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LIVORNO
Lavori: transenne in 39 strade
Alessandro Guarducci
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Da sinistra tre recenti lavori stradali: l’intervento in piazza Dante, le code di veicoli in via dell’Ardenza che sono andati avanti per giorni e i disagi provocati dallo scavo (che da sabato scorso è rimasto fino a ieri l’altro) in viale PetrarcaViabilità a ostacoli I Oltre agli interventi programmati, ci sono quelli ripetuti più volte nello stesso punto
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LIVORNO. Chi viaggia per Livorno in auto, in scooter o in bicicletta, ma anche più semplicemente chi cammina lungo le vie cittadine si sarà sicuramente reso conto che nelle ultime settimane è tutto un fiorire di transenne bianche e rosse. Ci sono cantieri di lavoro per il rifacimento di marciapiedi, per la riasfaltatura di strade, per l'eliminazione di buche, per gli interventi alla rete idrica, etc.
Noi, grazie anche alla collaborazione del Comune e dell'Asa, ne abbiamo contati ben 39 sparsi un poi' dappertutto (l'elenco è pubblicato in un'altro articolo in pagina). E stiamo parlando solo di opere programmate, alle quali vanno aggiunti gli interventi d'urgenza disseminati qua e là (nei giorni scorsi gli operai sono stati al lavoro su viale Petrarca e in via Tiberini, solo per citare due casi). Insomma, si può tranquillamente affermare che nessun quartiere è immune da questi interventi che, inevitabilmente, finiscono con il creare disagi per i residenti delle zone dove i lavori vengono effettuati e, soprattutto, per il traffico.
Ma il disagio non è altro che il prezzo che i cittadini devono pagare se vogliono che lo stato di manutenzione di strade e marciapiede sia sempre buono. Quindi ben vengano gli interventi programmati e rivolti a migliorare le condizioni di decoro e di sicurezza delle strade livornesi. O a garantire servizi più efficienti. Ciò che invece è impossibile da accettare sono i lavori pubblici ripetuti più volte nella stessa zona: si tratta della testimonianza che qualcosa non è andato per il verso giusto, e la cosa capita con troppa frequenza a Livorno.
Magari si scava una buca nella strada per riparare una tubazione dell'acqua o del gas e si mette ko il traffico nella zona per una o due settimane; poi, un mese dopo, riecco apparire escavatrice e operai a lavorare nella stesso identico punto, con conseguenti disagi per il transito dei veicoli. L'esempio di via Roma - dove finalmente l'Asa ha in corso un intervento di sostituzione della condotta - è solo il più evidente.
Lo stesso ragionamento vale per le buche che vengono tappate col bitume, che poi si riformano nel giro di poche settimane e che richiedono un ulteriore intervento: la vicenda di via Bat Yam, che nei mesi scorsi è stata finalmente riasfaltata, è nota a tutti i livornesi. E poi ci sono i transennamenti che non finiscono mai: lavori che rimangono aperti settimane e settimane senza alcuna giustificazione e addirittura interventi ultimati ma con il cantiere che viene dimenticato in mezzo alla strada (è successo l'estate scorsa in viale della Libertà). Per razionalizzare gli interventi e ridurre la prasenza di cantieri in città aperti contemporaneamente l'amministrazione comunale, alcuni anni, fa aveva messo a punto un regolamento sulle manomissioni stradali, prevedendo date certe per l'inizio e la fine dei lavori, e il pagamento di "sanzioni" da parte di enti ed aziende che non avessero rispettato i tempi dei lavori. Peccato che non sia mai stato applicato. E infatti siamo circondati dalle transenne.
Noi, grazie anche alla collaborazione del Comune e dell'Asa, ne abbiamo contati ben 39 sparsi un poi' dappertutto (l'elenco è pubblicato in un'altro articolo in pagina). E stiamo parlando solo di opere programmate, alle quali vanno aggiunti gli interventi d'urgenza disseminati qua e là (nei giorni scorsi gli operai sono stati al lavoro su viale Petrarca e in via Tiberini, solo per citare due casi). Insomma, si può tranquillamente affermare che nessun quartiere è immune da questi interventi che, inevitabilmente, finiscono con il creare disagi per i residenti delle zone dove i lavori vengono effettuati e, soprattutto, per il traffico.
Ma il disagio non è altro che il prezzo che i cittadini devono pagare se vogliono che lo stato di manutenzione di strade e marciapiede sia sempre buono. Quindi ben vengano gli interventi programmati e rivolti a migliorare le condizioni di decoro e di sicurezza delle strade livornesi. O a garantire servizi più efficienti. Ciò che invece è impossibile da accettare sono i lavori pubblici ripetuti più volte nella stessa zona: si tratta della testimonianza che qualcosa non è andato per il verso giusto, e la cosa capita con troppa frequenza a Livorno.
Magari si scava una buca nella strada per riparare una tubazione dell'acqua o del gas e si mette ko il traffico nella zona per una o due settimane; poi, un mese dopo, riecco apparire escavatrice e operai a lavorare nella stesso identico punto, con conseguenti disagi per il transito dei veicoli. L'esempio di via Roma - dove finalmente l'Asa ha in corso un intervento di sostituzione della condotta - è solo il più evidente.
Lo stesso ragionamento vale per le buche che vengono tappate col bitume, che poi si riformano nel giro di poche settimane e che richiedono un ulteriore intervento: la vicenda di via Bat Yam, che nei mesi scorsi è stata finalmente riasfaltata, è nota a tutti i livornesi. E poi ci sono i transennamenti che non finiscono mai: lavori che rimangono aperti settimane e settimane senza alcuna giustificazione e addirittura interventi ultimati ma con il cantiere che viene dimenticato in mezzo alla strada (è successo l'estate scorsa in viale della Libertà). Per razionalizzare gli interventi e ridurre la prasenza di cantieri in città aperti contemporaneamente l'amministrazione comunale, alcuni anni, fa aveva messo a punto un regolamento sulle manomissioni stradali, prevedendo date certe per l'inizio e la fine dei lavori, e il pagamento di "sanzioni" da parte di enti ed aziende che non avessero rispettato i tempi dei lavori. Peccato che non sia mai stato applicato. E infatti siamo circondati dalle transenne.
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