Il Tirreno

Livorno

Il Comitato del Limoncino

Annessi abusivi, è sciopero del voto

Luciano De Majo
I componenti del Comitato Limoncino parlano col comandante dei vigili Pucciarelli e, in basso, alla balaustra del Comune
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I componenti del Comitato Limoncino parlano col comandante dei vigili Pucciarelli e, in basso, alla balaustra del Comune

Lo striscione appeso alla balaustra di palazzo Civico è durato poco: i vigili urbani l'hanno fatto togliere subito. «I politici promettono ma poi non mantengono», c'era scritto sopra. In un giorno non certo qualsiasi, quello delle elezioni, una cinquantina di appartenenti al Comitato del Limoncino ha dato vita a una manifestazione in piazza del Municipio

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LIVORNO. Lo striscione appeso alla balaustra di palazzo Civico è durato poco: i vigili urbani l'hanno fatto togliere subito.
«I politici promettono ma poi non mantengono», c'era scritto sopra. In un giorno non certo qualsiasi, quello delle elezioni, una cinquantina di appartenenti al Comitato del Limoncino ha dato vita a una manifestazione in piazza del Municipio, non solo per tornare a chiedere una soluzione per i casi degli annessi agricoli abusivi sulle colline, ma anche per annunciare una iniziativa clamorosa: lo sciopero del voto. La protesta non è contro uno o un altro schieramento, ma è indirizzata a tutta la classe politica livornese, colpevole, secondo coloro che fanno parte di questo Comitato, di non avere risolto un problema di vecchia data.

In cima allo scalone esterno del Comune, il comandante della polizia municipale Riccardo Pucciarelli, dopo che lo striscione era stato tolto, si è intrattenuto a lungo a parlare con alcuni di coloro che hanno inscenato la protesta e che continuavano a rivendicare le loro ragioni.

Per queste elezioni regionali, dunque, coloro che si battono per sistemare la questione degli annessi agricoli hanno deciso di non votare e di invitare tutti i livornesi a fare lo stesso. «Nei giorni scorsi abbiamo fatto un volantinaggio sulle colline e in città», spiegano, nella speranza di coinvolgere più cittadini che possono e di sensibilizzarli sul punto che hanno particolarmente a cuore. «Se il sindaco è lì al suo posto - dice una signora assai agguerrita - è perché ha vinto le elezioni al primo turno per una manciata di voti. Visto che senza il nostro contributo, anche in termini elettorali, sarebbe andato al ballottaggio, adesso deve dare risposte e rispettare gli impegni che ha preso. Serve una soluzione che non può tardare ancora».

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