Il presidio
IL BUSINESS IMMOBILIARE
E ora il mattone si mette all'asta
Mauro Zucchelli
◗
Fascicoli in un’aula di tribunale. A sinistra: in alto la torre uffici alla Cigna, sotto l’ex stazione San MarcoFinché regna il solleone reggerà l'armistizio che a Livorno d'estate ferma qualsiasi cosa che non siano gabbionate, ombrellone e ambra solare: ma già adesso si vede arrivare con l'inizio d'autunno uno tsunami di vendite all'asta di proprietà immobiliari
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Finché regna il solleone reggerà l'armistizio che a Livorno d'estate ferma qualsiasi cosa che non siano gabbionate, ombrellone e ambra solare: ma già adesso si vede arrivare con l'inizio d'autunno uno tsunami di vendite all'asta di proprietà immobiliari.
Anche solo guardando alle aste giudiziarie del Tribunale se ne contano ben 129: da Stagno fino a Populonia, isole comprese. Per buona parte si tratta di abitazioni, ma non solo: anzi, il pezzo record è un fabbricato uffici - la Torre della Cigna, 19 piani più tre nel sottosuolo, sede dell'ex Catasto (Agenzia del Territorio) e dell'ex Ufficio tasse (Agenzia delle Entrate) - che torna per l'ennesima volta a cercare acquirenti a partire da un prezzo di 11 milioni 250mila euro.
Prezzo record. Anche dopo la riduzione della base d'asta (inizialmente contestata dai tecnici della proprietà che ne valutano il valore attorno ai 30 milioni di euro), è pur sempre al quinto posto fra le più rilevanti vendite immobiliari che in questi mesi sono sulla rampa di lancio in tutta Italia. La superano solo tre immobili a Roma (un palazzo ai Parioli, una casa di cura e una residenza Vip in via Ripetta) e una industria in provincia di Caserta.
Sfiora la soglia dei 30 milioni di euro l'ammontare complessivo degli importi indicati dal Tribunale come base d'asta nell'elenco delle 129 proprietà che ha messo in vendita nella nostra provincia. Tante, soprattutto se teniamo di conto che a Pisa sono 85 (con la punta massima raggiunta da una tenuta agricola di Castelnuovo Val di Cecina che parte da poco meno di 1,2 milioni di euro), a Lucca nemmeno una quarantina (con il picco costituito da una villa a Forte dei Marmi valutata 2,7 milioni di euro) e a Massa 51.
Le altre aste. Ma le vendite giudiziarie non rappresentano che uno spicchio della torta dell'alluvione di aste immobiliari che sta arrivando sul mercato livornese. Per dirne un'altra: il programma di cessione del patrimonio immobiliare di Stato e enti previdenziali, per la regia del Consorzio G1 (banca Lazard più ministero dell'economia tramite Fintecna), con l'operazione "cartolarizzazione" ha ancora da vendere 19 proprietà in Toscana: quasi metà delle quali nella sola Livorno, che fa la parte del leone fra tutte le città della nostra regione. Sette uffici nel Grattacielo al numero 40 di piazza Roma (valore stimato da 98mila a 356mila euro) più un posto auto in via Sansoni: da battere per importi che, al tirar delle somme, risultano al di sopra di 1,7 milioni di euro (ma in forma aggregata hanno uno sconto che vola oltre il 30%).
Anche Firenze vende. Pure la Regione ha in cartellone per fine settembre la vendita di alcune sue proprietà presenti nella nostra provincia: una abitazione a Cecina in viale Italia (114 metri quadri più cantina, 238mila euro base d'asta, alcuni terreni e un fabbricato rurale a Suvereto (oltre 80mila metri quadri, prezzo da 514mila euro).
L'ex stazione. Senza contare che resta nel limbo l'invito ad offrire riguardante un grosso complesso immobiliare, ma all'altro capo della città. E' l'ex stazione San Marco, costruita nel 1911 in piazza Bartelloni a Porta San Marco: la Ferservizi l'ha messa in vendita già l'estate scorsa, senza però giungere a niente. Anche in questo caso su una base d'asta attorno ai 15 milioni di euro. Ora è lì in balìa del degrado e in attesa che qualcuno la compri: con i suoi 68mila metri quadri e una scheda a sé (4C21) nel Piano regolatore della nostra città.
