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Adesso la gente ha paura: «Troppe volte lì c'è stato il fuoco. E' bene che qualcuno indaghi»
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Un giovane si è arrotolato la maglietta sul viso contro il fumoIL ROGO Centralini di 118 e pompieri tempestati di chiamate E c'è chi propone di verificare le autorizzazioni
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LIVORNO. Una volta si chiamava via dei Condotti vecchi, ora via del Limone, ma la strada dove si trova la Lonzi metalli è sempre la stessa. E' la via che porta alla Puzzolente, estrema periferia nord della città. Gli abitanti della zona chiedono senza mezzi termini, che la Lonzi e le altre aziende simili se ne vadano. «Comune e Provincia debbono rendersi conto che questa situazione - dicono - va avanti da troppo tempo. Così non si può più vivere, fra traffico di camion e eventi di questo tipo».
Ma l'incendio scoppiato nella notte fra sabato e domenica ha provocato una reazione forte in molti livornesi. Sono decine i messaggi di posta elettronica e le telefonate giunte alla nostra redazione. Gente allarmata, che ha paura, che avanza dubbi sulla regolarità dell'attività dell'azienda e che chiede a chi di dovere - praticamente a tutti, non soltanto alle istituzioni preposte - di indagare per capire se davvero tutto va bene e se quest'incendio possa essere attribuito soltanto a un colpo di sfortuna, un evento eccezionale e imponderabile come un fulmime.
Questi messaggi sono anche l'effetto di una serata, quella di domenica, nella quale il vento di tramontana ha spinto una nube di fumo maleodorante un po' in tutta la città. In molti hanno sentito fastidi alla gola e hanno avuto difficoltà a respirare. Tantissime le telefonate al 118 e ai vigili del fuoco, per chiedere informazioni su cos'era accaduto. Ieri, invece, le raffiche hanno soffiato in direzione contraria, portando gli odori altrove, verso la campagna.
«Io ho avuto forti mal di testa e pizzicori alle vie respiratorie», ha scritto ad esempio il giovane Michele Secchi, che si chiede se «siamo proprio sicuri» che quelli che stavano bruciando erano rifiuti assimilabili agli urbani. «La Lonzi metalli - prosegue Secchi - si occupa di smaltimento rifiuti industriali pericolosi, batterie esauste al piombo, rifiuti speciali, tossici, nocivi, ospedalieri... tutto questo non mi sembra semplice spazzatura». C'è anche un'altra considerazione, che è in realtà un deciso attacco all'azienda: «Smaltire rifiuti speciali è molto costoso, ma se li facciamo ardere di sabato notte quando la città è nel caos perché sta festeggiando la promozione in serie A del Livorno calcio nessuno se ne potrebbe accorgere e l'azienda si potrebbe intascare una grande quantità di denaro! Quindi dubito che si sia trattato di un incidente».
Altri messaggi si sono soffermati sul fatto che gli incendi alla Lonzi metalli non sono un fatto nuovo. Quello di Nicola Gualerci chiede «alla Regione Toscana che rilascia le licenze, se quell'attività debba continuare ad operare visto i danni che reca a tutta la collettività di Livorno ed immediata provincia». Vengono anche annunciate, in un'altra e-mail, iniziative nei confronti della Provincia, cioè l'ente che realmente rilascia le autorizzazioni alla gestione dei rifiuti. Alcuni cittadini, insomma, sono disposti a organizzarsi e a dare battaglia. A giudicare dai loro messaggi, non si fermeranno davanti a nessuno.
lu.dem.
Ma l'incendio scoppiato nella notte fra sabato e domenica ha provocato una reazione forte in molti livornesi. Sono decine i messaggi di posta elettronica e le telefonate giunte alla nostra redazione. Gente allarmata, che ha paura, che avanza dubbi sulla regolarità dell'attività dell'azienda e che chiede a chi di dovere - praticamente a tutti, non soltanto alle istituzioni preposte - di indagare per capire se davvero tutto va bene e se quest'incendio possa essere attribuito soltanto a un colpo di sfortuna, un evento eccezionale e imponderabile come un fulmime.
Questi messaggi sono anche l'effetto di una serata, quella di domenica, nella quale il vento di tramontana ha spinto una nube di fumo maleodorante un po' in tutta la città. In molti hanno sentito fastidi alla gola e hanno avuto difficoltà a respirare. Tantissime le telefonate al 118 e ai vigili del fuoco, per chiedere informazioni su cos'era accaduto. Ieri, invece, le raffiche hanno soffiato in direzione contraria, portando gli odori altrove, verso la campagna.
«Io ho avuto forti mal di testa e pizzicori alle vie respiratorie», ha scritto ad esempio il giovane Michele Secchi, che si chiede se «siamo proprio sicuri» che quelli che stavano bruciando erano rifiuti assimilabili agli urbani. «La Lonzi metalli - prosegue Secchi - si occupa di smaltimento rifiuti industriali pericolosi, batterie esauste al piombo, rifiuti speciali, tossici, nocivi, ospedalieri... tutto questo non mi sembra semplice spazzatura». C'è anche un'altra considerazione, che è in realtà un deciso attacco all'azienda: «Smaltire rifiuti speciali è molto costoso, ma se li facciamo ardere di sabato notte quando la città è nel caos perché sta festeggiando la promozione in serie A del Livorno calcio nessuno se ne potrebbe accorgere e l'azienda si potrebbe intascare una grande quantità di denaro! Quindi dubito che si sia trattato di un incidente».
Altri messaggi si sono soffermati sul fatto che gli incendi alla Lonzi metalli non sono un fatto nuovo. Quello di Nicola Gualerci chiede «alla Regione Toscana che rilascia le licenze, se quell'attività debba continuare ad operare visto i danni che reca a tutta la collettività di Livorno ed immediata provincia». Vengono anche annunciate, in un'altra e-mail, iniziative nei confronti della Provincia, cioè l'ente che realmente rilascia le autorizzazioni alla gestione dei rifiuti. Alcuni cittadini, insomma, sono disposti a organizzarsi e a dare battaglia. A giudicare dai loro messaggi, non si fermeranno davanti a nessuno.
lu.dem.
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