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Calcio, ecco perché Lucarelli ha detto sì

Calcio, ecco perché Lucarelli ha detto sì

Tifosi divisi, ma l’ex capitano ha sciolto i dubbi dopo le telefonate del presidente, di Ricci e di Ruotolo

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LIVORNO. L'accordo ancora non c'è (in ballo restano 200mila euro di stipendio) ma ormai tutti hanno la certezza che l'affare andrà in porto: da Spinelli a Ghirardi, da Ricci al procuratore Pallavicino. Nelle ultime ore in effetti qualcosa è cambiato, soprattutto nella testa di Cristiano Lucarelli grazie al pressing di Spinelli. L'ex capitano aveva delle remore (anche forti) ma ci sono stati dei colloqui decisivi. È evidente che di questa trattativa si parli più delle altre: parliamoci chiaro, il ritorno di Cristiano Lucarelli non è un movimento di mercato qualsiasi.

La chiamata di Spinelli. La scorsa settimana c'erano due solchi profondi che tenevano a distanza il Livorno e Lucarelli: il primo andava coperto coi soldi, il secondo spargendo certezze. Spinelli ha chiamato Lucarelli e gli ha parlato chiaro. «Questi sono i motivi per cui devi tornare a Livorno». Per la prima volta le parti si sono invertite, non più il 99 che chiede al pres di tornare ma viceversa. Che cosa si sono detti? In sostanza Spinelli ha spiegato al suo amato-odiato-amato bomber che dovrà: 1) ricompattare un gruppo che lo scorso anno nei momenti di difficoltà è andato un po' in crisi. 2) avere un impatto autoritario con arbitri e avversari perchè in serie A sennò ti divorano. 3) creare un rapporto ancora più solido con i tifosi, in grado di resistere nelle giornate di sole ma anche in quelle di tempesta. Il tutto segnando anche qualche gol, naturally.

Tavano e Diamanti. Nei giorni scorsi avevamo parlato di un timore che frenava Lucarelli: diventare il colpevole, davanti agli occhi dei tifosi, di una eventuale e successiva vendita di Tavano o (più probabile) di Diamanti. Sotto questo profilo Spinelli lo ha rassicurato: «Con te, Diamanti e Tavano voglio fare l'attacco più forte della storia del Livorno».  A meno che, in extremis, non arrivi un'offerta irrinunciabile. La porta maledetta (per chi tifa Livorno) è socchiusa ancora per qualche giorno. Comunque è chiaro che non saranno i soldi spesi per Lucarelli (circa un milione di stipendio, zero per il cartellino) a svenare la società e costringerla a vendere uno dei suoi gioielli. Anzi, probabilmente qualsiasi altra prima punta di serie A sarebbe costata molto di più.

Feeling coi tifosi. È vero invece che c'è una fetta importante di tifoseria che Lucarelli proprio non lo vuole. Fatevi un tour nei siti dei tifosi e avrete le idee più chiare. Questo Lucarelli lo sa. Al di là della bontà o meno di certe sue scelte, di certo non ha mai perso il polso della città. Dovrà pedalare, tanto, in silenzio. Perchè chi si sente tradito, non sempre è disposto a perdonare. Figuriamoci quando la ferita è ancora fresca.

Colloquio con Ricci. Ci sono stati anche molti colloqui tra Nelso Ricci e il giocatore. «Se torni - gli ha detto il ds - devi avere la mente libera da altri interessi, andare in campo e pensare solo al Livorno». Anche Ruotolo lo ha chiamato subito dopo la firma: «Ti aspetto, sei una pedina importante del nuovo Livorno». Una telefonata ti allunga la vita, tante telefonate a volte te la cambiano.

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