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Livorno

Ablondi festeggia Toaff che spegne 95 candeline

Ablondi festeggia Toaff che spegne 95 candeline

Nasce una fondazione nel nome del rabbino livornese. L'omaggio del sindaco: la sua volontà di dialogo ha aiutato il clima di tolleranza e democrazia

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LIVORNO. Elio Toaff è una delle tre sole persone citate nel testamento spirituale di papa Wojtyla: l'unica non cattolica. Basterebbe questo a capire la levatura di questo livornese diventato il punto di riferimento dell'ebraismo italiano. Attorno a Toaff si è raggruppata l'Italia intera in occasione della festa per il suo 95º compleanno con la nascita della Fondazione Elio Toaff per la cultura ebraica presieduta da Ermanno Tedeschi.

Alla cena romana in cui l'iniziativa è stata presentata - spiega il blog labronico di "cose ebraiche" Comunitando - hanno partecipato anche esponenti livornesi, come il consigliere nazionale dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Gadi Polacco, suo fratello Daniele collaboratore per anni del rabbino Toaff, il presidente della Comunità livornese Zarrugh. Il blog spedisce a Toaff l'augurio, secondo l'uso ebraico, di «fino a centoventi!». A Livorno Toaff è nato il 30 aprile di 95 anni fa, a Livorno ha studiato al prestigioso Collegio rabbinico sotto la guida del padre Alfredo fino a ottenere la laurea che gli ha conferito il titolo di rabbino maggiore.

Dal'41 è diventato rabbino a Ancona, poi a Venezia e dal'51 a Roma rimanendovi per mezzo secolo. Più volte è partita - anche su Facebook - la campagna per sollecitarne la nomina come senatore a vita. Anche il sindaco Alessandro Cosimi manda un messaggio a Elio Toaff. Lo fa guardando per prima cosa alla ricchezza umana e culturale di una «grande comunità ebraica come quella livornese, che ha avuto l'ultimo dei collegi rabbinici in Italia e ha dato al mondo persone di eccezionale cultura come i Lattes, i Kahn, gli stessi Toaff». Parlando più esplicitamente della figura di Elio Toaff, ne ricorda «la grandissima volontà di andare incontro al dialogo fra le religioni valorizzando il proprio credo religioso e andando incontro all'uomo come fatto culturale e come speranza per il mondo». Cosimi ricorda l'amicizia di Toaff «con l'ex presidente Carlo Azeglio Ciampi e con molti dei protagonisti della Livorno del dopoguerra come Badaloni e Diaz»: è stato un contributo importante - sottolinea - per «costruire il clima di tolleranza e di democrazia in questa città».

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di Redazione web