Il Tirreno

Livorno

«Asciugate le nostre lacrime»

Pierpaolo Poggianti
«Asciugate le nostre lacrime»

Centinaia alla camera mortuaria, una ragazza si sente male

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LIVORNO. È stato un fiume in piena di lacrime quello che, ieri, ha bagnato per tutto il giorno la camera mortuaria di viale Alfieri. Tutti a piangere Mattia Pelagatti, il sedicenne morto venerdì sera in un incidente con la propria moto sul Romito. Sono passati in centinaia sotto i pini meno amati della città. La processione era già cominciata venerdì sera quando la notizia in poco tempo si era diffusa a macchia d'olio, ma solo ieri ha conosciuto la sua ondata massima.
 Gli abbracci infiniti. Sono arrivati a bordo di uno sciame di motorini gli amici di Mattia. Qualcuno in gruppo, molti altri da soli, ma tutti dietro a grandi occhiali scuri per nascondere una notte insonne e un dolore che non trovava sfogo se non nelle lacrime. Continuavano ad abbracciarsi gli uni con gli altri provando a condividere e rendere meno insopportabile un dolore che molte delle loro giovani vite non avevano mai provato.
 Qualcuno, però, non ce la fa e crolla a terra. Urla, piange e cerca conforto dalla spalla dell'amico. Un ragazzo si sente male, il nervosismo si stringe al suo stomaco costringendolo ad allontanarsi. Per una ragazza, invece, serve l'intervento dell'ambulanza. È entrata nella stanza che accoglie il corpo del giovane Mattia e vedere i suoi riccioli chiari sotto un velo bianco è stato come un colpo allo stomaco, di quelli che lasciano senza fiato.
 Sconvolto anche un gruppo di professoresse intervenute in rappresentanza del liceo Enriques che Mattia frequentava. «Un ragazzo d'oro, come pochi altri. È una tragedia». Non riescono a dire altro prima di entrare nella camera per l'ultimo saluto.
 Presente anche il sindaco. Tra i primi ad accorrere, nella mattinata di ieri, anche il sindaco Alessandro Cosimi. Per lui non un passaggio di rappresentanza, ma un vero legame al nonno di Mattia, Mauro Pelagatti ex sindacalista della Cgil al Comune, nonché compagno di partito da una vita. Con lui anche Piero Nocchi, segretario provinciale della Cgil, ma anche i consiglieri Vittorio Vittori e Otello Chelli. «Ricordo Mattia da bambino - racconta Chelli - mentre faceva impazzire nonno Mauro. Ricordo i suoi riccioli che correvano per casa e tutti dietro a ridere. Ricordo un ragazzo allegro che adesso non c'è più. Non posso che esprimere tutta la mia vicinanza a una famiglia di gran brave persone».
 Gente "per bene". La famiglia di Mattia è, infatti, conosciuta e apprezzata in tutta la città. Il padre è un noto e stimato restauratore di mobili, molto ricercato nel suo ambiente per la capacità pratiche oltre che per la serietà morale. La madre, invece, fa la maestra in una scuola materna. La descrivono come una donna forte e grande lavoratrice.
 Tutti si sono stretti attorno a loro che hanno perso in un attimo la loro grande gioia, quel figlio unico al quale avevano dato tanto amore. Lo avevano cresciuto facendolo girare il mondo nei viaggi con loro da New York a Barcellona, da Monte Carlo a Sharm el Sheik.
 Martedì i funerali. I funerali di Mattia si svolgeranno martedì mattina alle 8 al cimitero dei Lupi.
 Per volontà della famiglia non ci sarà alcuna celebrazione eucaristica e, dopo un rito molto semplice, si procederà alla cremazione del corpo.
 «Disperderemo le sue ceneri in mare - racconta il padre Riccardo - perché così avrebbe voluto. In passato ne avevamo parlato, ma ho sempre immaginato che sarebbe stato lui a eseguire le nostre volontà e non il contrario».

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