Il Tirreno

Livorno

«Chiara, non vedo l'ora di riabbracciarti»

Luciano De Majo
«Chiara, non vedo l'ora di riabbracciarti»

Parla il padre della soprano livornese che canta sulla nave assalita dai pirati

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LIVORNO. Papà Luigi non vede l’ora di riabbracciarla. Ed è comprensibile. Sa che la sua Chiara non concluderà la crociera a bordo della “Melody” come tutti, l’8 maggio a Genova, ma il giorno prima, a Napoli. «Ha in programma un concerto al San Carlo - racconta - e quindi io sarò là». Chiara Panacci, 37 anni da compiere a luglio, è un’artista livornese, una cantante lirica ormai affermata nel suo ruolo di soprano, che si trova a bordo della nave Msc assaltata dai pirati somali al largo delle Seychelles. La reazione del personale di sicurezza e le manovre del comandante hanno sventato il tentativo dei banditi: lei sta bene, così come tutti gli ospiti e come i componenti dell’equipaggio. 1500 persone in tutto, 134 delle quali di nazionalità italiana. Hanno passato un brutto quarto d’ora.

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Il padre di Chiara: "Ci riabbracceremo a Napoli"
 
Fra Livorno e Fauglia.
Livornese di nascita, Chiara Panacci si è trasferita da tempo insieme alla famiglia a Fauglia, dove tuttora abitano i suoi genitori. Adesso vive a Collesalvetti con il suo compagno Michele, un dottore commercialista che lavora per uno degli studi più conosciuti della città. Luigi, padre di Chiara e di Claudia, la sorella minore, non è riuscito ancora a parlarci. La voce di Chiara ieri l’hanno sentita gli ospiti della nave da crociera, non i suoi familiari.
 
Inarrivabile.
«No, non ce l’ho fatta ma ci riproverò ancora: è difficile, molto difficile riuscire a mettersi in contatto con la nave», dice. In effetti l’operatore al centralino della “Melody” risponde perfino tempestivamente al telefono satellitare, ma l’operazione di trasferimento della chiamata alla cabina dell’artista livornese non riesce praticamente mai. Colpa della linea che cade con una certa frequenza e colpa, probabilmente, anche della situazione che ancora si vive sulla “Melody”, dove non ci saranno più problemi di sicurezza, ma il clima dev’essere ancora piuttosto teso.
 
Sei concerti.
Chiara si è imbarcata al porto sudafricano di Durban, il 17 aprile. Il prossimo porto che toccherà è quello di Aqaba, in Giordania. «Nei 22 giorni di crociera - è ancora il padre a parlare - deve fare sei concerti». E uno di questi era in corso proprio al momento dell’attacco pirata: «Io non ho parlato direttamente con lei ma posso immaginare che cos’abbia provato in quel momento, tanto lei quanto gli ospiti della nave. Non dev’essere un’esperienza così felice». Se non altro, la paura è durata poco. E già ieri sera la vita a bordo era rientrata nei canoni della normalità, tanto che Chiara Panacci stava già affrontando un altro concerto.

«Ora siamo sereni». Papà Luigi ha divorato telegiornali e agenzie, ha seguito come poteva l’evolversi della situazione, poi finalmente si è tranquillizzato: «La prima notizia me l’aveva data il padre di un collega di Chiara: gli era arrivato un messaggio su facebook. A me no: non uso questo strumento, è roba per giovani...». La giornata di ieri, Luigi Panacci l’ha passata a rassicurare i parenti e gli amici di famiglia. «Sì, ora siamo sereni - conferma - e questo è l’importante».

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