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Esselunga assalta la Coop, sfida sui supermercati

Esselunga assalta la Coop, sfida sui supermercati

L'Esselunga sbarca a Livorno, terra delle coop. E lo fa in tono minore dopo una guerra a colpi di carte bollate con il comune di Livorno. Il patron di Esselunga in un libro aveva parlato di "falce e carrello" riferendosi al predominio della Coop in città. Ma ora pianta una bandierina in territorio "nemico". E' la guerra del commercio

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LIVORNO. Lui Bernardo Caprotti, 84enne patron di Esselunga, nel libro-denuncia «Falce e carrello» del 2007 aveva citato Livorno (in compagnia di città come Bologna e Genova) fra le località dove non è stato possibile far concorrenza al mondo cooperativo.

Che il suo atto di accusa corrisponda o meno ai reali assetti del mercato della grande distribuzione è tutto da dimostrare. Di certo c’è che mentre il marchio Esselunga sventola nella vicina Pisa e poi a Firenze (9 supermercati tra città e provincia), Lucca, Prato, Pistoia, Carrara, Viareggio, Lido di Camaiore, Montecatini, Pescia e Porcari (tanto per rimanere nella nostra regione, perché in Italia i punti vendita sono oltre 130), ecco che a Livorno - feudo delle cooperative - tutti i tentativi sono andati finora a vuoto.

Ma dopo quasi sette anni di braccio di ferro con il Comune di Livorno (che ha sempre negato la variante di destinazione d’uso all’immobile di proprietà Esselunga, a cui hanno fatto seguito i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato), il gruppo di Caprotti invece di arrendersi ha deciso di mettere comunque una bandierina sul territorio livornese.

E così, in quello che avrebbe dovuto essere un moderno centro commerciale (questo era il progetto di Esselunga quando nel 2003 acquistò le aree e i fabbricati ex Fiat di viale Petrarca, sul tratto urbano dell’Aurelia), oggi aprirà un supermercato di medie dimensioni con il logo di un’azienda che fa parte del gruppo milanese: “Magenta Due”.

Un’operazione in tono minore, come hanno sottolineato gli stessi vertici di Esselunga, ma comunque necessaria per mantenere in vita due licenze commerciali che altrimenti decadrebbero. Anche se molti giurano che questo sia solo il primo passo per lo sbarco di Esselunga (quella vera) a Livorno.

Lo società di Caprotti, infatti, non ha ancora chiuso nel cassetto il suo progetto originario per Livorno: costruire un centro commerciale con supermercato e galleria di negozi. Per realizzarlo, però, è necessario ottenere la destinazione d’uso commerciale per l’intera area, ed è proprio su questo punto che è scoppiata la guerra a suon di carte bollate con il Comune di Livorno, preoccupato che un simile insediamento commerciale mettesse in crisi l’attività dei numerosi negozi della zona.

L’amministrazione si è infatti sempre opposta difendendo il piano regolatore che proprio lì prevede una sorta di riconversione urbanistica per trasformare uffici, officine, piazzali e expo della ex Fiat-Lancia in volumetrie per abitazioni (anche cinque piani, con uno degli indici edificatori fra i più alti della città). E così Esselunga, per uscire dalla posizione di stallo in cui si era ritrovata, ha deciso di utilizzare le due superfici (separate tra loro da un grosso manufatto) che hanno già una destinazione commerciale: in quella da 1.500 metri quadrati aprirà stamani il supermercato alimentare Magenta Due; in quella da circa 900 metri troverà invece posto un market no-food con lo stesso marchio. All’esterno un parcheggio con quaranta posti auto.

Per stamani a Livorno non è prevista alcuna cerimonia di inaugurazione, ma intanto Esselunga ha lanciato la sua sfida. Resta da capire quale sarà la risposta dei livornesi, sessantacinquemila dei quali sono soci della Coop.

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