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Clandestini, giro di vite in centro

Lara Loreti
Caroti, capo delle Volanti e sotto il blitz all’ex Joyce
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Caroti, capo delle Volanti e sotto il blitz all’ex Joyce

Un'attività da mesi svolta nell'ombra: controlli in borghese, pattugliamenti, verifiche amministrative, esplusioni. La risposta delle forze dell'ordine al grido di aiuto dei cittadini contro episodi di criminalità legati a gruppi di stranieri è arrivata senza clamori, ma con eficacia

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LIVORNO. Un'attività da mesi svolta nell'ombra: controlli in borghese, pattugliamenti, verifiche amministrative, esplusioni. La risposta delle forze dell'ordine al grido di aiuto dei cittadini contro episodi di criminalità legati a gruppi di stranieri è arrivata senza clamori, ma con eficacia. Solo negli ultimi due mesi, sono stati individuati e rimpatriati un'ottantina di clandestini.

I dati. Da metà agosto, data dell'entrata in vigore del nuovo pacchetto sicurezza del Governo, sono stati una ventina di extracomunitari portati alla frontiera per essere rimpatriati, altri 20-25 sono stati accompagnati ai centri di identificazione e 30-40 sono stati espulsi con l'ordine del questore. Sono inoltre aumentati gli interventi delle forze dell'ordine, gli arresti e i denunciati; scesi del 15-20 per cento invece i reati commessi. Un dato che, come sottolinea il questore Nicola Zito, è in linea con il trend che ormai va avanti da un paio di anni. Nel 2008 le esplusioni per ordine del questore erano state 155 più 70 tra accompagnati ai centri e rimpatriati, ma il dato quest'anno è destinato ad aumentare. Questi risultati sono stati ottenuti attraverso l'impiego sul territorio di pattuglie speciali, ideate proprio per fronteggiare l'emergenza in quei quartieri dove l'integrazione tra italiani e stranieri appare più difficoltosa. E dove il numero dei reati è più elevato.

I servizi mirati. È per questo che dai primi mesi dell'anno - accanto ai servizi di controllo del territorio, svolti congiuntamente dalle varie forze dell'ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani) - su imput della questura sono stati organizzati dei servizi mirati. Accanto alle volanti della polizia e alle gazzelle del radiomobile dei carabinieri, in questi ultimi otto-nove mesi, nelle zone più sensibili sono state messe in campo pattuglie formate polizia amministrativa, ufficio immigrazione, agenti e militari in borghese, ognuno competente per la sua specialità. Numerosi anche i controlli svolti nei locali e nei circoli frequentati soprattutto da stranieri e famigerati per i rumori e le risse.

I quartieri a rischio. Le zone più colpite dal fenomenoi della microcriminalità, soprattutto da parte di stranieri, e quindi maggiormente pattugliate in questi mesi sono Sant'Andrea, Corea e Shangay. In particolare, nell'area di piazza della Repubblica, via Terrazzini, via della Pina d'oro e piazza dei Mille la scorsa settimana sono stati arrestati tre magrebini clandestini. Sempre nella stessa zona, nelle ultime tre settimane i carabinieri hanno arrestato due nordafricani per tentato omicidio. I due sono stati presi poco dopo i fatti, proprio mentre era in corso uno dei servizi mirati. «È innegabile che ci sono dei quartieri dove la gente non si sente sicura e ci chiede aiuto - spiega il questore Nicola Zito - È per questo che interveniamo. È una questione di rispetto sooprattutto verso quei cittadini stranieri che lavorano e vivono onestamente e che altrimenti sarebbero penalizzati. La nostra attività va così ad affiancarsi alle politiche di integrazione degli extracomunitari che da anni porta avanti l'amministrazione comunale».

Non solo delinquenti. Tra gli espulsi, tuttavia, non ci sono solo pregiudicati e gente che commette reati gravi, ma anche badanti e clandestine che vengono identificate, magari durante incidenti e altri tipi di interventi. Bisogna ricordare infatti che la nuova legge ha introdotto il reato di clandestinità e inasprito le regole: ad esempio, chi non è in regola non può sposarsi.

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