LA POLEMICA
342 multe doppie con l'autovelox
Luciano De Majo
Altro che due o tre. Le multe fatte dalla polizia provinciale con l'autovelox piazzato all'inizio della strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno, e inviate erroneamente per due volte a chi si è reso protagonista dell'infrazione, sono una valanga: ben 342
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LIVORNO. Altro che due o tre. Le multe fatte dalla polizia provinciale con l'autovelox piazzato all'inizio della strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno, e inviate erroneamente per due volte a chi si è reso protagonista dell'infrazione, sono una valanga: ben 342.
Parla il comandante
Lo ha confermato, ieri mattina, il comandante della polizia provinciale Maurizio Trusendi, che ha partecipato alla riunione della Commissione garanzia e controllo della Provincia, convocata dal presidente Maurizio Zingoni (Pdl) che nei giorni scorsi ha anche presentato una interrogazione per conoscere l'entità del fenomeno delle doppie multe.
Trusendi non si è nascosto dietro a un dito. Ha spiegato, andando subito al sodo, che l'autovelox che si trova nel territorio livornese e che è gestito dalla Provincia, proprio nei chilometri iniziali della superstrada, nelle settimane scorse è andato in tilt. Guai informatici che, nella sostanza, hanno riprodotto per due volte il flusso di immagini riprodotte in un disco estrapolato dal computer contenuto nell'autovelox stesso.
«Computer in tilt»
«Si tratta di immagini scattate fra il 10 e il 21 gennaio scorso - ha detto Trusendi - che a causa di un blocco del server sono state inserite nel sistema e successivamente inviate doppiamente ai destinatari». Immaginabile la reazione degli automobilisti: già l'arrivo di una sola multa non è esattamente una gran bella notizia. Quando poi se ne vedono arrivare due a distanza di pochi giorni, allora sì che la rabbia aumenta. E' vero, però, e anche questo è stato confermato dallo stesso comandante della polizia provinciale, che parecchi dei bis-multati hanno visto che la cifra era la stessa e la circostanza della contravvenzione pure. Si sono insospettiti e hanno chiamato la polizia provinciale. «La sola differenza - ha aggiunto Trusendi - fra un verbale e l'altro stava nel numero di protocollo di verbale. Noi abbiamo già provveduto a archiviare quelli con il numero più alto e abbiamo chiesto alla prefettura di emettere il decreto di archiviazione definitivo».
Servizio in appalto
Se il compito di accertare la violazione è della polizia provinciale, il lavoro di notifica viene effettuato dalla Maggioli tributi spa, un'impresa che ha sede a Rimini e che ha vinto la gara bandita a suo tempo dalla Provincia di Firenze per tutti gli autovelox piazzati sulla Fi-Pi-Li. Almeno su questo fronte, dunque, la Provincia è al riparo. La magra figura di aver inviato due volte la stessa multa a 342 persone, quella, non si cancella. Ma economicamente, le doppie spese di notifica non graveranno sulle casse di palazzo Granducale perché saranno a carico della società che gestisce quello che accade una volta accertata la violazione, cioè la spedizione delle multe. Il ramo livornese della Maggioli conta su due dipendenti che lavorano nella sede distaccata della polizia provinciale di via degli Asili. Ed è lì che si svolgerà la prossima riunione della Commissione garanzia e controllo della Provincia, come annunciato dallo stesso presidente Zingoni, che vuole vederci chiaro fino in fondo sulla questione delle multe. La consigliera del Pd Alessandra Del Bravo aveva sollevato un problema per la mancata convocazione, nella commissione, dell'assessore ai lavori pubblici. «Avrebbe potuto dare risposte importanti», ha detto la consigliera di maggioranza. E Zingoni ha ribattuto: «La sua presenza non era necessaria, comunque la chiameremo alla prossima riunione».
Parla il comandante
Lo ha confermato, ieri mattina, il comandante della polizia provinciale Maurizio Trusendi, che ha partecipato alla riunione della Commissione garanzia e controllo della Provincia, convocata dal presidente Maurizio Zingoni (Pdl) che nei giorni scorsi ha anche presentato una interrogazione per conoscere l'entità del fenomeno delle doppie multe.
Trusendi non si è nascosto dietro a un dito. Ha spiegato, andando subito al sodo, che l'autovelox che si trova nel territorio livornese e che è gestito dalla Provincia, proprio nei chilometri iniziali della superstrada, nelle settimane scorse è andato in tilt. Guai informatici che, nella sostanza, hanno riprodotto per due volte il flusso di immagini riprodotte in un disco estrapolato dal computer contenuto nell'autovelox stesso.
«Computer in tilt»
«Si tratta di immagini scattate fra il 10 e il 21 gennaio scorso - ha detto Trusendi - che a causa di un blocco del server sono state inserite nel sistema e successivamente inviate doppiamente ai destinatari». Immaginabile la reazione degli automobilisti: già l'arrivo di una sola multa non è esattamente una gran bella notizia. Quando poi se ne vedono arrivare due a distanza di pochi giorni, allora sì che la rabbia aumenta. E' vero, però, e anche questo è stato confermato dallo stesso comandante della polizia provinciale, che parecchi dei bis-multati hanno visto che la cifra era la stessa e la circostanza della contravvenzione pure. Si sono insospettiti e hanno chiamato la polizia provinciale. «La sola differenza - ha aggiunto Trusendi - fra un verbale e l'altro stava nel numero di protocollo di verbale. Noi abbiamo già provveduto a archiviare quelli con il numero più alto e abbiamo chiesto alla prefettura di emettere il decreto di archiviazione definitivo».
Servizio in appalto
Se il compito di accertare la violazione è della polizia provinciale, il lavoro di notifica viene effettuato dalla Maggioli tributi spa, un'impresa che ha sede a Rimini e che ha vinto la gara bandita a suo tempo dalla Provincia di Firenze per tutti gli autovelox piazzati sulla Fi-Pi-Li. Almeno su questo fronte, dunque, la Provincia è al riparo. La magra figura di aver inviato due volte la stessa multa a 342 persone, quella, non si cancella. Ma economicamente, le doppie spese di notifica non graveranno sulle casse di palazzo Granducale perché saranno a carico della società che gestisce quello che accade una volta accertata la violazione, cioè la spedizione delle multe. Il ramo livornese della Maggioli conta su due dipendenti che lavorano nella sede distaccata della polizia provinciale di via degli Asili. Ed è lì che si svolgerà la prossima riunione della Commissione garanzia e controllo della Provincia, come annunciato dallo stesso presidente Zingoni, che vuole vederci chiaro fino in fondo sulla questione delle multe. La consigliera del Pd Alessandra Del Bravo aveva sollevato un problema per la mancata convocazione, nella commissione, dell'assessore ai lavori pubblici. «Avrebbe potuto dare risposte importanti», ha detto la consigliera di maggioranza. E Zingoni ha ribattuto: «La sua presenza non era necessaria, comunque la chiameremo alla prossima riunione».
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