Italia
IL CASO ALLA STAZIONE MARITTIMA
Beffa la vigilanza e ruba un'auto in porto
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Un’immagine della stazione marittimaRuba in porto un'auto nuova, ancora da immatricolare pronta per l'imbarco, e se ne va in giro per dodici ore. È l'incredibile avventura di N.F., 45 anni, psicolabile residente a Prato in via Brunelleschi, che ha vagato per la città su una Citroen C1 senza targa, dalle 14 di lunedì, quando ha rubato il mezzo, fino alle 2 di notte
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LIVORNO. Ruba in porto un'auto nuova, ancora da immatricolare pronta per l'imbarco, e se ne va in giro per dodici ore. È l'incredibile avventura di N.F., 45 anni, psicolabile residente a Prato in via Brunelleschi, che ha vagato per la città su una Citroen C1 senza targa, dalle 14 di lunedì, quando ha rubato il mezzo, fino alle 2 di notte, ora in cui è stato scoperto dalla polizia in piazza della Colonnella, vicino via Grande, a pochi passi dalla Polmare.
Sorprendente come il quarantacinquenne sia riuscito a eludere i rigorosi controlli all'interno dell'area portuale e a mettere in moto un'auto destinata all'imbarco. E l'incubo della vicenda Poletto, il giovane con problemi psichici che il mese scorso alla guida di un pullman ha investito mortalmente un meccanico sugli Scali della Dogana d'acqua, si fa strada nella mente di chi non può non ripensare a quella terribile tragedia. Con il sollievo che, in questo caso, miracolosamente, non è successo niente di grave.
Non è chiaro perché e come N.F. sia arrivato in città, lui stesso non è stato in grado di spiegarlo agli agenti che gliel'hanno chiesto. Fatto sta che alle 14 si trova in porto, all'interno della stazione, all'imbarco della Moby. La nave infatti deve caricare passeggeri ma anche un lotto di auto nuove da vendere in Sardegna, come da accordi tra la Mercurio e un'agenzia di spedizioni. In base alla ricostruzione fatta dalla polizia, N.F. vede l'auto e s'avvicina: all'interno ci sono due paia di chiavi e i documenti della Mercurio, poi ritrovati dalla polizia. L'uomo monta a bordo, mette in moto e se ne va. Senza colpo ferire, senza dare nell'occhio. Senza che nessuno lo fermi. Senza un controllo: le auto non sono custodite o se lo sono, non abbastanza. Le sedici ore successive trascorrono per lui in giro per la città, alla guida di un'auto scintillante, senza targa. L'unico ad accorgersi della presenza di quella vettura anomala è un cittadino, residente nella zona di via Grande, che, alla vista del mezzo senza targa, chiama il 113.
Ma nel frattempo cosa accade all'imbarco della Moby? Qualcuno di sera si accorge che manca una vettura e si mette in contatto per la Mercurio. Tuttavia, è tardi e solo ieri è stato possibile fare un riscontro. Infatti in mattinata arriva la denuncia presso l'apposito ufficio della questura. La polizia conferma che le volanti nella notte hanno sequestrato un'auto che corrisponde a quella smarrita. Mistero risolto. Resta da capire dove la macchina dei controlli sia risultata deficitaria.
Come sottolineano gli addetti ai lavori, all'interno dei terminal del porto le regole per la sicurezza sono molto rigide, specialmente dall'11 settembre in poi. Da allora infatti i controlli sono diventati più rigorosi. Può entrare solo chi ha il pass e ogni accesso è vigilato da personale dei terminal, guardie giurate e polmare, che però interviene a chiamata. Tutto sotto il coordinamento della Capitaneria. Accade spesso che gli agenti della polizia marittima siano sollecitati per controlli alle singole persone che chiedono di entrare.
Un discorso a parte merita la stazione marittima, che è molto meno vigilata e dove ogni compagnia è responsabile per la gestione del suo piazzale. Una falla che però lunedì poteva risultare molto pericolosa.
Sorprendente come il quarantacinquenne sia riuscito a eludere i rigorosi controlli all'interno dell'area portuale e a mettere in moto un'auto destinata all'imbarco. E l'incubo della vicenda Poletto, il giovane con problemi psichici che il mese scorso alla guida di un pullman ha investito mortalmente un meccanico sugli Scali della Dogana d'acqua, si fa strada nella mente di chi non può non ripensare a quella terribile tragedia. Con il sollievo che, in questo caso, miracolosamente, non è successo niente di grave.
Non è chiaro perché e come N.F. sia arrivato in città, lui stesso non è stato in grado di spiegarlo agli agenti che gliel'hanno chiesto. Fatto sta che alle 14 si trova in porto, all'interno della stazione, all'imbarco della Moby. La nave infatti deve caricare passeggeri ma anche un lotto di auto nuove da vendere in Sardegna, come da accordi tra la Mercurio e un'agenzia di spedizioni. In base alla ricostruzione fatta dalla polizia, N.F. vede l'auto e s'avvicina: all'interno ci sono due paia di chiavi e i documenti della Mercurio, poi ritrovati dalla polizia. L'uomo monta a bordo, mette in moto e se ne va. Senza colpo ferire, senza dare nell'occhio. Senza che nessuno lo fermi. Senza un controllo: le auto non sono custodite o se lo sono, non abbastanza. Le sedici ore successive trascorrono per lui in giro per la città, alla guida di un'auto scintillante, senza targa. L'unico ad accorgersi della presenza di quella vettura anomala è un cittadino, residente nella zona di via Grande, che, alla vista del mezzo senza targa, chiama il 113.
Ma nel frattempo cosa accade all'imbarco della Moby? Qualcuno di sera si accorge che manca una vettura e si mette in contatto per la Mercurio. Tuttavia, è tardi e solo ieri è stato possibile fare un riscontro. Infatti in mattinata arriva la denuncia presso l'apposito ufficio della questura. La polizia conferma che le volanti nella notte hanno sequestrato un'auto che corrisponde a quella smarrita. Mistero risolto. Resta da capire dove la macchina dei controlli sia risultata deficitaria.
Come sottolineano gli addetti ai lavori, all'interno dei terminal del porto le regole per la sicurezza sono molto rigide, specialmente dall'11 settembre in poi. Da allora infatti i controlli sono diventati più rigorosi. Può entrare solo chi ha il pass e ogni accesso è vigilato da personale dei terminal, guardie giurate e polmare, che però interviene a chiamata. Tutto sotto il coordinamento della Capitaneria. Accade spesso che gli agenti della polizia marittima siano sollecitati per controlli alle singole persone che chiedono di entrare.
Un discorso a parte merita la stazione marittima, che è molto meno vigilata e dove ogni compagnia è responsabile per la gestione del suo piazzale. Una falla che però lunedì poteva risultare molto pericolosa.
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