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Uno squalo volpe al largo del Romito
Alessandro Guarducci
Nelle reti di un peschereccio è finito un esemplare di tre metri e mezzo
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LIVORNO. Non capita tutti i giorni di imbattersi, nelle nostre acque, in uno squalo. Soprattutto se si tratta di un esemplare di notevoli dimensioni e che si trova a poca distanza dalla costa. Immaginatevi perciò la faccia del pescatore livornese che, alla vigilia di Ferragosto, ha visto affiorare nella rete un bestione lungo più di tre metri. Ha capito subito che si trattava di qualcosa di insolito: sì, era uno squalo.
E non gli c'è voluto molto anche ad individuarne la specie. Con quella lunga coda a forma di falce non poteva che essere uno squalo volpe. Un animale che si nutre di pesci (segue le rotte di tonnetti e sardine) e di uccelli marini. E, fatto molto importante, non ha l'abitudine di attaccare l'uomo.
Ma per difendersi da sub e pescatori non ci pensa due volte ad usare la lunga coda, con la quale può infliggere serie ferite. Però il rischio, viste le sue dimensioni, è un altro: quello di trovarselo davanti durante un'immersione o di fianco alla barca e... crepare d'infarto. Tre metri e mezzo di lunghezza, 160 chilogrammi di peso, il gigante dalla lunga coda, col ventre bianco e il dorso scuro, è stato pescato - così per caso - a circa tre miglia a largo dal Romito (a poco più di cinque miglia a sud dall'imboccatura del porto), dove probabilmente era arrivato seguendo un branco di pesce azzurro, di cui va ghiotto.
E' una spiegazione plausibile, visto che questo grosso squalo non ama avvicinarsi più di tanto alle coste. A meno che l'animale non fosse stato ferito, e sia stato portato verso il Romito dalla corrente: quando il pescatore ha tirato su la rete, l'animale era infatti già moribondo tanto che non ha opposto resistenza. E una volta imbracato sul peschereccio - operazione che si è rivelata piuttosto complessa - lo squalo era morto.
L'ipotesi è perciò molto probabile, anche perché non risulta che qualcuno abbia visto lo squalo nuotare in superficie. Cosa che capita soprattutto nei mesi estivi, quando il “volpe” è a caccia di cibo. «No. Non ci risulta che ci siano stati avvistamenti di squali in questa zona negli ultimi giorni - spiegano al Comando della Capitaneria di porto - Se un pesce di queste dimensioni fosse salito in superficie a così poca distanza dalla costa, è molto probabile che qualcuno l'avrebbe notato. Anche perché nella zona c'erano diverse imbarcazioni».
Insomma, nessun avvistamento e nessun allarme squalo. L'animale è finito nelle reti senza che qualcuno ne avesse segnalato la presenza nelle vicinanze della costa livornese. Il pescatore, dopo essersi ripreso dalla comprensibile sorpresa, ha immediatamente avvertito la Capitaneria di porto che, come avviene in casi del genere, ha allertato l'Arpat. All'arrivo in porto, il grosso squalo ha inevitabilmente richiamato una folla di curiosi. Molti dei quali ne hanno approfittato per scattare foto ricordo dell'evento.
Il personale della Capitaneria di Porto di Livorno e i funzionari dell'Arpat hanno invece eseguito tutti gli accertamenti del caso: dopo una serie di verifiche, tra le quali la misurazione del pesce, e la conferma che si trattava effettivamente di uno squalo volpe, l'animale è stato “restituito” al pescatore.
Che l'ha poi messo in vendita: la carne di questa specie di squalo, infatti, è abbastanza pregiata. Magari cucinata a tranci per una bella grigliata.
«Ma non parliamo di effetto tropicalizzazione - dicono alcuni pescatori livornesi - E' vero che negli ultimi anni sono comparse delle specie di pesci che erano sconosciute alle nostre latitudini, ma qui gli squali ci sono sempre stati e spesso sono stati pescati esemplari di notevoli dimensioni».
E non gli c'è voluto molto anche ad individuarne la specie. Con quella lunga coda a forma di falce non poteva che essere uno squalo volpe. Un animale che si nutre di pesci (segue le rotte di tonnetti e sardine) e di uccelli marini. E, fatto molto importante, non ha l'abitudine di attaccare l'uomo.
Ma per difendersi da sub e pescatori non ci pensa due volte ad usare la lunga coda, con la quale può infliggere serie ferite. Però il rischio, viste le sue dimensioni, è un altro: quello di trovarselo davanti durante un'immersione o di fianco alla barca e... crepare d'infarto. Tre metri e mezzo di lunghezza, 160 chilogrammi di peso, il gigante dalla lunga coda, col ventre bianco e il dorso scuro, è stato pescato - così per caso - a circa tre miglia a largo dal Romito (a poco più di cinque miglia a sud dall'imboccatura del porto), dove probabilmente era arrivato seguendo un branco di pesce azzurro, di cui va ghiotto.
E' una spiegazione plausibile, visto che questo grosso squalo non ama avvicinarsi più di tanto alle coste. A meno che l'animale non fosse stato ferito, e sia stato portato verso il Romito dalla corrente: quando il pescatore ha tirato su la rete, l'animale era infatti già moribondo tanto che non ha opposto resistenza. E una volta imbracato sul peschereccio - operazione che si è rivelata piuttosto complessa - lo squalo era morto.
L'ipotesi è perciò molto probabile, anche perché non risulta che qualcuno abbia visto lo squalo nuotare in superficie. Cosa che capita soprattutto nei mesi estivi, quando il “volpe” è a caccia di cibo. «No. Non ci risulta che ci siano stati avvistamenti di squali in questa zona negli ultimi giorni - spiegano al Comando della Capitaneria di porto - Se un pesce di queste dimensioni fosse salito in superficie a così poca distanza dalla costa, è molto probabile che qualcuno l'avrebbe notato. Anche perché nella zona c'erano diverse imbarcazioni».
Insomma, nessun avvistamento e nessun allarme squalo. L'animale è finito nelle reti senza che qualcuno ne avesse segnalato la presenza nelle vicinanze della costa livornese. Il pescatore, dopo essersi ripreso dalla comprensibile sorpresa, ha immediatamente avvertito la Capitaneria di porto che, come avviene in casi del genere, ha allertato l'Arpat. All'arrivo in porto, il grosso squalo ha inevitabilmente richiamato una folla di curiosi. Molti dei quali ne hanno approfittato per scattare foto ricordo dell'evento.
Il personale della Capitaneria di Porto di Livorno e i funzionari dell'Arpat hanno invece eseguito tutti gli accertamenti del caso: dopo una serie di verifiche, tra le quali la misurazione del pesce, e la conferma che si trattava effettivamente di uno squalo volpe, l'animale è stato “restituito” al pescatore.
Che l'ha poi messo in vendita: la carne di questa specie di squalo, infatti, è abbastanza pregiata. Magari cucinata a tranci per una bella grigliata.
«Ma non parliamo di effetto tropicalizzazione - dicono alcuni pescatori livornesi - E' vero che negli ultimi anni sono comparse delle specie di pesci che erano sconosciute alle nostre latitudini, ma qui gli squali ci sono sempre stati e spesso sono stati pescati esemplari di notevoli dimensioni».
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