Il Tirreno

Livorno

Studenti in piazza contro la Gelmini.

Studenti in piazza contro la Gelmini.

Occupazioni in molte scuole della Toscana. Alcuni presidi chiedono l'intervento della Polizia

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Il liceo classico Machiavelli di Lucca occupato per la prima volta nella sua storia, 8mila studenti in corteo a Livorno, occupazioni con polemiche a Prato, e poi a Viareggio, manifestazioni a Pistoia, assemblee a Grosseto e in molte altre città. Le scuole della Toscana ieri hanno vissuto una giornata bollente. Non sono mancati i momenti di tensione - per esempio a Viareggio e a Prato - ma senza incidenti: la protesta è stata pacifica.

Lucca. Dopo il liceo scientifico Vallisneri, ieri a Lucca le occupazioni si sono diffuse a macchia d’olio. A far scalpore è stata però quella del liceo classico Machiavelli, una novità assoluta visto che mai prima era accaduto, neanche nel ’68: l’unica prova di occupazione durò lo spazio di una mattinata.
Alle 6 di ieri mattina una trentina di ragazzi si sono ritrovati in centro: alle 7,30, quando la scuola come tutti i giorni ha aperto i battenti, sei o sette studenti sono entrati nell’edificio e con il cellulare hanno chiamato i compagni in attesa. Una volta dentro, hanno chiuso le uscite con catene, banchini e sedie e hanno aspettato l’arrivo degli altri studenti per dichiarare ufficialmente lo stato di occupazione. Alcuni sono rimasti, altri sono andati a casa.

Poco dopo le otto è arrivata la polizia. «Ci hanno detto di tornare in classe - spiegano gli occupanti - ma noi abbiamo risposto di no, così sono andati via, ricordandoci che il nostro gesto è illegale». I ragazzi però non hanno intenzione di fermarsi. «Cogito ergo occupo», hanno scritto caratteri cubitali su un lenzuolo bianco appeso sotto la finestra dell’istituto.

Ieri sono stati occupati anche lo Psicopedagogico, l’Itc e l’Iti.

Viareggio.A Viareggio occupati il classico Carducci e l’istituto tecnico commerciale Piaggia. E la stessa sorte potrebbe toccare presto all’istituto nautico Artiglio e all’Iti Galilei.

L’altra notte un gruppo di ragazzi è entrato nel liceo classico, probabilmente dopo aver sottratto una copia delle chiavi della palestra (ma il fatto è ancora da accertare) e si è barricato dentro, con l’intenzione di non far entrare insegnati e bidelli. Ma è arrivato il preside, Mario Regali, e i ragazzi si sono convinti a farlo entrare e poi a far entrare insegnanti e personale non docente. Probabilmente il classico adotterà le stesse modalità d’occupazione dello scientifico: sospensione totale dell’attività didattica ma regolare svolgimento di quella amministrativa e di segreteria.

Stessa strategia che a ragioneria. L’occupazione qui è scattata dopo l’ultima campanella di ieri e dopo una mattinata piuttosto animata: di fronte ai cancelli della scuola si era radunato il corteo degli altri studenti per convincere gli alunni a unirsi alla protesta. Scenario analogo all’istituto nautico. Stamattina una parte degli studenti in rivolta scenderà di nuovo in strada per una lezione all’aperto sul tema della Costituzione.

Livorno. In ottomila sono scesi in piazza a Livorno contro i provvedimenti del governo sulla scuola: mai così affollata una manifestazione studentesca negli ultimi trent’anni in città. Il corteo ha paralizzato il traffico cittadino: prima in centro sfilando anche davanti al Comune, poi improvvisando sit-in spontanei sia sul viale che porta alla stazione sia sull’Aurelia all’altezza della periferia nord. E tutte le scuole superiori sono rimaste deserte.

Gli studenti si sono poi riuniti in assemblea in Fortezza Nuova: «Siamo soltanto all’inizio - dice un ragazzo del Collettivo studentesco - siamo qui per dire sì a un futuro che sia degno di questo nome».
Oggi si svolgerà l’elezione dei rappresentanti degli studenti in quasi tutti gli istituti superiori livornesi, poi è in programma un nuovo round di dibattito per decidere come proseguire la lotta domani.

Pistoia. Affollata manifestazione anche a Pistoia, con circa duemila studenti in piazza all’insegna di slogan come «Noi la crisi non la paghiamo», «Gelmini cambia lavoro», «E se non son figlia di papà, l’università chi me la paga?». Nessuna bandiera di sindacati, nessun simbolo politico o di partito: in piazza non li ha trascinati nessuno. La manifestazione gli studenti di Pistoia se la sono gestita da soli. E ci sono riusciti: da anni la città non assisteva a una mobilitazione studentesca di tali dimensioni.

Grosseto. La protesta qui, anziché di occupazioni e autogestione, è fatta di cortei, sit-in nei cortili delle scuole e dibattiti.

Prato. Ieri sera è scattara ufficialmente l’occupazione del classico Cicognini, come diciamo nell’articolo qui sotto, mentre il “gemello” Rodari (dipendono dallo stesso preside) ha rinunciato.

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