Ecco i soldi finiti nel canestro «Conti choc, poi le dimissioni»
Luciano De Majo
Oltre 2 milioni e 300 mila euro in quattro anni, ecco tutti i soldi dati dal Comune al Basket Livorno. Il dettaglio emerge dalla ricostruzione dei rapporti fra la società di basket e la Livorno sport, società del Comune ancora oggi socia del basket al 5 per cento. E intanto l’ex presidente del collegio dei revisori rivela: «La relazione allegata all’ultimo bilancio io non l’ho mai firmata. Ne avevo presentata un’altra, poi mi sono dimesso»
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LIVORNO. C’erano due versioni della relazione del collegio sindacale al bilancio del Basket Livorno al 30 giugno 2008. Una è quella depositata insieme al bilancio, della quale abbiamo dato conto due giorni fa, nella quale i revisori sospendevano il giudizio sul bilancio stesso subordinandolo al rispetto degli impegni presi da «autorevoli esponenti dell’amministrazione comunale». Una, invece, è quella che il presidente del collegio, il ragionier Enrico Costagli, consegnò all’assemblea dei soci, ma che è misteriosamente scomparsa dalla scena, probabilmente sgradita ai soci.
«Sia chiaro - precisa adesso Costagli - che io la relazione di cui voi avete scritto non la conosco proprio, è la prima volta che la vedo. Il documento che io sottoposi all’assemblea è un altro. Lo firmai io soltanto, e non gli altri due membri del collegio. Poi accadde che l’assemblea venne interrotta e riprese quattro giorni dopo. Io a quel punto mi dimisi e non andai alla prosecuzione dell’assemblea. Quindi la relazione che poi è stata prodotta non mi appartiene assolutamente».
Ricostruendo i fatti, dunque, stando a quanto afferma Costagli il pomeriggio dell’11 dicembre all’attenzione dell’assemblea arriva una relazione. Una relazione differente, nella forma e nella sostanza, da quella che poi sarà allegata al bilancio. Anche perché il verbale di assemblea, nel riferire quanto accaduto nella prosecuzione della riunione, dice chiaramente che Costagli è assente e che risultano presenti i soli sindaci Cristiana Salvi e Massimo Innocenti. Costagli, che aveva rassegnato le sue dimissioni evidenziando quindi una spaccatura di non lieve entità nell’organo di controllo della società, non vi ha partecipato.
Dal confronto fra la prima versione della relazione - quella presentata dal presidente del collegio - e quella che invece poi è stata approvata, emergono alcune differenze sostanziali. La prima sta nella conclusione: Costagli invitava l’assemblea «a valutare attentamente il bilancio presentato e a deliberare senza indugio gli opportuni provvedimenti per la copertura della perdita d’esercizio», chiamando i soci a sborsare il denaro per ripianare il deficit maturato. Nella relazione poi allegata, i revisori dicono invece di essere «stati informati che la copertura della perdita avverrà mediante rinuncia da parte dei soci ai finanziamenti postergati iscritti in bilancio e ad ulteriori versati nei primi mesi del corrente esercizio».
Poi c’è la questione dei rapporti con l’amministrazione comunale. Costagli non ne fa menzione. La sua conclusione è che non è possibile «formulare un giudizio se il bilancio nel suo complesso sia stato redatto con chiarezza e rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico della società». La relazione “ufficiale” mantiene la sospensione del giudizio, ma introduce nelle sue considerazioni il punto degli accordi e degli impegni presi dal Comune. A un certo punto, infatti, i revisori scrivono che gli amministratori del Basket Livorno asseriscono che «la continuità aziendale è assicurata dall’impegno dell’amministrazione comunale» e aggiungono che «tale indicazione ci è stata confermata da autorevoli esponenti della stessa amministrazione».
Tutti particolari che mancano dalla prima versione, come conferma lo stesso Costagli. «Di impegni presi dall’amministrazione non sapevo assolutamente niente - dice - se non di buone intenzioni espresse durante i consigli d’amministrazione, per cercare di reperire contatti con eventuali sponsor. D’altra parte, credo che il Comune avesse fatto già molto per mantenere in piedi l’attività della pallacanestro a Livorno. In quel caso, ciò che mancava era una reale strategia da parte dei soci privati, che avevano la maggioranza delle quote. La Livorno sport, espressione del Comune, aveva il 5 per cento, gli altri tutti insieme erano proprietari al 95 per cento, questo è bene non dimenticarlo».
«Sia chiaro - precisa adesso Costagli - che io la relazione di cui voi avete scritto non la conosco proprio, è la prima volta che la vedo. Il documento che io sottoposi all’assemblea è un altro. Lo firmai io soltanto, e non gli altri due membri del collegio. Poi accadde che l’assemblea venne interrotta e riprese quattro giorni dopo. Io a quel punto mi dimisi e non andai alla prosecuzione dell’assemblea. Quindi la relazione che poi è stata prodotta non mi appartiene assolutamente».
Ricostruendo i fatti, dunque, stando a quanto afferma Costagli il pomeriggio dell’11 dicembre all’attenzione dell’assemblea arriva una relazione. Una relazione differente, nella forma e nella sostanza, da quella che poi sarà allegata al bilancio. Anche perché il verbale di assemblea, nel riferire quanto accaduto nella prosecuzione della riunione, dice chiaramente che Costagli è assente e che risultano presenti i soli sindaci Cristiana Salvi e Massimo Innocenti. Costagli, che aveva rassegnato le sue dimissioni evidenziando quindi una spaccatura di non lieve entità nell’organo di controllo della società, non vi ha partecipato.
Dal confronto fra la prima versione della relazione - quella presentata dal presidente del collegio - e quella che invece poi è stata approvata, emergono alcune differenze sostanziali. La prima sta nella conclusione: Costagli invitava l’assemblea «a valutare attentamente il bilancio presentato e a deliberare senza indugio gli opportuni provvedimenti per la copertura della perdita d’esercizio», chiamando i soci a sborsare il denaro per ripianare il deficit maturato. Nella relazione poi allegata, i revisori dicono invece di essere «stati informati che la copertura della perdita avverrà mediante rinuncia da parte dei soci ai finanziamenti postergati iscritti in bilancio e ad ulteriori versati nei primi mesi del corrente esercizio».
Poi c’è la questione dei rapporti con l’amministrazione comunale. Costagli non ne fa menzione. La sua conclusione è che non è possibile «formulare un giudizio se il bilancio nel suo complesso sia stato redatto con chiarezza e rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico della società». La relazione “ufficiale” mantiene la sospensione del giudizio, ma introduce nelle sue considerazioni il punto degli accordi e degli impegni presi dal Comune. A un certo punto, infatti, i revisori scrivono che gli amministratori del Basket Livorno asseriscono che «la continuità aziendale è assicurata dall’impegno dell’amministrazione comunale» e aggiungono che «tale indicazione ci è stata confermata da autorevoli esponenti della stessa amministrazione».
Tutti particolari che mancano dalla prima versione, come conferma lo stesso Costagli. «Di impegni presi dall’amministrazione non sapevo assolutamente niente - dice - se non di buone intenzioni espresse durante i consigli d’amministrazione, per cercare di reperire contatti con eventuali sponsor. D’altra parte, credo che il Comune avesse fatto già molto per mantenere in piedi l’attività della pallacanestro a Livorno. In quel caso, ciò che mancava era una reale strategia da parte dei soci privati, che avevano la maggioranza delle quote. La Livorno sport, espressione del Comune, aveva il 5 per cento, gli altri tutti insieme erano proprietari al 95 per cento, questo è bene non dimenticarlo».
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