I PEDIATRI E L’INFLUENZA A
«Fate il vaccino ai bimbi». Ma non c'è
Jimmy Morrone
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L’analisi di un tampone per l’influenza H1n1Il vaccino per la pandemica? Non obbligatorio, certo, ma è meglio che i vostri figli lo facciano. Anche in contemporanea a quello per l'influenza stagionale. Questo è il consiglio dei pediatri livornesi. Peccato solo che il farmaco per i più piccoli senza patologie a rischio ancora non sia a disposizione
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LIVORNO. Il vaccino per la pandemica? Non obbligatorio, certo, ma è meglio che i vostri figli lo facciano. Anche in contemporanea a quello per l'influenza stagionale. Questo è il consiglio dei pediatri livornesi. Peccato solo che il farmaco per i più piccoli senza patologie a rischio ancora non sia a disposizione.
E, quando arriverà (si prevede intorno a fine novembre), forse non servirà più a bloccare il virus H1n1, dato che l'immunizzazione si manifesta dopo circa un mese. In parte la linea dei medici si è modificata, evoluta come le notizie sulla diffusione della suina. Adesso i pediatri raccomandano la somministrazione. Non è però allarme-pandemia. «L'H1n1 è più leggero di una normale influenza, solo molto più contagioso. Per questo il consiglio è la vaccinazione, così che i bimbi non diventino veicolo del virus». In realtà alcuni vaccini Focetria sono già sul tavolo dei pediatri da metà ottobre: sono i 2.300 somministrati ai bambini "a rischio" (obesi, asmatici, con disturbi cardiaci o diabetici). Lunedì arriverà una nuova tranche, e soltanto a fine mese i medici riceveranno le dosi per gli altri bimbi. Per fare chiarezza, abbiamo fatto un sondaggio-suina con otto pediatri.
Franco Giuntini. «Consiglio di farlo somministrare, anche per interrompere il ciclo virale, perché sono i bambini a trasmettere la malattia. Il vaccino non fa male ed è compatibile con quello per la stagionale».
Paolo Biasci. «Il vaccino per la pandemica è utile ed è consigliato farlo. Ai bambini a rischio sicuramente. E non siamo in ritardo: le dosi sono in distribuzione già da metà ottobre».
Maria Ternullo. «Vietata l'ansia: ci sono casi in città ma si cura come una comune influenza. Favorevole alla vaccinazione: ai soggetti a rischio, ma è consigliata anche agli altri bambini. Il siero è sicuro».
Alessandro Marini. «Se fatto in tempo utile, serve. Forse era meglio due-tre settimane fa. Comunque per ora è consigliato per i soggetti a rischio».
Cristina Benesperi. «Siamo in piena epidemia, ma è come un'influenza normale. Rassicuriamo le persone: lasciamo che la suina si sfoghi, curiamola con i comuni farmaci. Il vaccino lo raccomando ai bambini a rischio, per gli altri è giusto di volta in volta valutare insieme ai genitori».
Luigi Boni. «Mi associo a quanto detto dal dottor Giuntini: è utile vaccinare sia i soggetti a rischio sia coloro che non lo sono».
Filippo Citti. «Sarebbe sciocco non prevenire: se c'è la possibilità di vaccinarsi, facciamolo. L'Enea ha dato parere positivo sulla sua validità, e può essere somministrato nella stessa seduta insieme a quello per l'influenza B».
Alessandro Costagliola. «Da fare per i bambini a rischio, fortemente consigliato per tutti gli altri».
E, quando arriverà (si prevede intorno a fine novembre), forse non servirà più a bloccare il virus H1n1, dato che l'immunizzazione si manifesta dopo circa un mese. In parte la linea dei medici si è modificata, evoluta come le notizie sulla diffusione della suina. Adesso i pediatri raccomandano la somministrazione. Non è però allarme-pandemia. «L'H1n1 è più leggero di una normale influenza, solo molto più contagioso. Per questo il consiglio è la vaccinazione, così che i bimbi non diventino veicolo del virus». In realtà alcuni vaccini Focetria sono già sul tavolo dei pediatri da metà ottobre: sono i 2.300 somministrati ai bambini "a rischio" (obesi, asmatici, con disturbi cardiaci o diabetici). Lunedì arriverà una nuova tranche, e soltanto a fine mese i medici riceveranno le dosi per gli altri bimbi. Per fare chiarezza, abbiamo fatto un sondaggio-suina con otto pediatri.
Franco Giuntini. «Consiglio di farlo somministrare, anche per interrompere il ciclo virale, perché sono i bambini a trasmettere la malattia. Il vaccino non fa male ed è compatibile con quello per la stagionale».
Paolo Biasci. «Il vaccino per la pandemica è utile ed è consigliato farlo. Ai bambini a rischio sicuramente. E non siamo in ritardo: le dosi sono in distribuzione già da metà ottobre».
Maria Ternullo. «Vietata l'ansia: ci sono casi in città ma si cura come una comune influenza. Favorevole alla vaccinazione: ai soggetti a rischio, ma è consigliata anche agli altri bambini. Il siero è sicuro».
Alessandro Marini. «Se fatto in tempo utile, serve. Forse era meglio due-tre settimane fa. Comunque per ora è consigliato per i soggetti a rischio».
Cristina Benesperi. «Siamo in piena epidemia, ma è come un'influenza normale. Rassicuriamo le persone: lasciamo che la suina si sfoghi, curiamola con i comuni farmaci. Il vaccino lo raccomando ai bambini a rischio, per gli altri è giusto di volta in volta valutare insieme ai genitori».
Luigi Boni. «Mi associo a quanto detto dal dottor Giuntini: è utile vaccinare sia i soggetti a rischio sia coloro che non lo sono».
Filippo Citti. «Sarebbe sciocco non prevenire: se c'è la possibilità di vaccinarsi, facciamolo. L'Enea ha dato parere positivo sulla sua validità, e può essere somministrato nella stessa seduta insieme a quello per l'influenza B».
Alessandro Costagliola. «Da fare per i bambini a rischio, fortemente consigliato per tutti gli altri».
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