Il Tirreno

Livorno

TERRAZZA MASCAGNI

«Cercate di prendere i responsabili»

Elisa Sironi
Francesca Brogiotti con l’amica e Fabio Fasolla
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Francesca Brogiotti con l’amica e Fabio Fasolla

«A questi figli manca totalmente l'educazione e la percezione del valore delle cose. Non risolverei la questione facendo pagare i danni alle famiglie, metterei invece i figli a lavorare per ripulire tutto». Le reazioni allo sfregio di Terrazza Mascagni

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LIVORNO. «È inammissibile» sbotta un passante, Sergio Bonistalli: «A questi figli manca totalmente l'educazione e la percezione del valore delle cose. Non risolverei la questione facendo pagare i danni alle famiglie, metterei invece i figli a lavorare per ripulire tutto». E poi con tono più ancora serio aggiunge: «Magari con addosso una maglietta con su scritto il perché sono stati messi ai lavori forzati. Capirebbero la fatica che comporta, sono convinto che la volta successiva ci penserebbero due volte prima di farlo.»

Lo scempio è fonte di imbarazzo per gli stessi livornesi nei confronti di amici giunti da fuori. L'esempio si offre subito. Sulla Terrazza incrociamo una ragazza intenta a mostrare le bellezze del nostro lungomare ad un'amica di passaggio. L'argomento scritte è sulle bocche fin dall'inizio della passeggiata: «Le stavo spiegando - racconta Francesca Brogiotti - che a Livorno siamo incapaci di mantenere pulite le cose belle. Certo non è un buon biglietto da visita per chiunque si rechi in città per la prima volta. Ogni angolo prezioso di Livorno è trasandato. Servono più controlli. Il Comune aveva detto che sulla terrazza erano proibiti i pattini e le bici. Ma siamo invasi. Perché non controlla nessuno?».

Karen Armstrong è americana. Dal 2002 vive a Livorno. A fare jogging sulla terrazza ci viene spesso. E questa storia delle scritte proprio non la butta giù: «Livorno è piena di potenzialità, ma viene rovinata dalle imbrattature. È molto tempo che ci penso. Non accade solo sulla terrazza. Anche le bellissime scalinate di Antignano sono ridotte ad uno schifo». Il confronto con il suo paese di origine è inevitabile. Fa una faccia come a dire che gli americani avranno tanti difetti ma questo proprio no. Riassunto in poche parole il succo è che a Livorno manca il senso civico. «Una volta - racconta - tentai di fermare due ragazzine che stavano scrivendo sulla balaustra. E quando chiesi perché lo facessero mi risposero: lo fanno tutti».

Appena tre settimane fa il gazebo era stato tinto e ripulito dagli sproloqui d'amore. Pochi giorni e tutto è ricomparso come prima se non peggio. «Non lo fanno per dispetto» ci tiene a dire Fabio Fasolla che viene da Como dove la tolleranza verso i graffitari è meno di zero, ma il fenomeno comunque non accenna a diminuire.  «Entro certi limiti sono espressioni artistiche che non devono essere represse né demonizzate». Ma questa è pura inciviltà.

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