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Lucarelli, una firma che vale oro
Alessandro Bernini
Accordo con lo Shakhtar da 12 milioni: «Se restavo, ero patetico»
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LIVORNO. La firma è arrivata 35 minuti dopo la mezzanotte. L’ultimo sigillo di una trattativa rapida, che aveva subito un’impasse solo ieri in tarda serata. «Vado via perchè è un’offerta alla quale non potevo rinunciare, restando sarei diventato patetico», ha confidato Lucarelli in nottata tornando a casa. Tre anni di contratto a 4 milioni di euro a stagione hanno fatto crollare tutte le certezze, di Lucarelli e di chi pensava che il bomber non sarebbe mai andato via da Livorno. Dodici milioni, una cifra infinita. Cristiano saluta e va in Ucraina, maglia dello Shakhtar Donetsk, guida tecnica di Mircea Lucescu, città grigia. Il sapore è quello dell’addio alla maglia amaranto, a meno che Cristiano non torni qui a 36 anni.
Il contratto. Le cifre del contratto sono pazzesche, fuori dal mercato attuale. Lucarelli ha di fronte un triennale da 4 milioni di euro a stagione, il che significa che alla fine della sua avventura in Ucraina avrà incassato 12 milioni di euro, ovvero 24 miliardi di vecchie lire. I dirigenti dello Shakhtar avevano anche proposto una seconda opzione al giocatore: contratto da 3,5 milioni di euro per quattro anni. Ma Lucarelli scelto la prima soluzione. Nel contratto sono state inserite anche una serie di clausole. Lucarelli avrà dei benefit in base ai risultati, ai gol segnati, soprattutto in base all’eventuale accesso alla Champions dello Shakhtar (che dovrà disputare i preliminari). In più Cristiano ha ottenuto di poter tornare a casa ogni due settimane. La moglie e i figli resteranno a Livorno. Le cifre sono allucinanti. Un esempio. Nell’Inter (la società che in serie A paga di più), solo Vieira, Ibrahimovic e Adriano guadagnano oltre 4 milioni. Considerate che con questo contratto Lucarelli entra nella hit dei 10 giocatori italiani più pagati in assoluto.
La trattativa. Tutto in 15 ore. In mattinata Aldo Spinelli ha aperto le porte del suo ufficio a tre dirigenti dello Shakhtar. Cortesia ma anche modi spicci, e tanta voglia di chiudere la trattativa in fretta. Dopo 5 minuti eravamo già al nocciolo, con cifre e modalità di pagamento. Spinelli ha preso atto ma di più non poteva fare visto che Lucarelli era libero di svincolarsi di fronte a un’offerta di 9 milioni di euro. E i dirigenti ucraini hanno detto a Spinelli che sotto questo profilo non c’erano problemi, il giocatore aveva già dato il suo ok in un precedente incontro. In effetti c’è un retroscena. Lucarelli mercoledì aveva depistato tutti parlando di un viaggio a Montecarlo con la moglie. In realtà Cristiano era a Donetsk insieme al suo procuratore e alla moglie Susanna: hanno visto la città, la probabile casa, gli impianti della società. Così, poco prima delle 19, ecco tutti seduti a un tavolo a Forte dei Marmi per la firma finale. Da una parte i tre dirigenti russi reduci da Genova, dall’altra Lucarelli e il suo procuratore Carlo Pallavicino. Manca solo l’ultima firma.
L’intoppo. Telefonini spenti per oltre tre ore, poi alle 22.16 risponde Carlo Pallavicino. Ma dalla sua voce non arrivano notizie di trattativa chiusa, anzi. «Nessuna firma, stiamo discutendo, ci risentiamo tra due ore». Due ore? Perché? Trapela la versione di un fax atteso dall’Ucraina, con indicate eventuali sanzioni per Lucarelli in caso di ritardi agli allenamenti o rientri posticipati.
Quel sito. Altro piccolo mistero. Nel tardo pomeriggio sulla home page del sito di Lucarelli appariva la scritta “A breve un comunicato di Lucarelli”. Sembrava il preludio all’addio. Tutto chiaro. E invece a sorpresa dopo le 21.30 cambia la home page, arriva un saluto di Cristiano ai partenti Pfertzel, Passoni e Fanucci che sa molto di precotto, anche perché non c’è neppure il nome di Morrone che pure in giornata è stato ceduto ufficialmente. Di comunicato neanche l’ombra. Qualcuno tra i tifosi inizia a sperare in un ripensamento. Ma non sarà così. Sui siti internet piovono messaggi anche piuttosto duri, qualcuno minaccioso. Cristiano è messo al corrente anche di questo. Non si aspettava una reazione del genere.
Il dubbio. E allora si insinua il tarlo. Lucarelli ci sta ripensando? In questa direzione spinge il ritardo nell’ultima firma. Col passare dei minuti si fa largo l’ipotesi di uno slittamento a stamattina.
