Il Tirreno

Livorno

«Sarà cancellato il 50% dei parcheggi». Ma gli Amici della Bicicletta difendono la futura corsia protetta

Cento no alla pista ciclabile

Juna Goti
In viale Risorgimento si parcheggia dappertutto: sui marciapiedi e alle fermate dei bus
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In viale Risorgimento si parcheggia dappertutto: sui marciapiedi e alle fermate dei bus

«Pista ciclabile? No grazie». Sono più di cento - per l'esattezza 108 - le firme raccolte negli ultimi giorni dai residenti e dai commercianti del viale del Risorgimento per impedire la realizzazione di una corsia riservata al transito delle due ruote

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LIVORNO. «Pista ciclabile? No grazie». Sono più di cento - per l'esattezza 108 - le firme raccolte negli ultimi giorni dai residenti e dai commercianti del viale del Risorgimento per impedire la realizzazione di una corsia riservata al transito delle due ruote.
Un percorso anti-smog che collegherebbe i tratti ciclabili già esistenti sul viale Carducci e in via degli Etruschi (al momento solo due "tronconi" isolati), mettendo in comunicazione la stazione con i quartieri di Colline, Salviano e Coteto fino ad arrivare a villa Corridi. Come confermato dal consigliere uscente della circoscrizione 4, Luciano Chirici (Verdi), anche se il progetto particolareggiato presentato nel 2000 - che prevedeva la rivoluzione verde del viale con nuovi alberi e corsie per le bici - sembra essere stato accantonato, resta in piedi il disegno generale. Ovvero l'idea di creare una "risorgimentale" pista di collegamento tra i vari quartieri.
Ma la risposta di un nutrito gruppo di residenti, tra l'elezione e la nomina della nuova giunta, non si è fatta attendere. "Siamo consapevoli che le piste sono un mezzo utile per risolvere i problemi del traffico, della viabilità e dello smog - spiegano nella lettera che accompagna l'elenco di nomi e cognomi - ma crediamo che la scelta di aprirne una sul viale del Risorgimento sarebbe deleteria". I motivi? I firmatari parlano di troppe "rischiose interferenze", come passi carrabili e incroci piuttosto trafficati data la vicinanza di ospedale, ufficio postale, stazione, e negozi. Ma non solo. «Il restringimento dei marciapiedi recherebbe danni ai pedoni», scrivono nella lettera, Dimenticando però che molto spesso i marciapiedi sono occupati proprio dalle auto in sosta. Ma la loro preoccupazione ha soprattutto un nome: parcheggio. «Con la nuova pista - è l'sos dei residenti - salterebbe il numero dei posti auto: almeno il 50 per cento, se non di più». Resta da capire se nei posti auto vengono contati anche i tratti di strada in cui c'è il divieto di sosta. Luciano Chirici, che è anche presidente dell'associazione "Amici della bicicletta" e quindi favorevole alla pista, cerca di cancellare i timori dei firmatari. "In molti - interviene - sono convinti che più i viali sono larghi migliore è il transito, ma non è così. In tutta Europa, ormai, si adottano misure volte al restringimento delle carreggiate e alla realizzazione di piste ciclabili per ridurre la velocità dei mezzi e l'inquinamento". E i posti auto? «Ne salterebbero al massimo 20 o 30, recuperabili nelle numerose vie limitrofe». Il quartiere così si divide in due: gli "Amici" della bicicletta aspettano la loro corsia preferenziale, i residenti mettono le mani avanti.

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