Il Tirreno

Livorno

Proteste dei residenti verso i padroni del terreno

«E' già il secondo crollo: qui ci scapperà il morto»

Teresa Dini e Mauro Boni parlano con i vigili del fuoco
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Teresa Dini e Mauro Boni parlano con i vigili del fuoco

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 LIVORNO. «Sono anni che protestiamo, ma qui, finché non ci scapperà il morto, nessuno ci darà retta. Eppure una ventina di anni fa ci fu un altro smottamento più o meno nel solito punto».  Teresa Dini abita in uno degli appartamenti ricavati nello storico edificio costruito all'inizio del secolo scorso nella parte finale della ripida salita di Montenero. La signora spiega ai vigili del fuoco che il vialetto è l'unica via d'accesso ai sei appartamenti ricavati in quell'ala dell'edificio, e che ci passano continuamente molte persone, tra cui anche un bambino: «E adesso come faremo? - si domanda quando i vigili del fuoco la informano che c'è la possibilità di altri crolli - dovremo rischiare che qualcosa ci finisca addosso o rimanere chiusi in casa».  «Una quindicina di anni fa ci fu un altro smottamento - le fa eco il marito, Mauro Boni - quella volta caddero, sempre sul vialetto, sassi e terra, tanto che bloccarono l'ingresso al vialetto. Ma questa volta è stato peggio: quel masso è davvero enorme, avrebbe potuto ammazzare qualcuno».  «Ero in casa ed ho sentito un tonfo profondo, accompagnato da una vibrazione - racconta Simona Sbolci, che abita al piano terreno - e lì per lì ho pensato che fosse caduto qualcosa dal piano superiore, poi mi hanno telefonato ed ho visto quel macigno: se il muro non lo avesse arrestato sarebbe finito proprio contro la finestra della nostra cucina».  Sul posto è intervenuto anche un tecnico della protezione civile comunale, che ha confermato ai residenti che il terreno da cui è crollato il masso ha bisogno di un immediato intervento di messa in sicurezza.  In ogni caso la frana di ieri è l'ennesimo episodio che si verifica a Montenero, una zona dove ormai gli smottamenti, anche di notevole portata, non si contano.

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