La firma. La mezzanotte è passata da 11 minuti, Pallavicino chiude l’ultimo spiraglio. «Cristiano è tormentato ma firmerà, dobbiamo solo sistemare dei cavilli». Il contratto è infinito, 42 pagine, metà in cirillico e metà in inglese. A mezzanotte e mezza spaccata arriva un fax dall’Ucraina, ultima lettura, poi Lucarelli mette le sue firme sul contratto. Stavolta è proprio finita. Oggi niente conferenza stampa, forse Cristiano spiegherà le sue ragioni sabato. Poi domenica partirà verso Donetsk. I quattro anni in amaranto resteranno indelebili per tutti, ma il futuro adesso è in Ucraina.
Il contratto. Le cifre del contratto sono pazzesche, fuori dal mercato attuale. Lucarelli ha di fronte un triennale da 4 milioni di euro a stagione, il che significa che alla fine della sua avventura in Ucraina avrà incassato 12 milioni di euro, ovvero 24 miliardi di vecchie lire. I dirigenti dello Shakhtar avevano anche proposto una seconda opzione al giocatore: contratto da 3,5 milioni di euro per quattro anni. Ma Lucarelli scelto la prima soluzione. Nel contratto sono state inserite anche una serie di clausole. Lucarelli avrà dei benefit in base ai risultati, ai gol segnati, soprattutto in base all’eventuale accesso alla Champions dello Shakhtar (che dovrà disputare i preliminari). In più Cristiano ha ottenuto di poter tornare a casa ogni due settimane. La moglie e i figli resteranno a Livorno. Le cifre sono allucinanti. Un esempio. Nell’Inter (la società che in serie A paga di più), solo Vieira, Ibrahimovic e Adriano guadagnano oltre 4 milioni. Considerate che con questo contratto Lucarelli entra nella hit dei 10 giocatori italiani più pagati in assoluto.
La trattativa. Tutto in 15 ore. In mattinata Aldo Spinelli ha aperto le porte del suo ufficio a tre dirigenti dello Shakhtar. Cortesia ma anche modi spicci, e tanta voglia di chiudere la trattativa in fretta. Dopo 5 minuti eravamo già al nocciolo, con cifre e modalità di pagamento. Spinelli ha preso atto ma di più non poteva fare visto che Lucarelli era libero di svincolarsi di fronte a un’offerta di 9 milioni di euro. E i dirigenti ucraini hanno detto a Spinelli che sotto questo profilo non c’erano problemi, il giocatore aveva già dato il suo ok in un precedente incontro. In effetti c’è un retroscena. Lucarelli mercoledì aveva depistato tutti parlando di un viaggio a Montecarlo con la moglie. In realtà Cristiano era a Donetsk insieme al suo procuratore e alla moglie Susanna: hanno visto la città, la probabile casa, gli impianti della società. Così, poco prima delle 19, ecco tutti seduti a un tavolo a Forte dei Marmi per la firma finale. Da una parte i tre dirigenti russi reduci da Genova, dall’altra Lucarelli e il suo procuratore Carlo Pallavicino. Manca solo l’ultima firma.
L’intoppo. Telefonini spenti per oltre tre ore, poi alle 22.16 risponde Carlo Pallavicino. Ma dalla sua voce non arrivano notizie di trattativa chiusa, anzi. «Nessuna firma, stiamo discutendo, ci risentiamo tra due ore». Due ore? Perché? Trapela la versione di un fax atteso dall’Ucraina, con indicate eventuali sanzioni per Lucarelli in caso di ritardi agli allenamenti o rientri posticipati.
Quel sito. Altro piccolo mistero. Nel tardo pomeriggio sulla home page del sito di Lucarelli appariva la scritta “A breve un comunicato di Lucarelli”. Sembrava il preludio all’addio. Tutto chiaro. E invece a sorpresa dopo le 21.30 cambia la home page, arriva un saluto di Cristiano ai partenti Pfertzel, Passoni e Fanucci che sa molto di precotto, anche perché non c’è neppure il nome di Morrone che pure in giornata è stato ceduto ufficialmente. Di comunicato neanche l’ombra. Qualcuno tra i tifosi inizia a sperare in un ripensamento. Ma non sarà così. Sui siti internet piovono messaggi anche piuttosto duri, qualcuno minaccioso. Cristiano è messo al corrente anche di questo. Non si aspettava una reazione del genere.
Il dubbio. E allora si insinua il tarlo. Lucarelli ci sta ripensando? In questa direzione spinge il ritardo nell’ultima firma. Col passare dei minuti si fa largo l’ipotesi di uno slittamento a stamattina.
La firma. La mezzanotte è passata da 11 minuti, Pallavicino chiude l’ultimo spiraglio. «Cristiano è tormentato ma firmerà, dobbiamo solo sistemare dei cavilli». Il contratto è infinito, 42 pagine, metà in cirillico e metà in inglese. A mezzanotte e mezza spaccata arriva un fax dall’Ucraina, ultima lettura, poi Lucarelli mette le sue firme sul contratto. Stavolta è proprio finita. Oggi niente conferenza stampa, forse Cristiano spiegherà le sue ragioni sabato. Poi domenica partirà verso Donetsk. I quattro anni in amaranto resteranno indelebili per tutti, ma il futuro adesso è in Ucraina.
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