Il Tirreno

Livorno

Eroina, hashish e soldi

Trovato il covo della droga

Lara Loreti
<strong>SOTTO SEQUESTRO. </strong>Il fondo in via San Carlo sigillato dalle volanti della polizia Un tunisino è finito in manette
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SOTTO SEQUESTRO. Il fondo in via San Carlo sigillato dalle volanti della polizia Un tunisino è finito in manette

Un covo della droga in pieno centro, in via San Carlo 172, quasi ad angolo con corso Mazzini. E un tunisino in manette. È il risultato di un'operazione della polizia. Ieri mattina gli agenti delle volanti, coordinati dal dirigente Stefano Caroti, hanno fatto un blitz nella stretta stradina, durante un controllo del territorio

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LIVORNO. Un covo della droga in pieno centro, in via San Carlo 172, quasi ad angolo con corso Mazzini. E un tunisino in manette. È il risultato di un'operazione della polizia. Ieri mattina gli agenti delle volanti, coordinati dal dirigente Stefano Caroti, hanno fatto un blitz nella stretta stradina, durante un controllo del territorio. Si tratta di un piccolo fondo, che ha la porta direttamente sulla strada, dotato di un soppalco: dentro la polizia ha trovato di tutto.  Il servizio è nato quando verso le 11 i poliziotti in volante hanno notato dei movimenti sospetti intorno a quel fondo. In un primo momento e per qualche ora gli agenti hanno tenuto d'occhio il fondo per studiare i movimenti. Dopo una prima fase di osservazione, hanno deciso di intervenire. All'interno la polizia ha trovato un tunisino di 32 anni, già noto alle forze dell'ordine, Walid Ramahani.  Il giovane è finito in manette per detenzione di droga ai fini di spaccio. Al momento dell'arresto non ha opposto alcuna resistenza. È stato poi indagato per ricettazione: come accertato dalla polizia, infatti, non ha saputo infatti spiegare la provenienza di tutta la merce che era in casa. In particolare, gli agenti hanno trovato e sequestrato: 200 grammi di hashish, 30 di eroina, 600 euro (secondo gli investigatori, provento dell'attività di spaccio) e poi diversi telefoni cellulari tra cui due black berry, due pc portatili e altrettanti fissi, un quadro, altri oggetti vari e una playstation con foto che, secondo la polizia, erano riconducibili ad altre persone, diverse dall'arrestato. Secondo la polizia, tutte quegli oggetti sarebbero provento di furto, ma su questo sono in corso indagini.  In base a quanto emerso dai primi accertamenti, il tunisino pagava 300 euro per stare in quel fondo: glielo avrebbe affittato una donna di origini slave. La polizia è al lavoro per capire se questa versione dei fatti, fornita dal nordafricano, corrisponda a verità.  Non è chiaro invece da dove provenga la roba: secondo la polizia il giovane l'aveva da poco acquistata da qualcun'altro. Quel che sembra certo è che la droga era destinata al mercato locale, molto probabilmente allo spaccio al dettaglio in centro.  Secondo gli esperti, la roba avrebbe fruttato qualche migliaio di euro.  Sono in corso ulteriori indagini da parte della polizia.

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