VIRUS
Caldo addio. E arriva l'influenza
Jimmy Morrone
Bussa alla porta, si insinua lentamente dentro casa e ti costringe a restare a letto per un pò. No, non è un indovinello: più semplicemente si tratta dell'influenza, in arrivo puntuale come ogni mese di ottobre, al primo freddo autunnale
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LIVORNO. Bussa alla porta, si insinua lentamente dentro casa e ti costringe a restare a letto per un pò. No, non è un indovinello: più semplicemente si tratta dell'influenza, in arrivo puntuale come ogni mese di ottobre, al primo freddo autunnale. Il virus ieri ha colpito già molte persone in città, fra raffreddori, mal di gola e temperature corporee che si alzano in poco tempo e raggiungono i 38-39 gradi.
Non si tratta comunque dell'influenza stagionale vera e propria (quella arriverà più avanti, spiegano i medici, il probabile picco a gennaio-febbraio) ma di un primo assaggio che ha colpito in particolar modo chi - magari dopo il bagno in mare di domenica pomeriggio - non si era coperto abbastanza nei giorni successivi, facendosi così bloccare dall'aria più fresca delle ultime ore.
Gli ambulatori e i cellulari dei medici di famiglia ieri erano bollenti. Più che gli adulti, per il momento ad essere stati colpiti dal virus sono stati soprattutto i bambini.
Nello studio del pediatra Paolo Biasci sul viale Italia la mattina era frenetica: un via vai continuo di mamme con i figli piccoli, tanti alle prese con la prima febbre. E le segretarie in fermento fra appuntamenti, bimbi da tenere a bada e telefonate di chiarimento dei genitori preoccupati per la prima influenza. «Siamo sottoposti a un ritmo elevato, il periodo "caldo" sta iniziando - spiega Biasci - e gli ambulatori sono pressati. Soltanto in una mattinata abbiamo somministrato 20-25 vaccini, contando che in questo studio visitano tre medici».
Anche all'ambulatorio del dottor Enrico Bianchi, è un continuo telefonare di pazienti malati o in cerca di consigli. La vaccinazione intanto è già iniziata da qualche giorno. E proseguirà nelle prossime settimane, anche perché si prevedono temperature in forte ribasso. «Ho ricevuto 675 dosi di vaccino antinfluenzale - dice Bianchi - e sto notando una maggiore adesione rispetto agli anni passati».
Chissà, forse sarà anche per la paura (psicologica) della influenza pandemica da virus H1N1, meglio nota come suina. E probabilmente - si unisce al coro anche il dottor Franco Pini - qualcuno che ha dovuto fare i conti con l'iniziale diffusione del virus senza saperlo c'è anche stato, dato che l'influenza stagionale è ancora agli albori. Si registra, fra gli altri il caso di un giovane tornato da Ibiza con una presunta "suina" e guarito regolarmente in appena cinque giorni.
Per i medici interpellati, la "nuova influenza" è solo un bluff. «I sintomi delle due influenze sono gli stessi - chiariscono - impossibile distinguerli. Si tratta di un virus che non compariva da oltre trenta anni: ecco perché rischia di colpire soprattutto i più giovani, sprovvisti degli anticorpi. Il virus H1n1 è di più facile espansione, ma dai dati a disposizione risulta che la mortalità sia persino inferiore a quella causata da una normale influenza stagionale. Sono stati spesi 13 miliardi di euro per i vaccini, è logico che non possono rimanere invenduti...».
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