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POLEMICHE A LIVORNO

Coin: "Degrado e vandalismoAttias addio, andiamo a Pisa"

Juna Goti
Coin: "Degrado e vandalismoAttias addio, andiamo a Pisa"

Degrado, spaccio e vandalismo: colonne e vetrine imbrattate, tanta sporcizia e vari danni alle strutture. Lo storico negozie del centro potrebbe presto abbandonare la città per le condiioni della piazza, "non più adatta alle famiglie". L’atto d’accusa del direttore generale del gruppo Coin: "Noi eravamo pronti a investire un milione, il Comune invece nulla"

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LIVORNO. «Piazza Attias non fa più per noi: senza un progetto di riqualificazione la nostra permanenza in città è a rischio». La notizia è di quelle che lasciano senza parole: dopo quasi quarant'anni, il gigante Coin potrebbe lasciare Livorno. Proprio così. Intanto i lavori di ammodernamento del negozio (un investimento di oltre un milione di euro), che sarebbero dovuti partire a breve, sono stati sospesi definitivamente e secondo voci sempre più insistenti il gruppo starebbe valutando la possibilità di trasferirsi a Pisa. In tal caso, il punto vendita dell'Attias resterebbe aperto giusto il tempo di sondare il terreno in riva all'Arno. Ovviamente non stiamo parlando di qualcosa che accadrà domani. Ma comunque a breve. E nelle parole del direttore generale di Coin, Francesco Sama, si legge tutto il disagio che nella filiale di piazza Attias si respira da tempo.

Allora, Coin se ne va da Livorno, o almeno da piazza Attias?
«E' un'ipotesi che non posso smentire».

Ma è duro dire addio dopo quasi quarant'anni.
«Vero. Per prima cosa voglio premettere che siamo molto affezionati alla città, ai nostri clienti e ai nostri dipendenti che sono ben 51. E sappiamo che anche i livornesi ci vogliono bene, visto che in oltre ottomila hanno in tasca la Coin card».

Però...
«Però sono due anni che manifestiamo al Comune la nostra insofferenza rispetto all'area».

Può spiegarsi meglio?
«Piazza Attias è diventata un'area di degrado, spaccio e vandalismo: troviamo spesso colonne e vetrine imbrattate, tanta sporcizia e vari danni alle strutture, tanto che abbiamo presentato numerose denunce. Così com'è oggi, non può più rappresentare l'immagine di Coin: non è più l'ambiente giusto per la nostra clientela abituale».

Ovvero?
«Soprattutto famiglie, persone che amano passeggiare in centro, viverlo con i propri figli. La zona non è più il salotto buono di Livorno, andrebbe riqualificata».

Ma voi l'avete chiesto all'amministrazione comunale?

«Eccome. Sono due anni che sollecitiamo un intervento da parte delle istituzioni. Inoltre, circa sei mesi fa, abbiamo presentato all'amministrazione qualche idea per riqualificare la piazza e per cambiarne il tipo di fruizione: nuovi arredi urbani, giardinetti, giochi per bambini, etc. Da parte nostra c'era tutta l'intenzione di investire, ovviamente migliorando il negozio per rispondere alle esigenze dei clienti».

C'era?
«Sì, c'era. In queste settimane avremmo dovuto avviare una serie di lavori di ammodernamento della struttura e dei reparti. Ma abbiamo deciso di bloccare tutto: non avrebbe senso investire soldi e impegno sul negozio se poi l'area rimane quella che è".

Scusi, ma di che tipo di investimento stiamo parlando?
«Sopra il milione di euro».

Proviamo a ricapitolare: Coin aveva programmato di investire una bella somma nel punto vendita livornese, ma l'operazione non andrà in porto perché piazza Attias aspetta ancora la sua rinascita. E il progetto presentato all'amministrazione?
«Bella domanda. Diciamo che fino ad oggi non abbiamo ricevuto risposte concreti. Negli ultimi due anni abbiamo sempre riscontrato un grande interesse da parte degli amministratori: tutti d'accordo sull'importanza e l'urgenza dell'intervento. Ma alle parole non ha fatto seguito niente, se non la sistemazione di qualche aiuola. Troppo poco. A questo punto posso solo dire che noi eravamo disposti a investire. E da qualche parte investiremo».

E' vero che state valutando la possibilità di spostarvi a Pisa?
«Pisa è una bella città per il commercio e per i turisti. C'è anche una bella passeggiata pedonale..."

A buon intenditor poche parole. Ma in questi mesi non avete magari discusso con l'amministrazione del trasferimento in un'altra zona della città? Magari state pensando ad aprire una nuova sede al Nuovo Centro.
«E' vero che ci sono stati presentati progetti immobiliari interessanti, ma Coin è per tradizione un animale da centro storico».

Che però, a Livorno, non è più di vostro gradimento. Allora che farete, vi siete dati dei tempi?
«Al momento non c'è un progetto definitivo di trasferimento. Ma confermo che stiamo valutando l'ipotesi di lasciare Livorno, anche perché una cattiva collocazione (e quindi cattiva immagine) significa anche peggiore impatto commerciale. Fra tutte le filiali della Toscana quella di Livorno è l'unica che stenta. Non credo che sia un caso...»

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