Il Tirreno

Livorno

Taradash: "Non vogliono farci parlare"

Taradash: "Non vogliono farci parlare"

Dopo le molotov lanciate contro la sede del Pdl e della candidata alla Provincia Costanza Vaccaro arrivano le reazioni del mondo politico. Taradash: "Gesti intimidatori che impediscono il dibattito"

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Il tempo di rendersi conto con esattezza di cosa fosse successo, di verificare i danni provocati dalle due bottiglie incendiare, di ricevere dagli investigatori della questura le prime informazione e poi dal Pdl livornese è subito arrivata un durissimo giudizio di condanna sull’accaduto.
 Il primo a prendere la parola nella sede di piazza Damiano Chiesa (le molotov non hanno danneggiato l’interno dell’appartamento) è stato il “padrone di casa” Guido Guastalla, che per prima cosa ha voluto ricordare il raid vandalico di cui fu vittima esattamente cinque anni fa (e anche quello alla sede di Altero Matteoli).

 Poi non ha perso l’occasione per scagliarsi contro il sindaco Cosimi. «La solidarietà a posteriore non è sufficiente - afferma - Certe frasi assomigliano tanto alle lacrime di coccodrillo. Chi governa la città dovrebbe pensare ad educare meglio i suoi sostenitori».
 Molto severo il commento di Marco Taradash. «Questa stupida escalation deve finire - dichiara il candidato sindaco del centrodestra - Anche il prefetto ha capito che la situazione è seria: bene ha fatto a convocare per domani (questa mattina, ndr) il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico alla presenza dei rappresentanti di tutte le forze politiche».

 Al riguardo Taradash ha ricordato che segnali preoccupanti si erano già registrati nei giorni scorsi. «I nostri gazebo sono stati presi di mira - dice - e ci sono stati atti intimidatori nei confronti di militanti che si limitavano a distribuire volantini: dalle offese si è passati alle mani, dagli sputi ai coltelli (il riferimento è alle gomme tagliate all’auto di Maurizio Zingoni, ndr), ora le molotov. Cos’altro ancora?»
 «Ma ciò che mi dà più fastidio - aggiunge Taradash - è che per colpa di questi gesti intimidatori la discussione eluda i temi concreti della città sui quali noi vogliamo il confronto. Ciò che per esempio è successo nel dibattito alla stazione marittima non è accettabile. La claque che era stata organizzata dal sindaco Cosimi aveva un solo scopo: non sostenere il candidato del Pd ma impedire a me di parlare. Così si ricacciano gli avversari...»

 Sulla stessa lun ghezza d’onda Costanza Vaccaro, candidata alla presidenza della Provincia. «E’ una triste storia che si ripete - afferma - Noi vogliamo un confronto politico civile e democratico, altri lo vogliono invece spostare su altri piani per evitare di parlare dei temi concreti della città. Ci chiamano fascisti, ma qui c’è uno squadrismo dopo sessant’anni di governo comunista».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera