Il Tirreno

Livorno

Guasto al traghetto: 400 passeggeri dieci ore sotto il sole

Gabriele Dini
Guasto al traghetto: 400 passeggeri dieci ore sotto il sole

La nave della Sardinia Ferries doveva partire alle 8, ha lasciato l’ormeggio alle 18 con soli tre motori funzionanti. Il quarto è rimasto in avaria

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LIVORNO. Hanno atteso per ore sotto il sole il loro imbarco. Anziani, famiglie con bambini piccoli e donne incinta, turisti stranieri, viaggiatori partiti in piena notte da altre città della Toscana, dal Piemonte, dall’Emilia Romagna, dalla Lombardia. In totale 406 persone che dovevano salpare per la Sardegna, destinazione Golfo Aranci, ieri mattina alle 8 a bordo di una nave della Sardinia Ferries. Ma che invece, per il guasto di un motore del traghetto, hanno lasciato il molo 67 del porto mediceo di Livorno solo alle 18,30 giungendo sull’isola attorno alla mezzanotte. Tutto dopo una giornata di snervante attesa in cui la tensione (in sintonia con la temperatura) ha raggiunto livelli altissimi. Con addirittura un tentativo di assedio a un altro traghetto da parte dei turisti infuriati ed esasperati. Sembrava un campo profughi ieri sera verso le 18 il ponte interno della Sardinia Express. Persone anziane e famiglie con bambini provati dalla terribile giornata passata in attesa si erano accampati nell’anticamera che introduce al salone. All’interno la gente era sdraiata sulle poltrone in attesa di notizie.

Qualcuno si era infilato anche in un sacco a pelo sdraiato a terra, cercando di dormire. E magari prima o poi di risvegliarsi fuori da quell’incubo. L’odissea dei viaggiatori del Sardinia Express, un traghetto veloce della Sardinia Ferries in grado di raggiungere golfo Aranci in 5 ore, era iniziata qualche minuto prima delle 8. «C’è un problema alla nave, non si può partire», avevano detto gli addetti della Sardinia alle persone arrivate nella notte da centinaia di chilometri di distanza e in fila sulle proprie auto in attesa dell’imbarco. Un motore dell’imbarcazione si era infatti rotto qualche minuto prima dell’arrivo in rada nel porto di Livorno. Da quel momento è stato tutto un susseguirsi di voci che rimandavano la partenza alle 14, poi alle 16, infine alle 18. «Ma nessuno ci ha dato informazioni precise - protestano i viaggiatori ammassati nel salone - facendoci restare sotto il sole in attesa per tutta la mattinata». Poi, verso mezzogiorno, il primo imbarco. Almeno delle persone. Per quello delle auto si sono dovute attendere le 16,30.

«Alle persone abbiamo permesso l’accesso il prima possibile - ha spiegato l’equipaggio della nave - per le auto è stato necessario attendere il permesso dal Registro navale per motivi di sicurezza». La partenza è avvenuta verso le 18,30 dopo che i tecnici del Registro navale italiano e la squadra tecnica della Capitaneria avevano dato il nulla osta alla partenza. Nonostante il guasto a uno dei quattro motori non fosse stato riparato. «La nave è partita con tre motori - hanno spiegato in serata dalla sede della Sardinia di Vado Ligure - ma in condizioni di sicurezza e di manovrabilità ottimali. se non avessimo avuto questa certezza non saremmo mai partiti». La mancanza di un motore ha rallentato la nave che ha percorso il tragitto in 6 ore invece che in 5. La situazione sulla banchina ieri pomeriggio era tesissima. E a un certo punto ha rischiato di degenerare, quando i viaggiatori, per protesta, hanno deciso di “invadere” il Mega Express 3, un’altra nave della Sardinia che avrebbe dovuto salpare attorno alle 21,15.

Prima dell’ingresso dei contestatori- come in un assedio medievale - gli addetti della compagnia hanno alzato il portellone della nave. «Volevamo occupare l’altra nave - ha detto un passeggero - perché nessuno ci dava informazioni. Ci sembrava ci stessero prendendo in giro». Poi l’imbarco delle 123 auto. E alle 18,30 la partenza. «Ciò che è successo è incredibile - commentava ieri sera un turista torinese di 53 anni partito dal Piemonte alle 3 della notte precedente con la moglie - così ci rovinano le vacanze». Sul traghetto ognuno ha una storia da raccontare. «Sono partito da Bologna alle 3 - racconta un giovane - e poi dovrò arrivare in Ogliastra. Da Golfo Aranci sono 200 chilometri». Un’altra ragazza teme di dovere passare la notte in auto. «Avevamo prenotato un appartamento - racconta ma non potremo avere le chiavi alle 4 del mattino. Ho paura che dovremo dormire in macchina». Anche Edwige e Alessandro, due giovani di Cremona, sono infuriati. «Hanno cercato di rabbonirci con dei panini - raccontano - ma la mancanza assoluta di spiegazioni non ce la dimenticheremo.

Intanto ad Alghero arriveremo alle 3 del mattino». Nelle sale del traghetto le persone hanno iniziato una raccolta di firme. «Vogliamo il rimborso del biglietto - raccontano i passeggeri - e anche il riconoscimento dei danni fisici e psicologici. Ci hanno rovinato le vacanze». Dall’ufficio reclami della Sardinia si dicono dispiaciuti dell’accaduto. «E’la prima volta che accade un fatto del genere - spiegano - e siamo dispiaciuti per i disagi avuti dalle persone. Prenderemo in considerazione con particolare attenzione e nella maniera più veloce possibile tutti gli eventuali reclami. Nei prossimi giorni valuteremo cosa fare al riguardo».

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