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Furto all’ospedale, sparisce cassaforte
La caricano su carrellino rubato e fuggono nei sotterranei
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LIVORNO. Fuga tra i cantieri e i sotterranei dell’ospedale dopo il colpo grosso. La cassaforte del poliambulatorio che sparisce. Un piccolo forklift, scomparso anche quello.
Mistero nella notte. Un furto tinto di giallo, che farebbe vibrare le pagine dei maestri del noir, è andato in scena ieri notte negli uffici del Centro prenotazioni dell’Asl, in viale Alfieri. Il fatto di per sé è piuttosto chiaro: i ladri hanno rubato la cassaforte, dove sono contenuti i soldi dei pagamenti del ticket. Bottino, 1500 euro. Ma la cosa inquietante è il contesto velato di mistero che avvolge tutta questa storia. A partire dal punto in cui i ladri si sarebbero infilati nella struttura, e cioè dalla camera mortuaria. Un modo per evitare la sorveglianza. Gli accessi ufficiali agli Spedali riuniti, e cioè viale Alfieri, via Gramsci e via della Meridiana, evidentemente vengono giudicati troppo pericolosi dai malviventi. Ma questi sanno come muoversi, si direbbero habitué dell’ospedale se si pensa che riescono a rubare, da uno dei numerosi cantieri della struttura, un piccolo carrello elevatore, usandolo poi per il trasporto della cassaforte. E qui veniamo al secondo punto oscuro della vicenda: il furto è stato preparato e gli autori hanno dimestichezza con l’ambiente ospedaliero.
La cronaca. È mezzanotte e mezza quando la guardia giurata del Tirreno, vede dei movimenti sospetti nei pressi della camera mortuaria. Intuisce subito che c’è qualcosa che non va e così dà l’allarme. Ma come fanno i ladri a entrare nella struttura? In base alle prime ipotesi emerse, penetrano all’interno attraverso una finestra. Poi, vanno negli uffici del Cup, dove è custodita la cassaforte, che si trova adagiata su un mobile (e non ancorata al muro). Prendono l’oggetto, lo caricano sul forklift e poi si danno alla fuga. All’interno degli uffici non c’è alcun segno di trascinamento, particolare che fa pensare agli investigatori che la cassaforte - di medie dimensioni - sia stata sollevata e poi caricata sul carrellino. La dinamica del furto è ancora al vaglio dei carabinieri e non è chiaro cosa sia successo esattamente. Una cosa però sembra certa: i ladri hanno approfittato - e ci sono riusciti - della struttura a labirinto dell’ospedale e della scarsa vigilanza per portare a termine il colpo. I militari hanno fatto vari sopralluoghi negli uffici, a caccia di tracce dei ladri.
La fuga. È uno dei punti più oscuri del furto. Le guardie dell’istituto di vigilanza dell’ospedale hanno riferito agli investigatori che da via Gramsci non è uscito nessuno. Molto probabilmente sono scappati attraverso i sotterranei. Ma c’è anche un problema di sicurezza: come fa un solo operatore, a piedi, a controllare tutta la struttura? Non dimentichiamo che i vigilantes di notte devono controllare anche il pronto soccorso, che è un punto nevralgico, spesso preso di mira da persone che hanno problemi psichici e da tossici.
Mistero nella notte. Un furto tinto di giallo, che farebbe vibrare le pagine dei maestri del noir, è andato in scena ieri notte negli uffici del Centro prenotazioni dell’Asl, in viale Alfieri. Il fatto di per sé è piuttosto chiaro: i ladri hanno rubato la cassaforte, dove sono contenuti i soldi dei pagamenti del ticket. Bottino, 1500 euro. Ma la cosa inquietante è il contesto velato di mistero che avvolge tutta questa storia. A partire dal punto in cui i ladri si sarebbero infilati nella struttura, e cioè dalla camera mortuaria. Un modo per evitare la sorveglianza. Gli accessi ufficiali agli Spedali riuniti, e cioè viale Alfieri, via Gramsci e via della Meridiana, evidentemente vengono giudicati troppo pericolosi dai malviventi. Ma questi sanno come muoversi, si direbbero habitué dell’ospedale se si pensa che riescono a rubare, da uno dei numerosi cantieri della struttura, un piccolo carrello elevatore, usandolo poi per il trasporto della cassaforte. E qui veniamo al secondo punto oscuro della vicenda: il furto è stato preparato e gli autori hanno dimestichezza con l’ambiente ospedaliero.
La cronaca. È mezzanotte e mezza quando la guardia giurata del Tirreno, vede dei movimenti sospetti nei pressi della camera mortuaria. Intuisce subito che c’è qualcosa che non va e così dà l’allarme. Ma come fanno i ladri a entrare nella struttura? In base alle prime ipotesi emerse, penetrano all’interno attraverso una finestra. Poi, vanno negli uffici del Cup, dove è custodita la cassaforte, che si trova adagiata su un mobile (e non ancorata al muro). Prendono l’oggetto, lo caricano sul forklift e poi si danno alla fuga. All’interno degli uffici non c’è alcun segno di trascinamento, particolare che fa pensare agli investigatori che la cassaforte - di medie dimensioni - sia stata sollevata e poi caricata sul carrellino. La dinamica del furto è ancora al vaglio dei carabinieri e non è chiaro cosa sia successo esattamente. Una cosa però sembra certa: i ladri hanno approfittato - e ci sono riusciti - della struttura a labirinto dell’ospedale e della scarsa vigilanza per portare a termine il colpo. I militari hanno fatto vari sopralluoghi negli uffici, a caccia di tracce dei ladri.
La fuga. È uno dei punti più oscuri del furto. Le guardie dell’istituto di vigilanza dell’ospedale hanno riferito agli investigatori che da via Gramsci non è uscito nessuno. Molto probabilmente sono scappati attraverso i sotterranei. Ma c’è anche un problema di sicurezza: come fa un solo operatore, a piedi, a controllare tutta la struttura? Non dimentichiamo che i vigilantes di notte devono controllare anche il pronto soccorso, che è un punto nevralgico, spesso preso di mira da persone che hanno problemi psichici e da tossici.
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