Il Tirreno

Livorno

Livorno blitz

Blitz dei vigili urbani allo Chalet

Alessandro Guarducci

Il Tirreno l'aveva segnalato sull'edizione di venerdì scorso, dopo aver constatato il giorno precedente una serie di ulteriori danneggiamenti allo Chalet della Rotonda d'Ardenza che da tempo versa in rovina. Venerdì, però, c'era uno sciopero indetto dalla Cgil, e quindi l'amministrazione comunale ha rinviato a ieri mattina gli opportuni controlli

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il Tirreno l'aveva segnalato sull'edizione di venerdì scorso, dopo aver constatato il giorno precedente una serie di ulteriori danneggiamenti allo Chalet della Rotonda d'Ardenza che da tempo versa in rovina. Venerdì, però, c'era uno sciopero indetto dalla Cgil, e quindi l'amministrazione comunale ha rinviato a ieri mattina gli opportuni controlli.

Controlli che non hanno fatto altro che confermare quanto riportato nei nostri articoli. Gli agenti della polizia municipale e il personale dell'Ufficio urbanizzazioni ha riscontrato un danneggiamento alla recinzione esterna - in particolare una porta che è stata rimossa dai cardini - e alle reti metalliche messe a chiusura dello chalet proprio per impedire l'ingresso. «Sono segni evidenti di una intrusione», hanno affermato i vigili urbani che però, al momento del sopralluogo, non hanno trovato nessuno né all'interno dell'edificio, né dentro la zona recintata.
Questo particolare conferma che nello Chalet ci sono solo presenze notturne: clochard o sbandati che per sfuggire al freddo di queste notte cercano un posto per ripararsi e dormire qualche ore. Gli agenti della polizia municipale, in accordo con la protezione civile, hbanno quindi incaricato una dittà per effettuare i lavori di ripristino della situazione.

Inoltre, per evitare ulteriori intrusioni, l'amministrazione comunale ha disposto di intensificare i controlli nella zona. Anche a salvaguardia dell'incolumità delle stesse persone che cercano di entrare dentro: i crolli della struttura che si sono registrati in questi ultimi mesi (la balaustra cade letteralmente a pezzi) rappresentano un serio pericolo.
Ma i controlli non possono risolvere il problema. Finché lo Chalet resta in una situazione di degrado, continuerà ad attrarre barboni, sbandati e balordi. Solo il restauro della struttura e la successiva entrata in funzione dell'attività di bar, ristorante e ritrovo culturale possono raprresentare una soluzione definitiva.

Il fatto è che l'operazione di rilancio dello chalet sembra essere sempre più lontana dal realizzarsi. Se infatti è vero che l'associazione temporanea di impresa Frangerini/Engineering - che si è aggiudicata la gara d'appalto - non può essere "obbligata" a dare il via ai lavori (la Engineering, che ha sede a L'Aquila, usufruisce dell'ordinanza del presidente del consiglio dei ministri che ha sospeso fino al 31 dicembre tutti i termini degli adempimenti contrattuali delle aziende danneggiate dal terremoto), è altrettanto vero che a Palazzo Civico non risultano essere stati predisposti neppure tutti i documenti necessari per la firma della convenzione, che è la condizione necessaria per dare il via all'intervento. Quindi tutto è fermo mentre lo chalet crolla.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web