Il Tirreno

Livorno

Comprati letti e divani, ma non si trovano

Comprati letti e divani, ma non si trovano

Porto 2000: spese di 350.000 euro per arredi "fantasma"

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LIVORNO. Che c’azzecca il letto? Quale attinenza all’attività della società - che è quella di far sbarcare i passeggeri, non di farli stare comodamente seduti - può avere un salotto componibile? Perchè la Porto 2000, nella grandeur della gestione Lenzi, ha acquistato divani, tavoli, sedie, persino modeste tende da sole in quantità industriale? Ci sono 350mila euro di spese per arredi, rinvenute tra i costi pluriennali della società, che hanno destato più di un sospetto. Per la Guardia di Finanza sono arredi fantasma. «Numerosi beni acquistati non sono fra quelli presenti nei locali aziendali» scrivono i finanzieri nel verbale che ha suggellato la verifica fiscale alla Porto 2000, iniziata nel marzo 2007 e chiusa da poche settimane. Che abbiano preso strade diverse da quella che porta al Terminal Crociere? La domanda non è del tutto peregrina, perchè è la stessa Finanza a suggerire l’ipotesi. Che, detta brutalmente, è: la Porto 2000 paga, coi soldi pubblici, ma a goderne sono i suoi ex amministratori. In primis l’ex presidente Bruno Lenzi. Qualche esempio? Un mobilificio livornese risulta aver emesso nel 2003 quattro fatture per «lavori di riparazione di parquet e restauro di mobili per uffici», per un importo complessivo di 24.568 euro. Fatture che per la Finanza mascherano «operazioni inesistenti».

Gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria, infatti, hanno visitato la ditta, dove non hanno trovato riscontro dei lavori effettuati alla Porto 2000. Hanno trovato, invece, «rendiconti attestanti lavori di restauro e realizzazione di componenti di arredo in legno a favore di “Lenzi Bruno”» e di altri ex dirigenti e dipendenti della Porto 2000. Lo stesso mobilificio ha lavorato per la Porto 2000 anche nel 2004 (22.350 euro) e nel 2006 (35.370 euro). Nei quattro anni passati al setaccio dalla Guardia di Finanza, dal 2003 al 2007, la Porto 2000 ha comprato così tanti mobili, divani, tavoli, sedie, tende da arredare non una sede ma un grattacielo. E comunque resta il punto che tutta questa roba, acquistata fino all’anno scorso, non si trova più. Che sia andata tutta distrutta? Nel 2003 sono state comprate 4 tende verticali, 1 divano a due posti, 1 libreria, 1 salotto componibile, una pedana rinforzata, un divano modello Sciarada. Totale 16978 euro.

Nel 2004 si è arredato di più (66.230 euro): acquistati una lampada da terra (1.859 euro), 1 sedia Arman (3.292 euro), 1 comodino 1 armadio e 1 scrivania (1.100 in tutto), 1 tavolo Arman (10.950), 1 parete da ufficio, 1 divano, 1 armadio e 2 tavoli (3.066), 1 tavolo, 2 mobili e 2 sedie (10.000), un’opera di Marco Lodola (1.895), una lampada da terra (1.650), un altro tavolino Arman (7.200), una porta (221). Una fioriera laccata, acquistata nel 2005, è costata alle casse della Porto 2000 8.350 euro. Uno stipo 8500 euro, una tenda da sole 900, 4 pedane 6400 euro. E poi tende da ufficio, altre pedane, oggettistica, per un conto che nel 2005 ha toccato i 42mila euro. Il 2006 ha rappresentato il punto di massimo splendore della società, anche estetico, con ben 132mila euro spesi in arredi: parquet per 2083 euro, un divano modello Gastone (3900), pavimenti e rivestimenti vari (2521), una fioriera (7950), due poltrone (4500), un divano in pelle (5166). Pure un letto modello “softland” della Lema (1353 euro), presentato così al Salone del Mobile: «Linee morbide e avvolgenti e forme rassicuranti per il luogo deputato al riposo».

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