Italia
EX DELPHI/ VERTENZA A LIETO FINE
Salvi 170 posti, la prima auto nel 2011
Alle tre di notte gli avvocati di Pininfarina e Rossignolo, collegati in "conference call" con i rispettivi consigli d'amministrazione, hanno firmato l'accordo, vincolante per entrambe le parti. Subito dopo il sindaco è stato svegliato da una telefonata partita da Torino
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LIVORNO. Alle tre di notte gli avvocati di Pininfarina e Rossignolo, collegati in "conference call" con i rispettivi consigli d'amministrazione, hanno firmato l'accordo, vincolante per entrambe le parti. Subito dopo il sindaco è stato svegliato da una telefonata partita da Torino: «E' fatta». Rossignolo ha trovato la seconda gamba su cui poggiare l'ambizioso progetto della fabbrica di auto: lo stabilimento Pininfarina di Grugliasco (Torino), che - come anticipato ieri - sarà acquistato dalla Regione Piemonte e dato in affitto all'imprenditore. Saranno fatte a Grugliasco le carrozzerie delle auto "made in Livorno". Auto di alta gamma, da 100mila euro di prezzo in su. Nella nuova attività Rossignolo impiegherà i 170 dipendenti della Delphi ora in cassa integrazione e i 900 dello stabilimento di Grugliasco.
Gli stabilimenti. Ieri Gian Luca Rossignolo, figlio di Gian Mario, è venuto a Livorno per comunicare i dettagli dell'operazione ai rappresentanti delle istituzioni (il sindaco Cosimi, il presidente della Provincia Kutufà e l'assessore regionale Simoncini) e dei sindacati. La società, che cambierà il nome attuale (Iai), giudicato di scarso "appeal", avrà sede legale a Livorno e due stabilimenti, uno a Livorno e uno a Torino. In un capannone individuato nell'area di Guasticce sarà svolta la parte meccanica della produzione. I motori e le parti meccaniche, in gran parte Ford, provenienti dagli Stati Uniti, sbarcheranno in porto e saranno assemblati nello stabilimento di Guasticce. I "pianali" saranno poi trasferiti a Torino per la parte carrozzeria e per le finiture. Una volta fatte le auto, saranno riportate a Livorno da dove saranno imbarcate verso i mercati finali: Nord America e Sud America.
Le macchine. Saranno tre i modelli in produzione: una berlina, una limousine e una "sport luxury car". Auto realizzate con un processo produttivo rivoluzionario (brevetto Univis) che impiega l'alluminio al posto dell'acciaio e che consente un forte abbattimento di costi rispetto ai processi tradizionali. I due stabilimenti saranno strutturati per poter produrre 3000 vetture per ciascuno dei tre modelli. Il primo modello ad essere messo in produzione sarà la "sport luxury car": «l'auto - come ebbe a definirla Rossignolo - per andare a giocare a golf e poi la sera alla Scala».
I tempi. «Per noi si può partire subito» dice Rossignolo. Già nelle prossime settimane la società entrerà nello stabilimento di Guasticce, mentre a Grugliasco si termineranno le commesse già acquisite. Il 15 dicembre saranno definite alcune pendenze tributarie di Pininfarina, dopodichè, il 16 dicembre, l'operazione sarà concretizzata con il passaggio dei 168 dipendenti della Delphi e dei 900 della Pininfarina alla società di Rossignolo. I lavoratori saranno mantenuti in cassa integrazione per il periodo della formazione. I corsi saranno fatti sia a Livorno che a Torino. Obiettivo, presentare la prima auto al salone di Ginevra del marzo 2011.
I soldi. La Regione Piemonte ha dato un contributo decisivo all'operazione: 15 milioni di euro per comprare lo stabilimento di Grugliasco attraverso la finanziaria regionale FinPiemonte (che Pininfarina utilizzerà per pagare il tfr ai lavoratori che passeranno a Rossignolo) più 10 milioni quale contributo per l'attrazione di investimenti e 15 milioni dal fondo sull'innovazione tecnologica. Cinque milioni vengono messi dalla Regione Toscana, mentre la Spil metterà a disposizione di Rossignolo il capannone. L'imprenditore, anche attraverso il ricorso al credito, metterà una cifra che non è stata specificata, fra i 10 e i 20 milioni di euro. «Abbiamo aumentato il nostro impegno rispetto all'ipotesi iniziale» ha detto Rossignolo. Ma il grosso dell'investimento resta sulle spalle del pubblico.
Gli stabilimenti. Ieri Gian Luca Rossignolo, figlio di Gian Mario, è venuto a Livorno per comunicare i dettagli dell'operazione ai rappresentanti delle istituzioni (il sindaco Cosimi, il presidente della Provincia Kutufà e l'assessore regionale Simoncini) e dei sindacati. La società, che cambierà il nome attuale (Iai), giudicato di scarso "appeal", avrà sede legale a Livorno e due stabilimenti, uno a Livorno e uno a Torino. In un capannone individuato nell'area di Guasticce sarà svolta la parte meccanica della produzione. I motori e le parti meccaniche, in gran parte Ford, provenienti dagli Stati Uniti, sbarcheranno in porto e saranno assemblati nello stabilimento di Guasticce. I "pianali" saranno poi trasferiti a Torino per la parte carrozzeria e per le finiture. Una volta fatte le auto, saranno riportate a Livorno da dove saranno imbarcate verso i mercati finali: Nord America e Sud America.
Le macchine. Saranno tre i modelli in produzione: una berlina, una limousine e una "sport luxury car". Auto realizzate con un processo produttivo rivoluzionario (brevetto Univis) che impiega l'alluminio al posto dell'acciaio e che consente un forte abbattimento di costi rispetto ai processi tradizionali. I due stabilimenti saranno strutturati per poter produrre 3000 vetture per ciascuno dei tre modelli. Il primo modello ad essere messo in produzione sarà la "sport luxury car": «l'auto - come ebbe a definirla Rossignolo - per andare a giocare a golf e poi la sera alla Scala».
I tempi. «Per noi si può partire subito» dice Rossignolo. Già nelle prossime settimane la società entrerà nello stabilimento di Guasticce, mentre a Grugliasco si termineranno le commesse già acquisite. Il 15 dicembre saranno definite alcune pendenze tributarie di Pininfarina, dopodichè, il 16 dicembre, l'operazione sarà concretizzata con il passaggio dei 168 dipendenti della Delphi e dei 900 della Pininfarina alla società di Rossignolo. I lavoratori saranno mantenuti in cassa integrazione per il periodo della formazione. I corsi saranno fatti sia a Livorno che a Torino. Obiettivo, presentare la prima auto al salone di Ginevra del marzo 2011.
I soldi. La Regione Piemonte ha dato un contributo decisivo all'operazione: 15 milioni di euro per comprare lo stabilimento di Grugliasco attraverso la finanziaria regionale FinPiemonte (che Pininfarina utilizzerà per pagare il tfr ai lavoratori che passeranno a Rossignolo) più 10 milioni quale contributo per l'attrazione di investimenti e 15 milioni dal fondo sull'innovazione tecnologica. Cinque milioni vengono messi dalla Regione Toscana, mentre la Spil metterà a disposizione di Rossignolo il capannone. L'imprenditore, anche attraverso il ricorso al credito, metterà una cifra che non è stata specificata, fra i 10 e i 20 milioni di euro. «Abbiamo aumentato il nostro impegno rispetto all'ipotesi iniziale» ha detto Rossignolo. Ma il grosso dell'investimento resta sulle spalle del pubblico.
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