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Arrivano le balenotterela prima è Jenny la "zoppa"

Arrivano le balenotterela prima è Jenny la "zoppa"

Avvistata la prima balenottera della Versilia, con un mese e più di anticipo rispetto ai tempi della migrazione. Nuotava a sette miglia dalla costa, con il suo fare tipico dei capodogli. Jenny, la numero 180 del Santuario dei cetacei, ha solo mezza coda. L'altra parte è stata tranciata dall'elica di una grande nave

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E' tornata con un mese e più di anticipo, passando a due passi dalla costa tirrenica. Un comportamento anomalo, dovuto al riscaldamento della superficie del mare e alle correnti che hanno spinto il plancton vicino alla costa. La prima balenottera della Versilia è stata avvistata. Comincia la migrazione dei cetacei all'interno del Santuario Pelagos. Venti metri di lunghezza, uno sbuffo impetuoso, nuotava a sole sette miglia ad Ovest dalla costa di Viareggio.

Tutti gli esperti dei nostri mari conoscono Jenny, e la sua storia. La balenottera disabile, con la pinna caudale tranciata da una nave - una di quelle che attraversano il santuario dei cetacei per raggiungere la Spagna e le altre mete turistiche del Mediterraneo - è stata avvistata nei giorni scorsi dagli studiosi del Ce.Tu.s di Viareggio, il Centro ricerche sui cetacei, durante una escursione didattica a bordo di un catamarano.

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"È la prima dell'anno - racconta Silvio Nuti, quarantenne biologo marino - arrivata con un mese di anticipo rispetto ai tempi soliti della migrazione. Sorprendente vederla così vicina alla costa. Evidentemente c'è stato un riscaldamento dei primi cinque metri di profondità delle acque e il fitoplancton, le meduse, lo zooplancton si sono schiusi. Questo l'ha spinta ad avvicinarsi, sulla rotta delle correnti marine".

"Impossibile non riconoscere Jenny, la balenottera "zoppa", la N180 del Santuario", continua Nuti, che ogni giorno esce in mare tra Viareggio e Livorno per studiare e insegnare ai giovani la magia del mare. "È riuscita a modificare il suo comportamento per sopperire alla mancanza di spinta nel momento dell'immersione dovuta al fatto di avere solo mezza coda: ha perso completamente il lobo destro della pinna caudale e oggi si immerge con una inversione tipica dei capodogli. Nonostante questa ferita inferta dalle eliche delle grandi navi che minacciano tutti i cetacei, sopravvive bene e ogni anno viene osservata dagli esperti. Ma mai prima d'ora si era avvicinata così tanto. Se tiene l'alta pressione, ci aspettiamo di vedere presto altri esemplari di balenottera a poche miglia dalle nostre coste". (a.ri)

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