Il Tirreno

Livorno

IL PROGETTO SANITA’

In viale Alfieri i servizi per anziani

Accanto, anziane a Villa Serena; a destra, una veduta dell’ospedale in viale Alfieri
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Accanto, anziane a Villa Serena; a destra, una veduta dell’ospedale in viale Alfieri

Mentre al nuovo ospedale troveranno posto nuovi servizi medici e diagnostici, quello attuale servirà a rispondere ai problemi legati all'invecchiamento della popolazione. Quindi in viale Alfieri si dovrebbero spostare le Rsa che ora sono a Montenero e nascere l'ospedale di comunità per gli anziani, ma non si chiude affatto la porta a interventi di privati

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LIVORNO. Mentre al nuovo ospedale troveranno posto nuovi servizi medici e diagnostici, quello attuale servirà a rispondere ai problemi legati all'invecchiamento della popolazione. Quindi in viale Alfieri si dovrebbero spostare le Rsa che ora sono a Montenero e nascere l'ospedale di comunità per gli anziani, ma non si chiude affatto la porta a interventi di privati, come è successo al S.Chiara di Pisa.

In mezzo a queste due realtà ci sarebbe poi una rete di servizi sul territorio che dovrebbero riuscire ad attenuare la pressione sulle strutture ospedaliere vere e proprie.

Sul destino degli attuali Spedali Riuniti sembrano esserci pochi dubbi: dopo che l'ospedale si sarà trasferito a Montenero, qui sorgeranno le strutture destinate ad accogliere gli anziani, sia autosufficienti che non, che attualmente sono sistemati nelle Rsa di Montenero, Pascoli, (che dovrebbe essere demolita) e Villa Serena. In quest'ottica andrebbe inquadrata quindi l'ipotesi di ricavare tra i padiglioni dell'attuale nosocomio anche quell'ospedale di Comunità che potrebbe rispondere proprio alle esigenze di persone sempre più avanti negli anni.

Questo per evitare quelli che Monica Calamai, direttore generale dell'Asl 6, definisce come «ricoveri impropri» che vedono decine di anziani con problemi cronici e non acuti gravare sugli attuali reparti ospedalieri di medicina generale. Un problema che sta a cuore anche al sindaco Alessandro Cosimi, che ieri, fresco di riconferma alla guida dell'Anci, l'Associazione dei Comuni italiani, ha parlato della necessità di passare da «un'alta intensità di cura ad un'alta intensità di assistenza». Questo mentre a Montenero, come ha spiegato Monica Calamai, secondo le nuove indicazioni in materia, si punterà a un numero maggiore di posti delle terapie intensive, come maggiori saranno gli spazi a disposizione dei diversi servizi ambulatoriali.

La dottoressa Calamai ha poi accennato alla questione dei distretti e alla loro riorganizzazione: «Bisogna che certi servizi sanitari, come ad esempio quello dei prelievi, non siano limitati a due o tre punti in tutta la città, ma devono essere presenti in più strutture sul territorio e lo stesso deve accadere per alcune specialità mediche».

Per questo verrano creati nuovi distretti e altri potrebbero essere alienati, anche per finanziare la costruzione del nuovo ospedale, che potrà contare da subito sugli 80 milioni della Regione. Ma altri fondi, oltre che dall'accensione di mutui, potrebbero arrivare dal vecchio ospedale. A questo proposito Cosimi ha voluto ricordare come a Pisa si sia deciso il trasloco del Santa Chiara a Cisanello, liberando un'area di pregio per la quale si sono fatte avanti importanti catene alberghiere, cosa che oltre a sostanziose entrate, ha voluto dire un'ulteriore valorizzazione del centro cittadino.

Il sindaco, a precisa domanda, ha spiegato che al momento non c'è niente di concreto in proposito a Livorno, ma che un'ipotesi del genere non va scartata a priori per un'area sicumente appetibile come quella tra viale Alfieri e viale Carducci.

Sempre parlando di soldi, Cosimi ha comunque detto che proporrà ai cittadini e al consiglio comunale «un piano economico che avrà la sua solidità». Infine il sindaco ha voluto rispondere alle opposizioni che lo hanno accusato di aver reso noto la decisione di voler costruire il nuovo ospedale all'ultimo momento, spiegando che questa cosa era «nel programma elettorale e che, dopo averne parlato per mesi, la stiamo mettendo in pratica».

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