Il Tirreno

Livorno

Ora in 18 lottano contro il cancro

Hanno saputo con due anni di ritardo di essere ammalati

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LIVORNO. Sono diciotto persone e non hanno la certezza del domani. Lottano contro un male che hanno scoperto di avere con due anni di ritardo.
 Tra il 2006 e il 2007 si erano sottoposti presso il Corat (Centro oncologico di riferimento per l'assistenza territoriale), agli esami clinici al colon retto, riservati agli over 50, per verificare il proprio stato di salute. Una di loro si era sottoposta al pap test. Un accertamento importante per poter stare tranquilli e sapere se mettersi l'anima in pace per qualche anno fino alla prossima verifica o, in caso di presenza di sangue occulto nelle feci, per sottoporsi alle eventuali cure.
 Avrebbero potuto venire a conoscenza della presenza di cellule tumorali con un ampio margine di anticipo e forse evitare una terapia invasiva come la chemio. E invece qualcosa è andato storto. E quel «tassellino» del Corat, come lo hanno definito dalla stessa Asl, che non ha funzionato potrebbe costare caro ad alcuni pazienti. Ai 18 livornesi, positivi al test, dal Corat è stato notificato un referto medico che invece risultava "negativo". Responsabile della manomissione, secondo gli accertamenti degli investigatori, sarebbe l'infermiera professionale Susanna Fiorini, 48 anni, dai ieri ai domiciliari. La donna dall'Ortopedia è passata al Corat proprio nei primi mesi del 2006, da quando cioè sono iniziate le manipolazioni dei referti emerse nel corso delle indagini.
 I pazienti, scioccati dalla scoperta, si sono rivolti a un legale, per tutelare la loro posizione in questa brutta vicenda. Molti di loro sono difesi dall'avvocato Massimo Manfredini: si tratta di una decina di persone, tutte, eccetto una, affette da tumore al colon retto. Lo scopo è capire se ci sia un nesso di causalità tra il ritardo con cui sono venuti a conoscenza della malattia e l'aggravarsi della stessa. «Abbiamo intenzione di nominare un medico come consulente di parte per dimostrare se il ritardo ha determinato il peggioramento del quadro clinico - dice l'avvocato - Il nostro perito potrà così collaborare con il consulente che sarà nominato dal pubblico ministero». Il magistrato infatti nominerà un esperto oncologo in grado di valutare la situazione e che dovrà analizzare tutta la vicenda, compresi i tempi e il quadro clinico dei pazienti.
 Manfredini annuncia che i suoi clienti stanno anche valutando di costituirsi parte civile al processo per risarcimento danni. «Eccetto una, sono tutte persone vivono il dramma della malattia e che stanno seguendo una terapia molto forte - dice il legale - È una situazione di grande sofferenza, delicata e di certo non semplice da affrontare».

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