Il presidio
«Noi stufi dei lavavetri, non li vogliamo»
Gabriele Dini
Gli automobilisti: sì alla linea dura. Ma per qualcuno «non danno noia»
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LIVORNO. Tutti incolonnati sotto il sole cocente. Ma oltre al caldo a far sbuffare gli automobilisti livornesi ci sono anche lavavetri e persone che ai semafori chiedono l'elemosina. Un fenomeno magari ridotto rispetto all'altissima concentrazione di postulanti che si trovano ai semafori di Firenze. Ma che crea comunque malumori e disagi soprattutto per chi transita lungo le principali arterie cittadine come il viale Alfieri, il viale Carducci e il viale Nazario Sauro.
A essere preoccupate sono soprattutto ragazze e signore che non appena si fermano si ritrovano già sul vetro la spazzola piena di sapone di qualche lavatore più “aggressivo”.
«E'una cosa che mi fa arrabbiare moltissimo - racconta Grazia Poletti, una giovane alla guida della sua Polo - al mattino arrivo da Fiorentina e senza nemmeno accorgermene mi ritrovo un lavavetri sdraiato sul vetro. A quel punto è imbarazzante dover dire di no. Non ho niente contro chi ha bisogno. Ma certo trovarsi davanti a questo tipo di prepotenze a ogni semaforo è fastidioso». A bordo della sua Punto con adesivo del Livorno Calcio («E' di mio figlio», precisa la signora) Marzia Marcelli ammette di spostarsi avanti ogni volta che vede avvicinare qualcuno al semaforo. «Non voglio essere maleducata - racconta la donna - ma è un assalto continuo. Non si possono dare soldi a tutti. E a volte uno è stanco e non ha voglia di parlare. A me dispiace per le persone che hanno bisogno. Ma non è possibile guidare così».
Di parere opposto è invece Gianluca. «A me non danno assolutamente fastidio - racconta al distributore all'incrocio tra viale Nazario Sauro e via Ardenza, una zona dove i lavavetri sono particolarmente concentrati a ogni ora del giorno - basta dire di no e loro vanno avanti. Credo che si stia facendo troppo rumore. Alla fine queste persone hanno bisogno di vivere».
Dalla questura si parla comunque di un fenomeno piuttosto limitato. La situazione livornese non sarebbe infatti paragonabile a quella fiorentina o addirittura a quella romana. Resta comunque il fatto che a volte la presenza di persone ai semafori può creare problemi alla circolazione delle auto. «Inoltre - spiegano dagli uffici amministrativi - il testo unico sulla sicurezza proibisce attività girovaghe di quel tipo». Ma forse, lascia intendere qualcuno a microfoni spenti, i problemi più importanti sono altri: come per esempio dare assistenza a chi ha realmente bisogno.
E la politica? Dalla consigliera regionale di An Marcella Amadio arriva un plauso alla scelta dell'amministrazione comunale fiorentina. «Approvo il provvedimento di Domenici - spiega la Amadio ragiunta in vacanza - quella che viene proibita è un'attività abusiva». Poi la Amadio allarga il campo. «Speriamo - afferma - che venga proibita anche la vendita abusiva da parte dei vu cumprà. Secondo me questo tipo di provvedimenti dovrebbero comunque essere presi a livello nazionale». poi una frecciata al sindaco. «Livorno - conclude - non è un'isola felice. Basta con le politiche buoniste».
A essere preoccupate sono soprattutto ragazze e signore che non appena si fermano si ritrovano già sul vetro la spazzola piena di sapone di qualche lavatore più “aggressivo”.
«E'una cosa che mi fa arrabbiare moltissimo - racconta Grazia Poletti, una giovane alla guida della sua Polo - al mattino arrivo da Fiorentina e senza nemmeno accorgermene mi ritrovo un lavavetri sdraiato sul vetro. A quel punto è imbarazzante dover dire di no. Non ho niente contro chi ha bisogno. Ma certo trovarsi davanti a questo tipo di prepotenze a ogni semaforo è fastidioso». A bordo della sua Punto con adesivo del Livorno Calcio («E' di mio figlio», precisa la signora) Marzia Marcelli ammette di spostarsi avanti ogni volta che vede avvicinare qualcuno al semaforo. «Non voglio essere maleducata - racconta la donna - ma è un assalto continuo. Non si possono dare soldi a tutti. E a volte uno è stanco e non ha voglia di parlare. A me dispiace per le persone che hanno bisogno. Ma non è possibile guidare così».
Di parere opposto è invece Gianluca. «A me non danno assolutamente fastidio - racconta al distributore all'incrocio tra viale Nazario Sauro e via Ardenza, una zona dove i lavavetri sono particolarmente concentrati a ogni ora del giorno - basta dire di no e loro vanno avanti. Credo che si stia facendo troppo rumore. Alla fine queste persone hanno bisogno di vivere».
Dalla questura si parla comunque di un fenomeno piuttosto limitato. La situazione livornese non sarebbe infatti paragonabile a quella fiorentina o addirittura a quella romana. Resta comunque il fatto che a volte la presenza di persone ai semafori può creare problemi alla circolazione delle auto. «Inoltre - spiegano dagli uffici amministrativi - il testo unico sulla sicurezza proibisce attività girovaghe di quel tipo». Ma forse, lascia intendere qualcuno a microfoni spenti, i problemi più importanti sono altri: come per esempio dare assistenza a chi ha realmente bisogno.
E la politica? Dalla consigliera regionale di An Marcella Amadio arriva un plauso alla scelta dell'amministrazione comunale fiorentina. «Approvo il provvedimento di Domenici - spiega la Amadio ragiunta in vacanza - quella che viene proibita è un'attività abusiva». Poi la Amadio allarga il campo. «Speriamo - afferma - che venga proibita anche la vendita abusiva da parte dei vu cumprà. Secondo me questo tipo di provvedimenti dovrebbero comunque essere presi a livello nazionale». poi una frecciata al sindaco. «Livorno - conclude - non è un'isola felice. Basta con le politiche buoniste».
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