RAFFINERIA
«Venderemo solo a chi investe»
Cristiano Meoni
L'Eni conferma che venderà la raffineria e accelera la trattativa con Klesch, che potrebbe essere chiusa già martedì. Ma Livorno torna dal "tavolo" convocato al ministero dello sviluppo economico con la certezza che non sarà una vendita al buio
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LIVORNO. L'Eni conferma che venderà la raffineria e accelera la trattativa con Klesch, che potrebbe essere chiusa già martedì. Ma Livorno torna dal "tavolo" convocato al ministero dello sviluppo economico con la certezza che non sarà una vendita al buio. Le istituzioni e i sindacati hanno strappato all'Eni l'impegno che la raffineria sarà venduta a chi garantirà investimenti capaci di dare un futuro all'impianto. Un impegno contenuto in un verbale firmato da tutti i partecipanti alla riunione che si è svolta ieri pomeriggio: il ministero dello sviluppo economico, la Regione Toscana, la Provincia, i Comuni di Livorno e Collesalvetti, i sindacati nazionali e provinciali, l'Eni.
Il verbale mette alcuni paletti che, se rispettati, scongiurano soluzioni avventurose: «adeguati investimenti», «mantenimento dell'occupazione», «tutela dei diritti acquisiti dei lavoratori»; «tutela dell'ambiente» in cui si legge un riferimento agli obblighi di bonifica delle aree. Il ministero dello sviluppo economico sarà la sede dove verificare il rispetto delle condizioni. Prima di avviare i "negoziati concludenti", Eni si è impegnata a presentare un "progetto industriale" sulla raffineria. Il verbale è stato voluto dal capo gabinetto del ministero Bianchi, che rappresentava il ministro Scajola, mentre l'idea di mettere nero su bianco le condizioni su cui impostare la trattativa è venuta dal presidente della Regione Martini. Al termine della riunione i volti della delegazione (Martini e l'assessore regionale Simoncini, il sindaco Cosimi e l'assessore Picchi per il Comune, il presidente della Provincia Kutufà, i segretari sindacali nazionali e provinciali, i lavoratori della rsu della raffineria) erano più distesi.
Si vende, a condizioni che si proverà a contrattare, ma si vende, e ieri se ne è avuta una conferma. Il direttore generale della divisione R & M di Eni, Caridi, ha ribadito che il gruppo vuole cedere Stagno. Non a un concorrente - ha aggiunto - ma neppure a un incompetente. «Non daremo una pistola in mano a un bambino» ha assicurato. Caridi ha anche annunciato che la trattativa con Klesch potrebbe essere chiusa fra una settimana. Ha accennato a un progetto sui bitumi modificati e ha giudicato «eccessive» le preoccupazioni livornesi. La richiesta avanzata dai sindacati di sospendere la trattativa con Klesch è stata respinta. Tutto fa pensare che già nell'incontro con i sindacati fissato per martedì (mercoledì è con le istituzioni) verrà annunciato che la proposta arrivata dal fondo è la base su cui lavorare, da integrare con i suggerimenti che vengono dalle istituzioni e dai sindacati e con ulteriori garanzie che Eni è disposta a dare. C'è chi pensa, invece, che «con i paletti che abbiamo messo la proposta di Klesch non può essere accettata».
Oggi alle 14.30 i lavoratori si riuniranno in assemblea per decidere l'eventuale sospensione delle agitazioni, compreso lo sciopero che dovrebbe scattare da giovedì.
Il verbale mette alcuni paletti che, se rispettati, scongiurano soluzioni avventurose: «adeguati investimenti», «mantenimento dell'occupazione», «tutela dei diritti acquisiti dei lavoratori»; «tutela dell'ambiente» in cui si legge un riferimento agli obblighi di bonifica delle aree. Il ministero dello sviluppo economico sarà la sede dove verificare il rispetto delle condizioni. Prima di avviare i "negoziati concludenti", Eni si è impegnata a presentare un "progetto industriale" sulla raffineria. Il verbale è stato voluto dal capo gabinetto del ministero Bianchi, che rappresentava il ministro Scajola, mentre l'idea di mettere nero su bianco le condizioni su cui impostare la trattativa è venuta dal presidente della Regione Martini. Al termine della riunione i volti della delegazione (Martini e l'assessore regionale Simoncini, il sindaco Cosimi e l'assessore Picchi per il Comune, il presidente della Provincia Kutufà, i segretari sindacali nazionali e provinciali, i lavoratori della rsu della raffineria) erano più distesi.
Si vende, a condizioni che si proverà a contrattare, ma si vende, e ieri se ne è avuta una conferma. Il direttore generale della divisione R & M di Eni, Caridi, ha ribadito che il gruppo vuole cedere Stagno. Non a un concorrente - ha aggiunto - ma neppure a un incompetente. «Non daremo una pistola in mano a un bambino» ha assicurato. Caridi ha anche annunciato che la trattativa con Klesch potrebbe essere chiusa fra una settimana. Ha accennato a un progetto sui bitumi modificati e ha giudicato «eccessive» le preoccupazioni livornesi. La richiesta avanzata dai sindacati di sospendere la trattativa con Klesch è stata respinta. Tutto fa pensare che già nell'incontro con i sindacati fissato per martedì (mercoledì è con le istituzioni) verrà annunciato che la proposta arrivata dal fondo è la base su cui lavorare, da integrare con i suggerimenti che vengono dalle istituzioni e dai sindacati e con ulteriori garanzie che Eni è disposta a dare. C'è chi pensa, invece, che «con i paletti che abbiamo messo la proposta di Klesch non può essere accettata».
Oggi alle 14.30 i lavoratori si riuniranno in assemblea per decidere l'eventuale sospensione delle agitazioni, compreso lo sciopero che dovrebbe scattare da giovedì.
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