Il Tirreno

Livorno

Calambrone, uno scalo colabrodo

Cristiano Meoni
Calambrone, uno scalo colabrodo

Abbiamo voluto testare le misure di sicurezza dello scalo di Livorno Calambrone dove ogni anno stazionano 2600 cisterne di sostanze pericolose, a un tiro di schioppo dai depositi di gas del Costiero, dalla raffineria e dalle industrie chimiche del porto

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LIVORNO. Abbiamo voluto testare le misure di sicurezza dello scalo di Livorno Calambrone dove ogni anno stazionano 2600 cisterne di sostanze pericolose, a un tiro di schioppo dai depositi di gas del Costiero, dalla raffineria e dalle industrie chimiche del porto. Lo abbiamo voluto fare in una giornata di massima allerta. Proprio ieri mattina sono arrivate da Viareggio diciotto cisterne: le nove coinvolte nell'incidente ferroviario e inesplose (vuote) e altre nove cui è stato travasato il gas Gpl.
Nella nottata il carico aveva raggiunto Livorno con eccezionali misure di sicurezza, procedendo alla velocità di manovra che è di 30 chilometri orari in rettilineo e 10 in curva. Ma alla stazione del Calambrone, che si distende per diverse centinaia di metri lungo via Leonardo da Vinci, ieri chiunque poteva entrare indisturbato e raggiungere le cisterne risparmiate dall'esplosione. Noi l'abbiamo fatto. L'ingresso, come al solito, non era presidiato e neppure i binari che sono adibiti ai carichi pericolosi, quelli adiacenti alla strada per Tirrenia. Carichi alla portata di tutti.
L'ingresso sguarnito Lo scalo del Calambrone si trova sulla strada per Tirrenia, davanti alla Laviosa, ai Grandi Molini e al Costiero Gas. Il cartello blu è coperto dai rovi e l'ingresso sembra un passaggio a livello di campagna, con la croce di Sant'Andrea a segnalare l'attraversamento di un binario. L'abbiamo trovato sguarnito e nessuno ci ha fermati. Non c'è cancello, non si vedono telecamere, solo una coppia di lampioni che servono ad illuminarlo di notte e un altoparlante.
I due binari del gas L'ingresso introduce ai binari adibiti alle cisterne di sostanze pericolose (soprattutto Gpl e liquidi infiammabili), indicati da un cartello. Eccolo il treno della strage, nove vagoni- allineati sul binario 18 - quelli considerati «sicuri» perchè non si sono rovesciati. E sul binario 19 stazionano le altre nove cisterne dove è stato trasferito il gas. I due convogli sono facilmente raggiungibili.
I buchi nella rete Ma i binari dove stazionano le sostanze pericolose, in attesa di essere indirizzate sui raccordi per le industrie e per il porto, sono accessibili anche dai numerosi varchi che si aprono nella rete di recinzione, segno di una manutenzione che le Ferrovie non fanno da anni. Una rete che non è adeguata all'importanza dello scalo merci di Livorno Calambrone e alla pericolosità delle sostanze che vi vengono movimentate (gpl, infiammabili liquidi e acrilonitrile). La recinzione che costeggia la strada è in condizioni disastrose e ogni tanto presenta un buco. Buchi di due, di tre, di cinque metri di larghezza, all'altezza dei Grandi Molini e poi più avanti in direzione Tirrenia. E i varchi si trovano proprio davanti alle cisterne del gpl venute da Viareggio: le si possono vedere dalla strada, quasi toccare.
Mattina e pomeriggio Una situazione verificata per due volte nell'arco della giornata. Ieri intorno a mezzogiorno siamo entrati dall'ingresso, indisturbati, e dopo aver constatato che il casotto poco distante era vuoto siamo usciti, quindi siamo nuovamente entrati nella stazione merci passando dai varchi della rete di recinzione. Abbiamo raggiunto le cisterne del gpl, giusto per verificare che fossero quelle arrivate in nottata da Viareggio. Ed erano proprio quelle: le cisterne della Gatx, partite da Trecate, con destinazione Aversa. Dopo una decina di minuti, è arrivato qualcuno: il responsabile regionale della divisione cargo di Trenitalia, Stefano Romanazzi, accompagnato da due agenti della Polfer. Alla nostra domanda sul perchè le cisterne e lo scalo non erano sorvegliati, ha consigliato di parlare con l'addetto stampa di Trenitalia: «Io non sono autorizzato a dire niente».
Una striscia di plastica Nel pomeriggio la situazione non era cambiata se non in un dettaglio irrilevante: le cisterne reduci dall'incidente erano state cinte con una fettuccia di plastica color bianco e rosso.
Questa la realtà constatata in uno degli scali ferroviari a più alta rischiosità, adiacente ai depositi di gas del Costiero e alla raffineria di Stagno. Luoghi altrettanto pericolosi ma dove non si può entrare indisturbati, a differenza della stazione merci.

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