Il Tirreno

Livorno

I GUAI DELLA SCUOLA

Notte in coda per un posto all'asilo

Luciano De Majo
Notte in coda per un posto all'asilo

L'anno scorso arrivò alle 5 del mattino e non ce la fece a ottenere il posto. Stavolta, per essere sicuro di poter iscrivere il figlio alla scuola dell'infanzia si è presentato davanti alla scuola alle cinque e mezzo del pomeriggio. Mezz'ora dopo è giunto un altro genitore disposto a tutto pur di non perdere il posto all'asilo

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LIVORNO. L'anno scorso arrivò alle 5 del mattino e non ce la fece a ottenere il posto. Stavolta, per essere sicuro di poter iscrivere il figlio alla scuola dell'infanzia si è presentato davanti alla scuola alle cinque e mezzo del pomeriggio. Mezz'ora dopo è giunto un altro genitore disposto a tutto pur di non perdere il posto all'asilo. Disposto anche a trascorrere la notte all'addiaccio, sul marciapiede.

Si inizia fra nove mesi.
La scena è di ieri: giorno della Befana, le 17 passate da una mezz'ora. In via Pannocchia, quartiere Colline, davanti al cancello della scuola Maria Ausiliatrice, scuola privata, comincia la fila per l'iscrizione all'anno scolastico 2010-2011, che comincerà fra nove mesi esatti, a settembre. I posti per la scuola dell'infanzia sono quindici e le iscrizioni vengono prese dalle 8 di questa mattina, tanto in questa scuola quanto nelle statali e nelle altre private. Posti visti e presi: l'attesa è cominciata quindici ore prima dell'apertura dei cancelli della scuola. Domani mattina apriranno invece le iscrizioni per la scuola elementare, dove però la situazione crea meno tensione.

L'ordine sul foglietto.
Sul cancello è stato subito messo un foglietto con l'ordine d'arrivo di chi aveva deciso di mettersi in coda fin dal pomeriggio. «Vedete che cosa siamo costretti a fare? Stare in fila con questo freddo per tutta la notte. E pensare che l'assessore Roncaglia dice che sono stati risolti i problemi per i posti negli asili», masticava amaro un signore intabarrato in un piumino nero come la notte che si avvicinava. «Io sono il secondo in lista - diceva invece un giovane che aveva pensato bene di presentarsi in via Pannocchia munito di berretto di lana per combattere i rigori dell'inverno - e rimarrò qui per qualche altra ora. Poi verrà mio suocero, passerà qui un po' di tempo e dopo tornerò nuovamente io». Ecco che nasce una sorta di staffetta, dunque, per rendere l'attesa meno snervante e faticosa.

Anche perché il pericolo è sempre in agguato: hai voglia di scrivere il nome sul foglietto, chi molla è perduto e non c'è alternativa a rimanere lì, magari sperando di ingannare il tempo nelle ore più fredde schiacciando un pisolino in macchina.

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