del pronto soccorso che s'è prodigato per curarlo. Poi è stato portato all'Utic, dove gli hanno applicato un'apparecchiatura per agevolare la regolarità del battito cardiaco. Quindi, è stato ricoverato in Rianimazione.  Donolo è molto conosciuto e apprezzato in città. E non solo per la sua attività militare, ma anche per il suo impegno per la salvaguardia dei valori risorgimentali e per la sua passione storica: è autore di saggi, racconti e romanzi storici.  La sua è una carriera brillante e prestigiosa: nel 1983 è stato comandante delle navi in Libano quando il generale Franco Angioni guidava la missione italiana a terra.  La notizia del suo malore è stata accolta con preoccupazione negli ambienti culturali a lui vicini e tra gli amici, fra i quali c'è stato un fitto tam tam di telefonate per avere notizie sulle sue condizioni.

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