Italia
Amadio attende in silenzio
lu.dem.
La battaglia interna al Pdl sta per riprendere
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LIVORNO. Ormai è da un po' che non parla, che non commenta, che non attacca. Neanche dopo questo voto, che non premia certo i suoi "nemici di partito", Marcella Amadio rompe il silenzio - per lei francamente inusuale - al quale ci ha abituato ormai da prima dell'inizio di una campagna elettorale che non l'ha certo vista in prima fila. Difficilmente sarebbe potuto accadere, visto che la consigliera comunale del Pdl, la più votata di tutto il consiglio in termini di preferenze personali, si è vista escludere dalla corsa per il Consiglio regionale dopo una legislatura passata sui banchi di Palazzo Panciatichi. Il Pdl in queste regionali ha avuto poco di che essere soddisfatto, in città. Non ha raggiunto neppure il 20 per cento, malgrado stavolta non ci fosse la lista civica di Taradash a drenargli un po' di consensi. Eppure né Amadio, né i suoi fedelissimi, se la sentono di fare commenti. Non solo perché le nude cifre sono sotto gli occhi di tutti, ma probabilmente perché nel Pdl livornese le acque sono tutt'altro ferme. C'è chi prevedeva che, passate le regionali, ci sarebbe stato un redde rationem nella maggior forza di centrodestra, ovviamente a danno della componente che fa capo a Amadio e Majoli, vicario di Zingoni nel Pdl livornese, ma lo schieramento anti-Taradash sta lavorando per altre vie invocando un intervento del coordinamento regionale. Il primo passo è la definizione della querelle del gruppo consiliare in Comune, spaccato in due tronconi. Ciascuna delle due parti accusa l'altra di aver determinato la rottura e, almeno a parole, auspica la ricomposizione. E Amadio, che guida uno dei due fronti, attende gli eventi. Scegliendo come arma tattica un silenzio difficile da decifrare.
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