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LO SCANDALO

Porto 2000, l'ammanco è di 5 milioni di euro

Porto 2000, l'ammanco è di 5 milioni di euro

Fra il 2003 e il 2006 dalla casse della Porto 2000 sono stati fatti uscire cinque milioni di euro. Il dato definitivo dell’ammanco è stato comunicato dall’amministratore Guido Asti che ha annunciato che con l’approvazione dei bilanci 2006 e 2007, fissata per il 9 luglio, si chiuderà la fase emergenziale della società, quella della «pulizia».  La pesante eredità della gestione Lenzi è condensata dalle cifre del consuntivo 2006, che registra una perdita, appunto, di circa cinque milioni di euro. Si pensi che la proposta di bilancio approntata durante la gestione Lenzi, e bloccata da Asti subito dopo la sua nomina, proponeva ai soci un utile di 5000 euro

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LIVORNO. Fra il 2003 e il 2006 dalla casse della Porto 2000 sono stati fatti uscire cinque milioni di euro. Il dato definitivo dell'ammanco è stato comunicato dall'amministratore Guido Asti, che ieri è intervenuto nella riunione del comitato portuale per un riferimento sulla situazione della società. Asti ha annunciato che con l'approvazione dei bilanci 2006 e 2007, fissata per il 9 luglio, si chiuderà la fase emergenziale della società, quella della «pulizia».
 La pesante eredità della gestione Lenzi è condensata dalle cifre del consuntivo 2006, che registra una perdita, appunto, di circa cinque milioni di euro. Si pensi che la proposta di bilancio approntata durante la gestione Lenzi, e bloccata da Asti subito dopo la sua nomina, proponeva ai soci un utile di 5000 euro.
 Una perdita - ha spiegato Asti - derivata da due tipi di operazioni contabili: lo storno di fatture contabilizzate come investimenti e di fatture portate al conto economico come costi, relative agli anni 2003, 2004, 2005 e 2006. Fatture che poi si sono rivelate false. All'importo delle fatture va sommato quello dell'Iva e delle sanzioni. E dunque ssi può dire, banalizzando, che il fattore Lenzi è costato alla collettività (la Porto 2000 è una società a capitale pubblico) qualcosa come cinque milioni di euro.
 Ora che l'ammanco è stato definito, la Porto 2000 potrà procedere nel recupero delle somme, con le azioni di responsabilità già avviate e quelle finora solo ipotizzate. Guido Asti, nel riferire al comitato portuale lo stato di avanzamento delle iniziative legali intraprese, ha annunciato che sono state avviate le procedure per due distinte azioni di responsabilità: una nei confronti dei membri del consiglio d'amministrazione, l'altra verso i sindaci revisori che si sono succeduti alla Porto 2000 fra il 2003 e il 2007. A tal proposito l'amministratore unico della società ha acquisito un parere legale. Un consulente, adesso, è al lavoro per verificare le singole posizioni e quantificare il risarcimento da richiedere. D'altronde, già nel luglio scorso Autorità Portuale e Camera di Commercio avevano dato mandato ad un legale per valutare, nei tempi e nei modi opportuni, la presentazione di un'azione di responsabilità nei confronti dei revisori. Nell'assemblea convocata per il 9 luglio, Camera di Commercio e Autorità Portuale approveranno anche il bilancio consuntivo 2007, le cui cifre confermano le grandi potenzialità della Porto di Livorno 2000, monopolista del business delle crociere a Livorno. Il 2007 si è chiuso, infatti, con un utile prima delle imposte di 2 milioni e mezzo di euro: un risultato che sarà replicato, almeno dalle prime stime, anche quest'anno. (c.m.)

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