Il presidio
Fiamme alla Lonzi, nube sulla città
Cristiano Meoni Luciano De Majo
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I vigili del fuoco all’ingresso della Lonzi e, a sinistra, i rifiuti che brucianoI responsabili dell'impresa: siamo disposti a trasferirci da un'altra parte, ma le istituzioni debbono indicarci una soluzione alternativa al posto dove siamo oggi
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LIVORNO. Fiamme alla Lonzi metalli, l'azienda specializzata nel recupero dei rifiuti che si trova in via del Limone, oltre la Variante. Ieri notte, intorno alle 3, è divampato un incendio che ha incenerito la montagna di rifiuti stoccata nel piazzale esterno. Probabilmente ad innescarlo - stando alla prima ricostruzione effettuata dai vigili del fuoco - è stato un fulmine. Esclusa l'ipotesi del dolo, anche perché il punto dove è divampato il rogo è lontano dalla strada esterna e non accessibile: l'azienda, inoltre, era sorvegliata da una guardia giurata.
E' stata proprio la guardia a dare l'allarme, chiamando la centrale dei vigili del fuoco, che immediatamente hanno inviato sul posto vari mezzi: varie autobotti (anche da Pisa), un mezzo schiumogeno, un'autoscala. Gli uomini del 115 sono stati impegnati duramente dalle fiamme, alimentate dal forte vento di tramontana, utilizzando anche materiale schiumogeno, A niente è valsa la pioggia incessante che è caduta nella notte. L'incendio si è sviluppato sotto la superficie dei cumuli di materiale.
I vigili del fuoco hanno impedito che venissero interessate altre parti dell'azienda scavando una sorta di trincea nell'ammasso di rifiuti. L'incendio è proseguito per tutta la giornata, fino ad esaurimento del materiale. La città è stata invasa dal fumo e dalla puzza di bruciato, portata dal vento a diversi chilometri di distanza. I danni sono importanti (alcune decine di migliaia di euro) ma potevano essere ben maggiori. «Fortunatamente - spiega uno dei responsabili della Lonzi - non sono stati coinvolti i capannoni, altrimenti i danni sarebbero stati di svariati milioni di euro». Proprio la scorsa settimana è stato installato un nuovo impianto di selezione dei rifiuti che è costato 350mila euro.
La Lonzi si estende su un'area di 20mila metri quadrati e tratta 70-80mila tonnellate all'anno di rifiuti differenziati, tra cui tutta la carta che viene raccolta a Livorno. Gli addetti sono una sessantina. «Non prevediamo ripercussioni sull'attività produttiva - dice ancora il responsabile dello stabilimento - la parte bruciata verrà isolata dal resto dell'azienda».
I vigili del fuoco, insieme ai responsabili dell'azienda e ad alcuni dipendenti, hanno lavorato con grande impegno, utilizzando anche le cisterne d'acqua in dotazione all'impresa (10mila litri).
E se l'incendio ha ridato vigore alle polemiche dei residenti della zona (di cui parliamo a parte in questa stessa pagina) sulla difficile compatibilità fra quest'attività e le abitazioni, da parte degli stessi titolari viene ribadita la disponibilità a spostarsi. «Comprendiamo i disagi della popolazione - dice Emiliano Lonzi - e possiamo assicurare che noi siamo d'accordo con un'ipotesi di delocalizzazione. E' chiaro che debbono essere le istituzioni a individuare una soluzione in questo senso. La gente che vive qui ha diritto a farlo in piena serenità, così come noi, che siamo un'azienda seria che rende un servizio alla collettività e all'ambiente, abbiamo diritto a lavorare. Se ci chiedono di sederci a un tavolo per discutere di un'area alternativa a quella dove siamo adesso, noi ci siamo».
E' stata proprio la guardia a dare l'allarme, chiamando la centrale dei vigili del fuoco, che immediatamente hanno inviato sul posto vari mezzi: varie autobotti (anche da Pisa), un mezzo schiumogeno, un'autoscala. Gli uomini del 115 sono stati impegnati duramente dalle fiamme, alimentate dal forte vento di tramontana, utilizzando anche materiale schiumogeno, A niente è valsa la pioggia incessante che è caduta nella notte. L'incendio si è sviluppato sotto la superficie dei cumuli di materiale.
I vigili del fuoco hanno impedito che venissero interessate altre parti dell'azienda scavando una sorta di trincea nell'ammasso di rifiuti. L'incendio è proseguito per tutta la giornata, fino ad esaurimento del materiale. La città è stata invasa dal fumo e dalla puzza di bruciato, portata dal vento a diversi chilometri di distanza. I danni sono importanti (alcune decine di migliaia di euro) ma potevano essere ben maggiori. «Fortunatamente - spiega uno dei responsabili della Lonzi - non sono stati coinvolti i capannoni, altrimenti i danni sarebbero stati di svariati milioni di euro». Proprio la scorsa settimana è stato installato un nuovo impianto di selezione dei rifiuti che è costato 350mila euro.
La Lonzi si estende su un'area di 20mila metri quadrati e tratta 70-80mila tonnellate all'anno di rifiuti differenziati, tra cui tutta la carta che viene raccolta a Livorno. Gli addetti sono una sessantina. «Non prevediamo ripercussioni sull'attività produttiva - dice ancora il responsabile dello stabilimento - la parte bruciata verrà isolata dal resto dell'azienda».
I vigili del fuoco, insieme ai responsabili dell'azienda e ad alcuni dipendenti, hanno lavorato con grande impegno, utilizzando anche le cisterne d'acqua in dotazione all'impresa (10mila litri).
E se l'incendio ha ridato vigore alle polemiche dei residenti della zona (di cui parliamo a parte in questa stessa pagina) sulla difficile compatibilità fra quest'attività e le abitazioni, da parte degli stessi titolari viene ribadita la disponibilità a spostarsi. «Comprendiamo i disagi della popolazione - dice Emiliano Lonzi - e possiamo assicurare che noi siamo d'accordo con un'ipotesi di delocalizzazione. E' chiaro che debbono essere le istituzioni a individuare una soluzione in questo senso. La gente che vive qui ha diritto a farlo in piena serenità, così come noi, che siamo un'azienda seria che rende un servizio alla collettività e all'ambiente, abbiamo diritto a lavorare. Se ci chiedono di sederci a un tavolo per discutere di un'area alternativa a quella dove siamo adesso, noi ci siamo».
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