Italia
ASSENTEISMO ALL’ASL
Anche due medicitimbravano a turno chiesto il processo
Luciano De Majo
◗
Il distretto Asl di Fiorentina, dove lavorano i quattro indagatiLa Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio dei quattro indagati per assenteismo al distretto di Fiorentina dell'Asl
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio dei quattro indagati per assenteismo al distretto di Fiorentina dell'Asl.
Non ci sono soltanto i tecnici di radiologia Rosella Folino, 46 anni, abitante a Livorno, e Rudi Lenci, 56 anni di Pisa, ai quali l'azienda ha notificato due giorni fa la sospensione dal lavoro. La magistratura livornese vuole il processo anche per i due medici (in questo caso non dipendenti Asl ma convenzionati, e per questo non sospesi) Ermanno Pasero, 62 anni, livornese e Augusto Cosci, 55 anni, pisano, anch'essi coinvolti nell'indagine diretta dal sostituto procuratore Massimo Mannucci.
I quattro sono accusati di truffa aggravata e di falso. Secondo la Procura, infatti, i due medici e i due tecnici di radiologia si sarebbero "coperti" a vicenda nelle loro escursioni fuori dal distretto di via della Fiera di Sant'Antonino durante l'orario di lavoro. Uno timbrava anche per coloro che non erano presenti, stando a quanto sostengono gli inquirenti. E lo stipendio arrivava regolarmente a fine mese, nonostante la presenza al lavoro non fosse assicurata. Le difese sono già pronte ad affilare le armi in occasione dell'udienza preliminare nella quale sarà discussa la richiesta di rinvio a giudizio. L'accusa, intanto, fa sapere che i comportamenti dei quattro indagati sono stati accertati attraverso appostamenti effettuati a settembre, ottobre e dicembre dello scorso anno e a gennaio di quest'anno.
Il direttore generale dell'Asl 6 Monica Calamai, intanto, puntualizza due aspetti della vicenda. Il primo riguarda i tempi di reazione dell'azienda, sulla notifica delle sospensioni, arrivate adesso, a diversi mesi di distanza dalla scoperta degli episodi contestati dalla magistratura. «Non abbiamo agito subito ma soltanto adesso - dice - perché i fatti in questione erano caduti in prescrizione. Anche le azioni disciplinari, infatti, devono avere una conclusione entro un certo periodo di tempo. Ho dovuto quindi scrivere personalmente alla Procura della Repubblica di Livorno, per sapere se ci fossero indagini in corso in tal senso. Da qui, la nostra decisione, nei giorni scorsi, di procedere». L'altro elemento riguarda la scelta di sospendere i due dipendenti già prima che avvenisse il rinvio a giudizio. In altri casi, come quello del maxi-processo per i falsi incidenti e le truffe alle assicurazioni, infatti, i medici coinvolti (ai quali è stata contestata l'associazione per delinquere) erano stati sospesi una volta emesso il decreto che disponeva il giudizio da parte del gup. Questa volta, circostanza diversa e anche management aziendale differente, l'approccio è stato più deciso. «E' una scelta della quale mi assumo la responsabilità - dice ancora Monica Calamai - perché ritengo che si tratti di un episodio assai grave. In gioco c'è anche il rispetto per tutti quei dipendenti, e sono tanti, che fanno fino in fondo il loro dovere. Per il passato, ovviamente, non posso rispondere».
Non ci sono soltanto i tecnici di radiologia Rosella Folino, 46 anni, abitante a Livorno, e Rudi Lenci, 56 anni di Pisa, ai quali l'azienda ha notificato due giorni fa la sospensione dal lavoro. La magistratura livornese vuole il processo anche per i due medici (in questo caso non dipendenti Asl ma convenzionati, e per questo non sospesi) Ermanno Pasero, 62 anni, livornese e Augusto Cosci, 55 anni, pisano, anch'essi coinvolti nell'indagine diretta dal sostituto procuratore Massimo Mannucci.
I quattro sono accusati di truffa aggravata e di falso. Secondo la Procura, infatti, i due medici e i due tecnici di radiologia si sarebbero "coperti" a vicenda nelle loro escursioni fuori dal distretto di via della Fiera di Sant'Antonino durante l'orario di lavoro. Uno timbrava anche per coloro che non erano presenti, stando a quanto sostengono gli inquirenti. E lo stipendio arrivava regolarmente a fine mese, nonostante la presenza al lavoro non fosse assicurata. Le difese sono già pronte ad affilare le armi in occasione dell'udienza preliminare nella quale sarà discussa la richiesta di rinvio a giudizio. L'accusa, intanto, fa sapere che i comportamenti dei quattro indagati sono stati accertati attraverso appostamenti effettuati a settembre, ottobre e dicembre dello scorso anno e a gennaio di quest'anno.
Il direttore generale dell'Asl 6 Monica Calamai, intanto, puntualizza due aspetti della vicenda. Il primo riguarda i tempi di reazione dell'azienda, sulla notifica delle sospensioni, arrivate adesso, a diversi mesi di distanza dalla scoperta degli episodi contestati dalla magistratura. «Non abbiamo agito subito ma soltanto adesso - dice - perché i fatti in questione erano caduti in prescrizione. Anche le azioni disciplinari, infatti, devono avere una conclusione entro un certo periodo di tempo. Ho dovuto quindi scrivere personalmente alla Procura della Repubblica di Livorno, per sapere se ci fossero indagini in corso in tal senso. Da qui, la nostra decisione, nei giorni scorsi, di procedere». L'altro elemento riguarda la scelta di sospendere i due dipendenti già prima che avvenisse il rinvio a giudizio. In altri casi, come quello del maxi-processo per i falsi incidenti e le truffe alle assicurazioni, infatti, i medici coinvolti (ai quali è stata contestata l'associazione per delinquere) erano stati sospesi una volta emesso il decreto che disponeva il giudizio da parte del gup. Questa volta, circostanza diversa e anche management aziendale differente, l'approccio è stato più deciso. «E' una scelta della quale mi assumo la responsabilità - dice ancora Monica Calamai - perché ritengo che si tratti di un episodio assai grave. In gioco c'è anche il rispetto per tutti quei dipendenti, e sono tanti, che fanno fino in fondo il loro dovere. Per il passato, ovviamente, non posso rispondere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
