LIVORNO
Mazzi di fiori in caserma I livornesitestimoniano il cordoglio della città
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Il colonello Alessandro LombardiIl dolore dei paracadutisti per le vittime di Kabul è diventato il dolore di tanti livornesi: alla caserma Vannucci, dove lavorava il sergente maggiore Roberto Valente, sono arrivate espressioni di cordoglio ufficiali, ma anche di molti semplici cittadini. E anche fiori, recapitati all'ingresso della caserma di Ardenza.
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LIVORNO. Il dolore dei paracadutisti per le vittime di Kabul è diventato il dolore di tanti livornesi: alla caserma Vannucci, dove lavorava il sergente maggiore Roberto Valente, sono arrivate espressioni di cordoglio ufficiali, ma anche di molti semplici cittadini. E anche fiori, recapitati all'ingresso della caserma di Ardenza.
E così garofani, iris, gigli e rose sono arrivati al corpo di guardia. Alcuni di questi mazzi di fiori, tenuti insieme da nastri tricolori, sono stati portati negli uffici del comando della Vannucci, e posti nel punto dove è stato allestito un angolo che ricorda il sottufficiale ucciso nell'attentato dei talebani: un leggio sul quale è appoggiato un cuscino rosso sul quale, insieme al basco rosso e alle mostrine, sono le medaglie che testimoniano le sette missioni all'estero compiute da Valente. Sopra una foto sorridente di Valente, quella che «ci ricorda come era ogni giorno»
«Quello dei fiori è stato un segno tangibile della partecipazione al nostro lutto - ha sottolineato il tenente colonnello Alessandro Lombardi, comandante del distaccamento della Vannucci - abbastanza inaspettato e per questo ancor più confortante».
Ma i fiori non sono stati l'unico segno di partecipazione al dolore dei parà per la perdita del loro commilitone. Come ha riferito il colonnello, sono state molte le telefonate del personale civile della caserma, ma anche le testimonianze dirette raccolte da più di un ufficiale che è stato avvicinato da semplici cittadini livornesi che hanno espresso il loro cordoglio. «Tutte testimonianze della vicinanza della città - ha concluso l'ufficiale - e ci sono state di grande conforto».
E così garofani, iris, gigli e rose sono arrivati al corpo di guardia. Alcuni di questi mazzi di fiori, tenuti insieme da nastri tricolori, sono stati portati negli uffici del comando della Vannucci, e posti nel punto dove è stato allestito un angolo che ricorda il sottufficiale ucciso nell'attentato dei talebani: un leggio sul quale è appoggiato un cuscino rosso sul quale, insieme al basco rosso e alle mostrine, sono le medaglie che testimoniano le sette missioni all'estero compiute da Valente. Sopra una foto sorridente di Valente, quella che «ci ricorda come era ogni giorno»
«Quello dei fiori è stato un segno tangibile della partecipazione al nostro lutto - ha sottolineato il tenente colonnello Alessandro Lombardi, comandante del distaccamento della Vannucci - abbastanza inaspettato e per questo ancor più confortante».
Ma i fiori non sono stati l'unico segno di partecipazione al dolore dei parà per la perdita del loro commilitone. Come ha riferito il colonnello, sono state molte le telefonate del personale civile della caserma, ma anche le testimonianze dirette raccolte da più di un ufficiale che è stato avvicinato da semplici cittadini livornesi che hanno espresso il loro cordoglio. «Tutte testimonianze della vicinanza della città - ha concluso l'ufficiale - e ci sono state di grande conforto».
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