La stessa società ferroviaria - che aveva in programma anche la cessione di un locale commerciale in viale Risorgimento - ha rimesso in vendita anche una casa cantoniera a Vada: offerte da 605mila euro in sù per un pacchetto di 13 proprietà che comprendono anche l'abitazione sull'Aurelia poco prima di Cecina.
Anche solo guardando alle aste giudiziarie del Tribunale se ne contano ben 129: da Stagno fino a Populonia, isole comprese. Per buona parte si tratta di abitazioni, ma non solo: anzi, il pezzo record è un fabbricato uffici - la Torre della Cigna, 19 piani più tre nel sottosuolo, sede dell'ex Catasto (Agenzia del Territorio) e dell'ex Ufficio tasse (Agenzia delle Entrate) - che torna per l'ennesima volta a cercare acquirenti a partire da un prezzo di 11 milioni 250mila euro.
Prezzo record. Anche dopo la riduzione della base d'asta (inizialmente contestata dai tecnici della proprietà che ne valutano il valore attorno ai 30 milioni di euro), è pur sempre al quinto posto fra le più rilevanti vendite immobiliari che in questi mesi sono sulla rampa di lancio in tutta Italia. La superano solo tre immobili a Roma (un palazzo ai Parioli, una casa di cura e una residenza Vip in via Ripetta) e una industria in provincia di Caserta.
Sfiora la soglia dei 30 milioni di euro l'ammontare complessivo degli importi indicati dal Tribunale come base d'asta nell'elenco delle 129 proprietà che ha messo in vendita nella nostra provincia. Tante, soprattutto se teniamo di conto che a Pisa sono 85 (con la punta massima raggiunta da una tenuta agricola di Castelnuovo Val di Cecina che parte da poco meno di 1,2 milioni di euro), a Lucca nemmeno una quarantina (con il picco costituito da una villa a Forte dei Marmi valutata 2,7 milioni di euro) e a Massa 51.
Le altre aste. Ma le vendite giudiziarie non rappresentano che uno spicchio della torta dell'alluvione di aste immobiliari che sta arrivando sul mercato livornese. Per dirne un'altra: il programma di cessione del patrimonio immobiliare di Stato e enti previdenziali, per la regia del Consorzio G1 (banca Lazard più ministero dell'economia tramite Fintecna), con l'operazione "cartolarizzazione" ha ancora da vendere 19 proprietà in Toscana: quasi metà delle quali nella sola Livorno, che fa la parte del leone fra tutte le città della nostra regione. Sette uffici nel Grattacielo al numero 40 di piazza Roma (valore stimato da 98mila a 356mila euro) più un posto auto in via Sansoni: da battere per importi che, al tirar delle somme, risultano al di sopra di 1,7 milioni di euro (ma in forma aggregata hanno uno sconto che vola oltre il 30%).
Anche Firenze vende. Pure la Regione ha in cartellone per fine settembre la vendita di alcune sue proprietà presenti nella nostra provincia: una abitazione a Cecina in viale Italia (114 metri quadri più cantina, 238mila euro base d'asta, alcuni terreni e un fabbricato rurale a Suvereto (oltre 80mila metri quadri, prezzo da 514mila euro).
L'ex stazione. Senza contare che resta nel limbo l'invito ad offrire riguardante un grosso complesso immobiliare, ma all'altro capo della città. E' l'ex stazione San Marco, costruita nel 1911 in piazza Bartelloni a Porta San Marco: la Ferservizi l'ha messa in vendita già l'estate scorsa, senza però giungere a niente. Anche in questo caso su una base d'asta attorno ai 15 milioni di euro. Ora è lì in balìa del degrado e in attesa che qualcuno la compri: con i suoi 68mila metri quadri e una scheda a sé (4C21) nel Piano regolatore della nostra città.
La stessa società ferroviaria - che aveva in programma anche la cessione di un locale commerciale in viale Risorgimento - ha rimesso in vendita anche una casa cantoniera a Vada: offerte da 605mila euro in sù per un pacchetto di 13 proprietà che comprendono anche l'abitazione sull'Aurelia poco prima di Cecina.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
