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Ucciso da un infarto mentre nuota

Lara Loreti
Ucciso da un infarto mentre nuota

Costume, mascherina e un tuffo nella Punta San Jacopo, uno dei punti più belli e dove l'acqua è più profonda all'interno dei bagni Pancaldi Acquaviva. Tito Manzi, 67 anni, amava profondamente il mare. E tutte le mattine faceva il suo tuffo quotidiano. Un'abitudine portata avanti da anni.

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LIVORNO. Costume, mascherina e un tuffo nella Punta San Jacopo, uno dei punti più belli e dove l'acqua è più profonda all'interno dei bagni Pancaldi Acquaviva. Tito Manzi, 67 anni, amava profondamente il mare. E tutte le mattine faceva il suo tuffo quotidiano. Un'abitudine portata avanti da anni. Anche ieri mattina, Manzi si era immerso in acqua. Un bagno che però gli è stato fatale: un malore improvviso, quasi sicuramente un infarto, l'ha stroncato, senza dargli neppure il tempo di reagire, di rendersi conto di cosa stesse accadendo. Il corpo di Manzi è stato recuperato a galla, senza vita, dal bagnino Matteo, e da altri ragazzi. I soccorritori della Misericordia hanno provato a rianimarlo per oltre mezzora. Ma purtroppo non c'è stato nulla da fare. Con lui in acqua c'era la moglie, che però era uscita un po' prima perché aveva freddo.
Sono le 11.30 e ai Pancaldi, lato Acquaviva, ci sono centinaia di persone. Moltissimi ragazzi e anche adulti stanno facendo il bagno a Punta San Jacopo: gli adolescenti fanno i tuffi dagli scogli mentre i più grandi si rinfrescano nell'acqua. Tra loro c'è Manzi, che ha l'ombrellone proprio a ridosso degli scogli. Indossa la mascherina, si cala in acqua e poi inizia a perlustrare il fondale. A un tratto, il malore, poi l'arresto cardiaco. Purtroppo, vista la posizione tipica di chi osserva i pesci a pancia in giù, gli altri bagnanti non si accorgono subito del fatto che si è sentito male. Se ne rende conto una signora, che sta prendendo il sole sugli scogli e che, vedendolo immobile per qualche minuto, intuisce che c'è qualcosa di strano e dà l'allarme ai ragazzi. Uno di loro si avvicina e dà uno scossone a Manzi, che però non reagisce. Scattano immediati i soccorsi: per primo arriva Matteo. Il sessantasettenne viene recuperato e adagiato a terra, accanto agli scogli. Un medico, lì per caso, prova a rianimarlo. Ma è inutile.
Il corpo di Manzi resta a terra, circondato da soccorritori, bagnini e parenti, attoniti. Tra questi ultimi c'è anche il fratello Dino, sconvolto. Arrivano quindi gli agenti delle volanti della polizia che si occupano dei rilievi.
Come accertato dal medico, Manzi ha ingerito molta acqua: è difficile però stabilire il momento preciso in cui è morto. Per saperlo, bisognerà aspettare l'esame autoptico. Il medico legale David Forni, giunto sul posto, ha dato una prima valutazione, accertando l'assenza di traumi. Poi, sono arrivati i ragazzi del servizio funebre della Misericordia, che hanno rimosso il corpo.
Il funerale, a cura della Misericordia funebre, si svolgerà oggi alle 10 ai Lupi, dove avverrà anche la sepoltura.
Lara Loreti

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